Rallisti ai tempi del Coronavirus. Lorella Rinna: “Non vedo l’ora di poter tornare a fare il mio lavoro. E rimettere il casco in testa”

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Il lavoro è la prima aspirazione della team manager di Loran che nel frattempo passa il tempo a cucinare torte con la figlia Siria. In attesa di tornare a gustare il caffè schiumato al bar, e in prova speciale e parco assistenza. Testi di Tommaso M. Valinotti, immagini di Elio Magnano  (www.fotomagnano.com)

CASTRO DEI VOLSCI (FR), 28 aprile – Riprendere la vita di sempre, magari con più attenzione alla famiglia. Questa è l’aspirazione di Lorella Rinna, reclusa nella sua casa di Castro dei Volsci assieme al marito Andrea Minchella e alla figlia Siria in attesa che la situazione Coronavirus si sblocchi. Ripensando a quelli che erano i programmi di inizio anno, sperando che possano essere rispettati almeno in parte, concretizzandoli con un duro lavoro di pubbliche relazioni. Che significherebbe tornare a vivere.

Qual è stata l’ultima manifestazione cui hai partecipato? – “L’ultima gara cui ho partecipato come pilota è stata la Ronde di Sperlonga del 2018, la mia prima e unica gara con Silvia Spinetta. Come Loran l’ultima gara è stata la gara laziale del 2019 con Andrea Minchella e Claudio Potenza che hanno vinto con la Ford Fiesta RS WRC. Io e Andrea siamo molto affezionati alla Ronde di Sperlonga e non solo perché è vicina a casa, ma perché è una gara perfettamente organizzata, su una prova speciale bellissima, e con un’atmosfera di festa particolare che il periodo natalizio esalta”.

Quali sono state le manifestazioni che hai annullato? – “Dopo un 2019 esaltante nel quale abbiamo vinto il titolo italiano rally assoluto con Giandomenico Basso e Lorenzo Granai, bissando la vittoria del 2018 con Paolo Andreucci e Anna Andreussi avevamo dei bei programmi nel CIR e nell’IRC. Il 10 marzo avevamo in programma la presentazione dei programmi di Giandomenico Basso nel CIR e Marcello Razzini nell’IRC in una splendida villa nei pressi di Reggio Emilia. Non se n’è fatto nulla, almeno per ora

Quali erano i tuoi programmi per il 2020? – “Personalmente avevo in programma di tornare al volante in questa stagione 2020 nell’IRCup con una Clio RS di Classe N3 che è pronta e scalpitante in garage. I programmi principali di Loran nel 2020 erano, e al momento attuale sono ancora, essere con Giandomenico Basso e Lorenzo Granai nel Campionato Italiano Rally e Marcello Razzini che avrebbe dato l’assalto all’IRCup. Entrambi avrebbero corso con le vetture di HK e a Reggio Emilia avremmo svelato se Škoda Fabia o Volkswagen Polo”.

Se si ripartisse il primo giugno, cosa faresti? – “Mi precipiterei al Nord per tornare a incontrare gli sponsor di Loran e ritornare a tessere i fili della stagione. E non sarebbe solo un’esigenza lavorativa, ma un bisogno di tornare a colloquiare con la gente, con le persone con le quali in questi anni abbiamo lavorato, con le quali un rapporto di lavoro si è trasformata in amicizia”.

Cosa hai dovuto rinunciare per l’emergenza Coronavirus? – “Al caffè schiumato del bar al mattino. E poi la libertà di movimento. Per natura sono una persona sempre attiva, che si sposta in continuazione. Il lavoro mio e di Andrea ci porta a essere costantemente in giro per l’Italia, per essere presenti alle gare o incontrare i nostri partner. Il Coronavirus ci ha insegnato che dobbiamo dedicare più tempo ai nostri affetti e alla nostra famiglia. Me ne ricorderò anche quando questa emergenza sarà finita”.

Cosa fai in questo periodo? – “Faccio delle grandi torte con mia figlia Siria di cinque anni. Per i bambini questo periodo di reclusione è difficilissimo e impossibile da spiegare. Allora cuciniamo insieme, riprendendo le ricette di mia madre e delle nonne, coloriamo gli album, guardano un po’ ma non troppo la televisione”.

Come festeggeresti il ritorno alla normalità? – “I festeggiamenti migliori sono tornare a lavorare, vedere i nostri piloti impegnati in gara. La grande festa sarà tornare a fare tutte quelle cose che abbiamo fatto fino ai primi di marzo scorso. Magari con un pizzico di distanza in più e le mascherine in viso”.

Il sogno nel cassetto? – “Il sogno nel cassetto è stato realizzato con la creazione della Loran e vedendo i risultati che abbiamo ottenuto, avendo fra le nostre fila piloti del calibro di Luca Rossetti, Paolo Andreucci, Giandomenico Basso, solo per citarne alcuni. Vorrei poi fare alcune gare da pilota con la mia Clio. Da pilota ovviamente, perché non ho nessuna voglia di sedermi sul sedile di destra nonostante Andrea qualche volta ci abbia provato. Magari sarò io a far sedere lui al mio fianco per dettarmi le note.

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