Rallisti ai tempi del Coronavirus. Roberto Gobbin: “Finalmente ho riaperto i cancelli di TargaAuto, ma non vedo l’ora di tornare in prova speciale”

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Il pilota pinerolese ha ripreso l’attività lavorativa dopo due mesi di “reclusione” casalinga insieme a moglie e figli. Una clausura che non ha pesato su Roberto Gobbin, cui piace la vita in famiglia. Ma gli piace anche essere al volante, casco in testa, della sua Abarth 124 rally. Testi di Tommaso M. Valinotti, immagini di Elio Magnano  (www.fotomagnano.com)

SAN SECONDO DI PINEROLO (TO) – Riaperti i battenti della sua concessionaria TargaAuto, il portacolori di Winners Rally Team è pronto a schierarsi quanto prima in prova speciale, anche se non potrà seguire ilo programma che aveva preparato per la stagione 2020. Ma la passione non diminuisce e il sogno nel cassetto resta sempre lo stesso: disputare il Rallye di Monte-Carlo.

Qual è stata l’ultima manifestazione cui hai partecipato? – “Il Trofeo ACI Como del 25-26 ottobre scorso, con la mia Abarth 124 Rally R-GT affiancato da Renzo Fraschia. Era la finale del CIR-WRC ed è stata una gara molta bella, la quinta che disputavo con lo spider dello Scorpione, considerando anche la Cesana-Sestriere. Purtroppo il risultato non è stato all’altezza delle nostre aspettative perché ci siamo intraversati su una prova, sulla sesta si è spenta e nell’ultima si è bloccato il cambio. Comunque abbiamo vinto il titolo R-GT nella Coppa Italia e ciò era di buon auspicio per il 2020”.

Quali sono state le manifestazioni che hai saltato (annullato)? – “La stagione sarebbe dovuta iniziare in questo periodo con il Rally Valli Cuneesi, in programma inizio maggio oppure con la trasferta atlantica all’Islas Canarias, che era previsto per la settimana successiva”.

Quali erano i tuoi programmi per il 2020? – “Ero indeciso se ripetere la Coppa Italia di Zona, con le classiche quattro gare piemontesi cercando di qualificarmi nuovamente per la finale di Como, oppure disputare le sei gare del Trofeo 124 Abarth rally che comportavano trasferte alle Canarie, Lettonia, Polonia, Repubblica Ceca, Ungheria e Rally Roma Capitale. Quest’ultima gara era in programma sia che seguissi il Trofeo 124 Abarth rally, sia la Coppa Italia”.

A cosa hai dovuto rinunciare per l’emergenza Coronavirus? – “Se parliamo di rinunce al di fuori del giro rallistico ho rinunciato a poche cose. Al caffè al bar se vogliamo, ma mi rendo conto che le rinunce vere sono altre. Mi piace andare a caccia, andare in mountain bike e praticare lo snowboard, tutte attività cui ho dovuto rinunciare”.

Che cosa hai fatto in questo periodo di reclusione? – “Sono rimasto a casa, cosa che faccio di solito nelle mie tre settimane di ferie. Ho passato molto tempo con i miei tre figli Giorgio, Ludovico ed Emilia, e con mia moglie Francesca. Ne abbiamo approfittato per tagliare la legna per il prossimo inverno, fare tutti quei lavoretti che la manutenzione della casa richiede, allevare polli e conigli. Sono fortunato ad avere una casa grande con grandi spazi aperti, perciò la nostra è stata una reclusione limitata”.

Come è cambiata la tua vita dopo il 4 maggio, e cosa farai? – “Sono tornato in concessionaria a lavorare. Il lavoro non è granché. A livello nazionale le vendite auto in aprile sono crollate del 97,55%. In TargaAuto stiamo facendo le consegne dei veicoli che erano stati prenotati prima della crisi. Tante persone non hanno ancora compreso che abbiamo aperto i battenti il 4 maggio. Ciò che mi manda maggiormente in ansia è vedere i clienti fare la coda e non poterli ricevere convenientemente ”.

Cosa bisogna fare per uscire da questa situazione di emergenza? – “Credo che i rally siano pronti a ripartire con alcuni accorgimenti soprattutto per gli equipaggi. Mascherina sotto il casco e controllo della temperatura per pilota e navigatore. Se hai la febbre non parti. Bisogna ridurre al minimo i briefing e le verifiche che richiedono vicinanza. I problemi semmai possono arrivare dai sindaci e i prefetti che avranno sempre maggiori difficoltà a concedere i permessi. Non vedo di buon occhio i rally in pista, anche se possono far ripartire l’attività. I rally sono strade di montagna e camminate per trovare il posto giusto dove andarsi a godere i passaggi delle vetture ”.

Come hai festeggiato il limitato ritorno alla normalità? – “Riaprire i battenti di TargaAuto è stata già una festa, anche se li ho aperti con molta ansia. Ma man mano che torniamo a immergerci sul lavoro l’ansia diminuisce. Festeggerò andando in pizzeria con la mia famiglia, ma temo che bisognerà aspettare ancora del tempo prima che la paura fomentata dal battage mediatico permetta di tornare in bar e ristoranti. D’altronde ci andavamo poco anche prima e non mi sembra il caso di farlo ora”.

Qual è il sogno nel cassetto? – “Fare il Rallye di Montecarlo”.

Sito internet:  www.targauto.com

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