Rallisti ai tempi del Coronavirus. Stefano Bertuccioli: “I rally torneranno alla normalità, un passo alla volta”

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Il giornalista genovese (nella foto di apertura insieme ad Agostino Orsino sul palco del Rally della Lanterna 2019) è pronto a ritornare in campo nel mondo dei rally, sia a seguire le sue moltissime passioni. Anche se, secondo lui, ci vorrà del tempo. Testi di Tommaso M. Valinotti, immagini di Elio Magnano  (www.fotomagnano.com)

CERANESI (GE) – La strada verso il ritorno alla normalità sarà percorsa a gradini, un passo dopo l’altro. È questa l’opinione di Stefano Bertuccioli, giornalista e addetto stampa genovese che si prepara a un ritorno alle gare, anche se con moltissime limitazioni. “I rally senza pubblico sono tristi e avranno difficoltà ad attirare gli sponsor. Ma è necessario ripartire, perché i rally non sono solo divertimento, ma anche fonte di lavoro e sostentamento per moltissime famiglie”. Nel periodo di reclusione casalinga Stefano Bertuccioli è diventato un cuoco provetto, afferma che la sua focaccia genovese e il suo pesto sono imbattibili, ed è pronto a tornare in sella alla sua bici e alla sua moto. Magari per una cena a Camogli con la compagna Ilaria. Senza chiudere nel cassetto il suo sogno proibito: prendere il brevetto di volo.

Qual è stata l’ultima manifestazione cui hai partecipato? – “Come addetto stampa l’ultima gara è stata la Ronde Colli del Monferrato e del Moscato, che si è svolta a Casale Monferrato nel primo settimana di novembre, organizzata dal VM Motor Team di Moreno Voltan. La gara è stata un successo, perché dopo dieci anni un rally tornava in città. E lo ha fatto nel migliore dei modi, con passerella delle vetture il sabato sera e pedana finale nel cuore cittadino con premiazioni alla presenza del sindaco. Il VM Motor Team è la seconda scuderia con la quale collaboro oltre alla Lanterna Corse di Marco Gallo. Una collaborazione iniziata nel 2016 e che prosegue nel migliore dei modi. Come giornalista ero presente alla Ronde della Val Merula di inizio febbraio assieme ai colleghi di PrimoCanale Motori, un’avventura iniziata a gennaio e che mi stava entusiasmando. Ora non ci resta che aspettare la ripartenza delle gare”.

Quali sono state le manifestazioni cui hai rinunciato? – “Per ora, come giornalista, ho dovuto rinunciare alla trasferta al Sanremo Rally Storico di inizio aprile, gara che sarebbe stata seguita in diretta da PrimoCanale Motori, con servizi ad ampio raggio dalle prove speciali e dai parchi assistenza. Il mio primo impegno stagionale come addetto stampa di un rally era il Rally Vigneti Monferrini organizzato dal VM Motor Team a Canelli in programma il 14 e 15 marzo. È rinviato a data da destinarsi. Marco Gallo e lo staff della Lanterna Corse stanno lavorando alla preparazione del 14° Rally dei Poeti, in programma a Brugnato (SP) il 27 e 28 giugno. Secondo me è l’atteggiamento giusto, perché se si dovesse sbloccare la situazione, gli organizzatori sarebbero pronti a mandare in scena l’evento. Ho qualche speranza in più per il Rally della Lanterna del 5-6 settembre che gli organizzatori genovesi hanno iniziato a pianificare da tempo. Insomma, viviamo tutti alla giornata perché non sappiamo cosa si potrà fare in campo rallistico e quando potremo tornare in piena attività. Temo che le restrizioni alla presenza del pubblico siano molto dannose per la specialità. I rally senza il pubblico sono molto tristi e sicuramente sono poco appetibili per gli sponsor. I rally, come tutti gli spettacoli, non sono solo divertimento, ma sono anche fonte di lavoro e sostentamento per moltissime famiglie”.

Quali erano i tuoi programmi per il 2020? – “Come addetto stampa seguire i piloti di Lanterna Rally Team e VM Motor Team nelle loro prestazioni sui campi di gara e gestire la comunicazione dei quattro rally organizzati dalle sue scuderie: Vigneti Monferrini e Colli del Monferrato con Moreno Voltan; Golfo dei Poeti e Rally della Lanterna con Marco Gallo. Oltre alla collaborazione giornalistica con l’emittente PrimoCanale Motori che dovrebbe seguire in diretta tutte le gare liguri”.

Quando si ripartirà, cosa farai? – “La Liguria ha vissuto una Fase che possiamo definire 1,5 a partire dal 27 aprile scorso e immediatamente avevo programmato un lungo e rilassante giro in bicicletta. Ovviamente i primi tre giorni di libertà hanno coinciso con tre giorni di pioggia e la bicicletta è rimasta in garage”.

A cosa hai dovuto rinunciare per l’emergenza Coronavirus? – “Sia io, sia la mia compagna Ilaria siamo iper-attivi. Prima dell’emergenza Coronavirus raramente cenavamo a casa ed eravamo costantemente in attività e in giro. La cosa che ho più sofferto nel periodo di reclusione casalinga è stato non avere la libertà di muovermi, non poter salire in moto o in bicicletta e farmi quel bel giretto di 70/80 chilometri che mi distende i nervi”.

Che cosa hai fatto in questo periodo? – “Ammettiamolo: a casa si sta bene. Ho continuato a lavorare in remoto per 4GUIMP, visto che l’azienda ha una febbrile attività di commercio on line. Ho dato fondo alla pila di libri che da anni accumulavo e che non ero mai riuscito a leggere e mi sono dedicato alla cucina. La mia focaccia è ormai competitiva con le migliori focaccerie genovesi e il mio pesto non ha più paura di nessuno. Nei primi tre o quattro giorni di reclusione seguivo spasmodicamente l’andamento dei contagi, controllavo le notizie; poi ho staccato la spina. Non potevo farci nulla se non crearmi ansia. Non era il caso ”.

Come festeggerai il ritorno alla normalità? – “Credo che il ritorno avverrà per gradi, uno scalino dietro l’altro. Ho già fatto qualche giretto in bicicletta, seguendo scrupolosamente le regole, anche perché c’erano parecchi controlli. Appena riusciremo io e Ilaria andremo a cena a Camogli, un paesino splendido dove abitavano i suoi nonni che per noi è un punto d’incontro speciale”.

Qual è il sogno nel cassetto? – “Come se non bastassero tutte le mie passioni, voglio prendere il brevetto di volo. Non è facile sia per l’impegno di tempo che richiede sia per quello economico. È un obiettivo che mi sono posto. Alcuni amici hanno tentato di coinvolgermi con il parapendio. Sto cercando di starne distante. Se mi parte l’embolo della passione non smetto più”.

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