Rally Carmagnola Storico, la cronaca. Apre Giombini, vince Mano

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Gara spettacolare e combattuta vede l’inziale predomino della Lancia 037 del carmagnolese che conduce le danze fino al ritiro nella quarta prova per un problema meccanico. Prende allora il comando la Toyota Celica dell’equipaggio albese, che lo mantiene sino al palco di arrivo. Grande lotta per il secondo gradino del podio che vede prevalere il determinato Paolo Pastrone, che ha ragione di un soddisfatto Claudio Bergo. Pierangelo Pellegrino, quarto, fa sua la Michelin Historic Rally Cup, davanti al funambolico Fabrizio Cavaglià che spreme ogni goccia di sudore dai cavalli della sua piccola Opel Corsa. Di Tommaso M. Valinotti. Foto Actionrace, Valter Toso, Tommaso M. Valinotti

CARMAGNOLA (TO), 1 settembre – Il ritorno del rally di Carmagnola ha convinto gli appassionati di auto storiche a presentarsi al via della gara che mancava dai calendari rallistici da dieci anni due mesi e un paio di giorni. Sono 46 gli equipaggi che si iscrivono e che non sia un numero tanto per fare scena lo dimostrano le verifiche sportive e tecniche del venerdì pomeriggio, quando si presentano in 45 sotto le tettoie del foro boario (e meno male che ci sono le tettoie, visto il diluvio che scende) per il controllo dei documenti e delle vetture. Unica quella di Giuseppe Messori-Antonella Caputo, Toyota Celica ST165.

Sabato mattina il cielo si è ripulito e c’è il sole quando alle 9.01 la Porsche 911 SC di Luca Valle-Cristiana Bertoglio dà il via alla gara.

PS 1 (Ceresole, km 7,50 – ore 9.27). Una dozzina di chilometri di trasferimento e il cronometro comincia a lavorare. E premia subito Simone Giombini e Stefano Cirillo che dimostrano che due anni di fermo non hanno rattrappito i muscoli della loro Lancia 037 che stacca il miglior tempo davanti alla coppia di Toyota Celica portate in gara dagli albesi Sergio Mano-Jessica Radosta, che pagano 7”7, quindi quella dei biellesi Claudio Bergo-Luca Pieri. In quarta posizione si mette subito in evidenza la Opel Kadett GT/E di Paolo Pastrone-Mara Miretti, che inizia il suo duello con la Peugeot 205 GTI di Maurizio Cochis-Milva Manganone, con appena 1”2 di differenza. Sesta piazza per la fragile Talbot Lotus di Manuel Magistro-Marco Ancillotti che scelgono una condotta prudente per fare più chilometri possibile con la spettacolare berlinetta inglese.

Settima piazza per i sorprendenti (ma neanche troppo) Fabrizio Cavaglià-Davide Aime che portano nell’olimpo la piccola Opel Corsa GSI, seguiti ad appena 5/10 dalla BMW M3 di Germano Coero Borga-Walter Rapetti, quindi l’immarcescibile Italo Ferrara affiancato da Anna Ferraris e a chiudere i primi dieci Pierangelo Pellegrino-Davide Peruzzi con la Fiat 131 Abarth. I distacchi fra Magistro (sesto) e Pellegrino (decimo) sono di appena 4”5 a dimostrazione di quanto sia combattuta la gara.

PS2 (Monteu Roero-San Grato, km 6,25 – ore 9.47). Con un trasferimento di appena 1120 metri la prima prova si unisce alla seconda, lasciando ai concorrenti appena il tempo di respirare un attimo senza slacciare il casco. Ancora una volta Giombini-Cirillo fanno il vuoto, mentre si infiamma il duello fra le coupé giapponesi con Claudio Bergo che fa meglio di Sergio Mano e recupera 1”2 all’albese. Il percorso tortuoso esalta Fabrizio Cavaglià che piazza la sua Opel Corsa al quarto posto davanti a Pastrone, Alberto Verna-Max Barrera che hanno preso dimestichezza con la loro Opel Ascona 400, quindi Maurizio Cochis che precede la Ritmo 130 Abarth di Adriano Galaverna-Alessandro Scrigna, Italo Ferrara e Manuel Magistro. Uno spettacolare capottamento sul dosso toglie di gara la BMW M3 di Coero Borga-Rapetti, senza provocare danni all’equipaggio

PS 3 (Ceresole, km 7,50 – ore 11.39). La cavalcata di Giombini-Cirillo sembra non conoscere ostacoli e anche il ripassaggio a Ceresole è loro con Mano che accelera il passo e lascia alla Lancia appena 3”9, seguito da Cochis che prosegue nell’apprendimento dei segreti della Peugeot 205 GTI e stacca il terzo tempo. Anche Pierangelo Pellegrino prende fiducia nella sua 131 Abarth e sigla il quarto tempo, quindi Magistro e Bergo che commette un piccolo errore che gli costa quella manciata di secondi che gli fanno perdere alcune posizioni. Seguono Ferrara, Pastone, Cavaglià e Stefano Villani-Lorenzo Lalomia che portano la loro Opel Kadett GT/E fra i primi dieci dopo un avvio incerto e cauto nelle due prove umide mattutine. Non partono in prova gli attesi carmagnolesi Federico Tesio-Eraldo Tortone afflitti da noie probabilmente elettriche alla loro Peugeot 205 GTI con la quale contavano di lottare per una posizione di vertice nella classifica assoluta.

PS4 (Monteu Roero-San Grato, km 6,25 – ore 11.59). La ripetizione della Monteu Roero offre il colpo di scena decisivo della gara. In partenza cede un semiasse della 037 di Giombini-Cirillo, costringendo il carmagnolese ad una mesta resa. Ne approfitta immediatamente Sergio Mano che impone il suo ritmo e prende il comando delle operazione davanti a Claudio Bergo, staccato di 16” e allo scatenato Maurizio Cochis che paga appena 8/10 a Bergo. Villani ha ormai piena fiducia nella sua Opel Kadett GT/E e segna il quarto tempo davanti a Magistro, Cavaglià, Pastrone, Ferrara, Pellegrino e all’Opel Corsa di Massimo Oliveri e Federico Capilli.

Quando sono state affrontate le prime quattro prove speciali, quelle più corte e tormentate al punto che i due terzi del chilometraggio sono ancora da percorrere Sergio Mano e Jessica Radosta vantano un vantaggio di poco meno di un minuto su Claudio Bergo-Luca Pieri che debbono difendersi dagli assalti di un sempre più arrembante Maurizio Cochis, affiancato da Milva Manganone staccato da Bergo di 3”9, che completa il podio. Quarta piazza e prima di Terzo Raggruppamento per Paolo Pastrone e Mara Miretti che condividono la posizione con Manuel Magistro-Marco Ancellotti. Fabrizio Cavaglià e Davide Aime sono sesti e precedono Pellegrino-Peruzzi, Ferrara-Ferraris, Verna-Barrera, Villani-Lalomia. Dei 45 partiti dalla pedana di Carmagnola 38 sono ancora in gara.

PS 5 (Montà, km 13,55 – ore 13.14). Il pomeriggio offre le prove lunghe e veloci. Mano-Radosta non hanno difficoltà ad imporre la loro legge davanti alle due Opel Kadett GT/E di Pastrone-Miretti e Villani-Lalomia, con Pellegrino-Peruzzi che sfruttano a dovere i cavalli della loro 131 Abarth e staccano il quarto tempo. La prova vede l’uscita di scena per problemi di motore la Talbot Lotus di Magistro-Ancillotti, e per incidente di Cochis Manganone. Ma è soprattutto il capottamento della Peugeot 205 GTI 1600 di Fabio Saviotti-Giusi Ghisotti a condizionare la classifica costringendo la direzione gara a sospendere le partenze ai concorrenti che seguono l’equipaggio dell’Oltrepò pavese. A Cavaglià-Aime viene assegnato un tempo imposto che li colloca al quinto posto nella classifica di speciale, davanti a Bergo-Pieri, meno brillanti rispetto al mattino, quindi Ferrara-Ferraris, Matteo Cassinelli-Ivan Lovagnini che portano per la prima volta la loro BMW 320 fra i migliori dieci dell’assoluta, poi ancora Galaverna-Scrigna e Oliveri-Capilli.

PS 6 (Poirino, km 13,75 – ore 13,53). Si arriva sulla velocissima Poirino, la più lunga della gara e Sergio Mano non si fa sfuggire l’occasione di segnare il miglior tempo con la Celica davanti alla velocissima 131 Abarth di Pellegrino, che stacca lo stesso tempo di Pastrone che dimostra di avere una marcia in più sul veloce. Seguono Bergo, Villani e Cassinelli, quindi Luca Valle-Cristiana Bertoglio che mettono a frutto la cavalleria del sei cilindri Porsche, Italo Ferrara, Fabrizio Cavaglià, in evidente debito di cavalli con la sua Corsa di appena 1300 cm3, e la Porsche 911 RS di Franco Vasino-Renzo Melani.

PS 7 (Montà, km 13,55 – ore 15.52). La ripetizione di Montà vede Mano consolidare il suo primato; la lotta è alle spalle dell’albese, con Pastrone che stacca il secondo tempo, precede un pur convincente Bergo e lo scavalca in classifica. Quarta piazza per Pellegrino, quindi Cavaglià che fa miracoli nel misto veloce della speciale, seguito da Valle, Ferrara e Cassinelli che precede la Renault 5 GT Turbo di Michele Griffa-Alessio Buttazoni e la Corsa di Oliveri-Capilli,

PS 8 (Poirino, km 13,75 – ore 16.31). Gran finale nella Poirino da affrontare a chiodo. Mano è ancora una volta il più veloce davanti a Pellegrino e Pastrone che così consolida la sua seconda piazza assoluta. Seguono Bergo, Ferrara, Cassinelli e Valle, quindi Cavaglià che riesce a mantenere la quinta piazza nella classifica generale, Vasino e Griffa.

Trasferimento finale verso Carmagnola dove ad attendere i concorrenti ci sono il sindaco e le autorità locali, le miss della gara, Re Peperone e la Bela Povronera ed una ricca dotazione di peperoni. Oltre a giganteschi magnum di spumante che premiano la felicità di Sergio Mano-Jessica Radosta, vincitori, di Paolo Pastrone-Mara Miretti, sorpenmdente secondi e di Claudio Bergo-Luca Pieri, soddisfatti di aver visto finalmente il traguardo e per di più sul podio.

  • Iscritti 46, verificati 45, classificati 27, ritirati 18.
  • Vincitori Prove speciali: Giombini-Cirillo (1, 2, 3); 5 Mano-Radosta (4, 5, 6, 7, 8)
  • Leader di classifica: 1-3 Giombini-Cirillo; 5-8 Mano-Radosta
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