Sogni infranti, al Dolomiti, per Finotti e Doria

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Un fatale aquaplanning, sul finale della prima prova speciale, tradisce il pilota di Taglio di Po ed il navigatore di Chioggia, costretti ad un quanto mai amaro ritiro. Foto Federico Innocente

Taglio di Po (RO), 13 Ottobre 2020 – Era una gara da dentro o fuori, già lo era chiaro sin dalla vigilia, il Dolomiti Rally che vedeva impegnati Eros Finotti e Nicola Doria nel recente weekend ma nessuno dei due si sarebbe mai aspettato di archiviare la trasferta con così tanto anticipo.

Condizioni meteo a dir poco estreme, con una pioggia battente e con tutti e tre i passaggi sulla prova speciale di “Valada” annullati per impraticabilità a causa di una pesante nevicata, rendevano la vita difficile al pilota di Taglio di Po ed al navigatore di Chioggia, costretti a forzare il ritmo per cercare di rimettersi in corsa, in una improbabile rimonta, per i tre obiettivi stagionali, a partire dalla Coppa Rally ACI Sport e proseguendo con la Michelin Zone Rally Cup e con il neonato R Italian Trophy, in virtù di un precedente Città di Scorzè non del tutto amichevole.

Obbligati a spingere al massimo ma, al tempo stesso, senza commettere errori Finotti e Doria si trovavano loro malgrado protagonisti di un’uscita di strada, al termine del primo impegno di giornata ovvero la “Oltach”, vittime di un acquaplanning che li accompagnava diretti a muro.

I danni riportati dalla Peugeot 208 R2, messa a disposizione da Baldon Rally, non permettevano ai due di riprendere il cammino, costretti ad ammainare l’amara bandiera bianca.

 

Siamo partiti carichi” – racconta Finotti – “perchè volevamo ben figurare ed eravamo consapevoli della posta in palio. Ci siamo scontrati con condizioni meteo a dir poco difficili e con un banale acquaplanning abbiamo buttato via una gara che ci piaceva moltissimo. Purtroppo è andata così. Oggi, a mente fredda, emergono tanti pensieri del tipo si poteva fare questo o quell’altro, reagire in modo diverso. Il bello dei rally è anche questo, trovare condizioni sempre diverse, con ogni tipo di asfalto che ti trasmette un grip diverso. Siamo noi, parte dell’equipaggio, che dobbiamo essere bravi ad interpretare queste situazioni per poter andare forte. Non sempre ci si riesce e questa volta ci è andata male ma non vediamo l’ora di ritornare in macchina per poterci riscattare da questa sfortunata trasferta. Peccato ma non molleremo.”

 

Gli fa eco Nicola Doria, dal sedile di destra della trazione anteriore transalpina.

 

È davvero un grosso peccato” – aggiunge Doria – “perchè avevamo preparato molto bene la gara. Siamo arrivati all’inizio della prima prova speciale, quella a noi fatale, con un ottimo setup, secondo me, e con una scelta di gomme ideale, viste le condizioni metereologiche. Fino al momento dell’uscita di strada non abbiamo mai avuto nessun tipo di problema, nonostante la tanta acqua presente e le diverse tipologie di asfalto incontrate in prova. Evidentemente, in quel tratto, era tutto più scivoloso e ci siamo arrivati troppo veloci. Con il senno di poi però…”

 

Un epilogo decisamente duro da digerire per Finotti e Doria, consapevoli di essersi giocati le proprie carte in una stagione comunque anomala, vista la brevità del calendario che ha visto protagonista la quarta zona, riuscendo sempre a guardare al futuro con immutata positività.

 

 

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