Stefano Albertini scalda i muscoli in Val Merula

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Esattamente un mese fa il pilota bresciano con il quasi concittadino Danilo Fappani conquistava la vittoria nella gara savonese. Dopo quattro settimane, con il panorama rallistico cambiato totalmente, Kaleidosweb compie un salto indietro per rivedere le parole dette durante la gara dal pilota della Škoda Fabia R5 e alimentare qualche speranza per il futuro. Servizio di Tommaso M. Valinotti/Kaleidosweb.

ANDORA (SV), 9 febbraio – Una gara per scaldare i muscoli. E poi via, all’assalto del Campionato Italiano Rally Asfalto. È stato questo, in sintesi, il significato della trasferta al Val Merula di Stefano Albertini e Danilo Fappani.

Stefano Albertini è un pilota dal palmares invidiabile. Il 33enne pilota bresciano ha conquistato nel 2010 il Trofeo Renault, assommando anche il titolo italiano Junior e quello 2 Ruote Motrici, e nel biennio 2017 e 2018 l’assoluto dominatore del Campionato Italiano WRC conquistando anche la Michelin Rally Cup.

Tornato lo scorso anno nel Campionato Italiano Rally, puntando al titolo asfalto Albertini ha chiuso quarto, dopo l’ottima partenza del Ciocco in cui aveva vinto e il passo falso di Sanremo. Per il 2020 il portacolori della Scuderia Mirabella Mille Miglia punta nuovamente nel CIRA e per farlo in modo ottimale si è presentato al via della Ronde Val Merula, affiancato dal quasi concittadino (il pilota è di Vestone, il navigatore di Cunettone, 25 chilometri al massimo) per testare la Škoda Fabia R5 EVO curata da Tam-Auto che sarà la sua arma nel campionato.

Il 2019 è stato un anno difficile e ho pagato il fatto di ripresentarmi al via dopo cinque anni che non facevo il CIR in modo completo. È stato un anno importante che mi ha permesso di riprendere contatto con queste gare. Nel 2020 ci ripresentiamo con l’ambizione di puntare al successo nel CIRA, il campionato asfalto, ma anche di ben figurare nella classifica assoluta del Campionato Italiano Rally cui prenderemo parte. Saremo ancora con TAM-Auto, ma avremo la Fabia R5 Evo e soprattutto useremo le gomme Pirelli che per me sono nuove”.

Il Campionato Italiano Rally Asfalto si disputerà sulle classiche sei gare a cominciare dal Rally Il Ciocco del mese prossimo, gara in cui Albertini conquistò lo scorso anno il successo fra gli aspiranti al Campionato Asfalto, quindi ci sarà il 1000 Miglia gara di casa per Stefano Albertini che l’ha disputato dieci volte, vincendolo due volte la classifica assoluta (2017 e 2018) “Sono molto contento del rientro nel CIR del 1000 Miglia, perché la gara di casa è sempre uno stimolo in più a fare bene”, quindi la Targa Florio, affrontata già altre tre volte, il Roma Capitale che per Albertini è una gara nuova, poi il Sanremo, anche questo un rally affrontato più volte in carriera (ben nove) e per chiudere il Due Valli a Verona che il portacolori della Scuderia Mille Miglia non disputa dal 2014.

L’impegno stagionale sarà alto e sono molto concentrato per centrare il risultato. In questo momento non so ancora chi saranno i miei avversari, ma sicuramente sarà combattuto. Il mio obiettivo è vincere, anche se la conquista di questo titolo non cambierà la mia vita, né alimenterà sogni di professionismo. Quelli li avevo dieci anni fa quando vinsi il Trofeo Renault contro gente del calibro di Simone Campedelli e Andrea Crugnola, piloti che hanno dimostrato nel tempo tutto il loro valore. Oggi ho i miei impegni lavorativi che mi impediscono strane fantasie”.

E a proposito di fantasie professionistiche Albertini sarebbe nella posizione di dare consigli ai giovani piloti che aspirano a una simile carriera. “Dare consigli è difficilissimo. Cosa consiglio è di cominciare prima possibile e, se si ha il budget, correre più possibile. La posizione di Kalle Rovanperä lo dimostra. Certo ci vogliono i soldi. E confrontarsi nei trofei monomarca. Lì si capisce subito se si ha la stoffa per puntare in alto o accontentarsi di una carriera da gentleman driver. Fra i giovani italiani vedo bene Damiano De Tommaso, bravo, veloce e con le idee chiare, alle spalle un papà che ha corso ma che non è invadente. A volte i padri pretendono di inserirsi nella carriera dei figli e imporre le loro scelte. E non sempre ciò è un bene

Il test del Val Merula è stato particolarmente probante per Albertini-Fappani, che si sono imposti in tutti e quattro i passaggi sulla speciale del Ginestro, staccando via via sempre più gli avversari a cominciare dal velocissimo e giovanissimo francese Mathieu Franceschi, migliorando i tempi speciale dopo speciale al punto di aver segnato il miglior riscontro di giornata proprio nell’ultimo.

Il Val Merula è stata una gara test nella quale abbiamo provato soluzioni diverse e differenti prova dopo prova. Però quando sei in speciale pensi soprattutto ad andare forte, il più forte possibile distaccando gli avversari, cercando di conquistare la vittoria. Così è stato qui ad Andora, dove oltre ad aver lavorato a fondo, siamo riusciti anche a conquistare una bella vittoria di buon auspicio per l’anno 2020” commenta Albertini, al suo 11° successo in carriera, il primo a Scorzè nel 2010 con la Clio R3, poi il Casentino del 2016 e otto nel biennio 2017-2018 in cui è stato il protagonista assoluto del CIR-WRC.

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