Stefano Romeo al Montecarlo

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Di Tommaso M. Valinotti, foto di Stefano Romeo

Stefano Romeo: Il “Montecarlo” non si segue. Si fa!

Romeo_Montecarlo_2014_000VALLECROSIA (IM) – “La differenza fra il Montecarlo e le altre gare è infinita. Alle altre gare si assiste, il Montecarlo si fa”. È lapidario il reporter di Vallecrosia, che prima di rispondere alle domande ha chiesto un paio di giorni per recuperare lo stress dopo “aver fatto” l’82° Rallye di Montecarlo.

Sono forse vent’anni che vado al Montecarlo ed ogni anno è un’avventura. Il Montecarlo è una gara assolutamente diversa dalle altre, una gara che cambia di pochissimo nel tempo e resiste alle pressioni del modernismo, particolarmente deleterio nel mondo delle corse. Dal 1911 è cambiato pochissimo, hanno annullato la terribile tappa di concentramento che partiva da cinque o sei località sparse per l’Europa, ma per il resto è cambiato pochissimo. Fortunatamente”. Il Montecarlo è e resta una gara di altri tempi anche per chi la segue. “Un paio di anni fa si è aggregato a me un ragazzino di 23 anni che sognava il Montecarlo come il giorno più bello della sua vita. Dopo due giorni di gara era stravolto e non vedeva l’ora di tornare a casa. Questo è un rally vero, e non un video gioco. Anche per gli spettatori”.


Romeo_Montecarlo_2014_002Rally duro per uomini
(e donne) duri il Rally di Montecarlo richiede una preparazione accurata per tutti quelli che intendono farlo. “Ad agosto bisogna decidere cosa fare. Se si vuole essere presenti si comincia a pianificare la spedizione cercando di raccogliere a destra e manca le informazioni vitali. Date, e percorsi, che pur nell’era della massima informatizzazione e comunicazione sul web al Montecarlo sono sempre carenti. Bisogna pianificare la logistica nel minimo dettaglio cominciando a trovare un albergo che sia logisticamente perfetto per le prove speciali. E poi comincia l’avventura, che dura sette giorni, essendo sempre pronti a cambiare programma ed avendo sempre in tasca il piano B pronto”. Anche quest’anno il Montecarlo non è stato una passeggiata di salute. Un rally lungo 1396,760 chilometri totali e 383,880 di tratti cronometrati divisi in 15 prove speciali  la dice lunga sulle difficoltà da affrontare. “Il Montecarlo non ha accettato il percorso a ‘margherita’ degli altri rally. Solo nella prima tappa c’erano prove ripetute e questo implica di essere in continuo movimento” sottolinea ancora Stefano Romeo.

 

Romeo_Montecarlo_2014_001Una danza che dura una settimana. Si comincia lunedì con la presentazione e la foto degli equipaggi alla Rocca sotto gli occhi del Principe Alberto e si finisce la domenica successiva con le premiazioni. “E si comincia subito correndo. Inizialmente le foto erano previste per lunedì e la cerimonia di partenza davanti al casinò il martedì. Poi invece hanno cambiato programma ed hanno unito i due momenti. Fra la cerimonia delle foto e quella della partenza c’erano solo 20 minuti e scapicollarsi dalla Rocca al Casinò in venti minuti è un autentico tempo record. Il martedì è teoricamente di riposo, ma noi fotografi ne approfittiamo per fare le ricognizioni del percorso, per trovare quel posto particolare dove ti riescono degli scatti particolarmente affascinanti. Il mercoledì c’è stato lo shake-down. È stato l’unica giornata con il sole. Una giornata fotograficamente inutile in quanto tutta la gara si è svolta con il brutto tempo e pertanto quelle foto non interessano nessuno. Giovedì si parte e da quel momento non c’è più pace”. Per chi fa il Montecarlo la vita è stressante. Svegli ad ore antelucane per raggiungere i posti migliori per vedere e fotografare, una lunga giornata al freddo saltando a volte pranzo ed anche la cena e la sera in albergo a selezionare e spedire le foto, andando a dormire ad ore impossibili. Spesso dopo tre ore di sonno si è nuovamente in piedi. “I fotografi sono degli spettatori privilegiati, che hanno alcune facilitazioni, ma debbono seguire regole ferree. Prima dell’inizio della gara siamo chiamati ad un briefing per invitarci a non incappare in comportamenti pericolosi. Eppure c’è chi ci cade sempre e continua a caderci. Ho visto dei vecchi pulmini tentare di scalare il Turini con gomme lisce come uno specchi, con risultati evidentemente disastrosi”. Una gara che va affrontata con esperienza, non solo dai piloti, ma anche da chi la segue. “Il Montecarlo è un rally che va vissuto in ogni suo particolare fiutando la situazione ad ogni istante Ad esempio io non ho voluto andare a fotografare il secondo passaggio sul Turini. Era quasi sicuro che saremmo rimasti bloccati da uno stuolo di camperisti incapaci nella guida e spesso ubriachi. Bisogna anche avere i contatti giusti per prevedere quello che accadrà. Grazie alla mia amicizia con Sandro Sottile, ricognitore di Gamba, ho potuto confrontarmi con quello che sarebbe stato il tempo sulle prove speciali. Abbiamo previsto che avrebbe nevicato al Col del Perty, la terza prova speciale, anche se in quel momento non stava ancora scendendo la neve. Noi ci siamo attrezzati ed abbiamo fatto le foto giuste. Molti hanno sbagliato, a cominciare della squadra ufficiale Volkswagen che è arrivata sulla prova con le gomme da asciutto. Un disastro cui hanno dovuto rimediare con una gran rimonta”.

Romeo_Montecarlo_2014_005Se per i piloti è importante concludere il Montecarlo e magari cercare di vincerlo, anche per i fotografi, che “fanno” il Montecarlo, esiste una sfida. “Il nostro risultato è portare a casa delle belle foto. E per farlo bisogna prepararlo bene. Le famose ricognizioni sono fondamentali al punto che quest’anno per seguire la gara ho percorso circa 2000 chilometri. Ma ho trovato il guado giusto, nella prova di Sisteron, per trovare l’immagine emblematica del Montecarlo 2014, un rally che è stato caratterizzato solo in parte dalla neve, ma è stato invece marchiato dalla pioggia continua. E la nostra foto delle vetture che sollevano colonne d’acqua è stata un successo”. Stefano Romeo parla al plurale, perché il Montecarlo non si affronta mai da soli. “Quest’anno è stato fondamentale l’apporto di mio cognato Sergio Verrando, che per una settimana ha deposto il cappello da chef della trattoria da Antonio di Vallecrosia per imbracciare la Nikon e scattare, ma sopratutto perché mi ha aiutato nella logistica precedente la gara, confrontandoci su ogni singolo passaggio”.

Romeo_Montecarlo_2014_004Terminato il Montecarlo e messa l’edizione nella cassaforte dei ricordi ci si chiede che cosa resta: “Il Montecarlo è una gara che richiede una tensione continua con l’adrenalina a mille. Si è in gara anche noi come i piloti. Si percorrono le stesse strade dei trasferimenti, si affrontano le stesse difficoltà di brutto tempo e neve, e si corrono gli stesi rischi perché spesso si va forte uguale. Ma lascia una terribile gioia nella memoria. Il Montecarlo è una gara fantastica, ed ogni ti chiedi se quella cui hai appena assistito sia stata la migliore edizione. Personalmente mi è appassiona ancora il ricordo dell’edizione 2010, quella vinta da Hirvonen-Lehtinen con la Fiesta S2000. Anche se non era valida per il mondiale ha conservato un fascino particolare, ma anche quella dello scorso anno, tutto attorno a Valence, con moltissima neve è stata bellissima; certo nel 2013 abbiamo patito il freddo come non mai con temperature che sfioravano i 12° sotto zero ed un vento a 90 km/h che portava la temperatura percepita a meno 40°. ma vedere le vetture che danzavano fra i muri di neve è stato uno spettacolo incredibile”.

Il Montecarlo 2014 è finito ed il reporter di Vallecrosia pensa ad altre avventure. “Quest’anno seguirò forse qualche altra gara del mondiale. Tornerò probabilmente in Sardegna e pianifico per la prossima stagione la trasferta in Svezia. Una vera sfida per noi latini andare a confrontarci su un terreno difficile come il ghiaccio. Sarà bello vedere come sapremo correre nella tundra svedese noi fotografi”. Per un sogno che si concretizza (“Da bambino assistevo alla diretta in bianco e nero del triplo passaggio sul Turini trasmessa da Telemontecarlo e mi dicevo che un giorno ci sarei stato anch’io”), un altro si affaccia nella mente. Perché solo avendo nuovi sogni, nuove sfide, il mondo va avanti.

STEFANO ROMEO

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