Torna il rally di Carmagnola, e subito fa spettacolo oltre a fare la storia

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Dieci di assenza non hanno cancellato la memoria di una delle gare più belle e vissute del Piemonte. Pieno successo di numeri alle iscrizioni, con 46 equipaggi aderenti nel rally e 64 in totale, è grande battaglia sulle quattro prove speciali che alla fine regalano il successo a Sergio Mano e Jessica Radosta (Toyota Celica 165 STI). Ancora una volta carmagnolesi non profeti in patria: si ritira Simone Giombini mentre era al comando con la Lancia Rally, il migliore dei locali è Fabrizio Cavaglià che proietta la sua piccola Opel Corsa GSI alle stelle. Testo di Tommaso M. Valinotti, foto di Action Race

CARMAGNOLA (TO), 11 settembre – Dieci anni due mesi e due giorni sono lunghi da far trascorrere. Oppure volano in un attimo e scendi dalla pedana del 27° Rally di Carmagnola 2008 e ti ritrovi in pedana del primo Rally Storico di Carmagnola del 2018. È stato così per molti; per quei tanti che la gara l’avevano fatta nei decenni passati e per chi ne aveva solo sentito parlare. Alla fine patron Capello ha ceduto ed ha organizzato la sua gara rimettendo in mare, anzi, sulle prove speciali quell’evento che anche lui sapeva che non poteva rimanere in cantina per l’eternità. E così alle 9.01 di sabato 1 settembre il rally di Carmagnola è tornato a far sentire il rombo dei motori nella capitale del Peperone e sulle classiche prove speciali degli anni d’oro sfidando il cronometro a Ceresole, Monteu Roero, Montà-Cellarengo-Pralormo e Poirino. Una gara che ha riscosso l’immediato successo dei numeri con 46 iscritti nel rally (45 partenti), quattro fra le All Stars e 14 nella Regolarità Sport (una sola defezione al via) che ha significato veder sfilare 62 vetture alla partenza da Piazza Italia.

Superata la commozione ed il momento folkloristico della partenza è stata gara vera, con gli equipaggi impegnati a inseguire quel successo che resta nel palmares di un pilota. A vincere è stato l’albese di Piobesi Sergio Mano, affiancato per la prima volta dalla quasi concittadina Jessica Radosta che hanno imposto il ritmo della loro Toyota Celica ST 165 con estrema autorevolezza dalla quarta speciale in avanti quando il fuggitivo carmagnolese Simone Giombini, affiancato da Stefano Cirillo, ha dovuto abbandonare la compagnia mentre si stava dando alla fuga per la vittoria con la sua Lancia 037. Dopo quel momento la galoppata di Mano-Radosta non ha conosciuto ostacoli arrivando a tagliare il traguardo a braccia alzate per una vittoria che rappresenta la quinta (seconda stagionale) per il pilota albese e la prima nella sua breve carriera per la navigatrice di Corneliano. Ben più accesa la lotta per la seconda piazza che alla fine ha visto prevalere l’Opel Kadett GT/E di Paolo Pastrone e Mara Miretti, protagonisti di una gara in crescendo che li ha visti conquistare il podio d’argento a due prove dalla fine dopo una battaglia al calor bianco con la Toyota Celica STI di Claudio Bergo, affiancato da Luca Pieri, tornato ad essere il Claudio Bergo dei tempi d’oro (anche se qualcuno, scherzando, ha detto che in macchina c’era il figlio Omar mascherato da papà) assecondato finalmente dalla coupé giapponese che questa volta non ha dato il benché minimo problema ai portacolori del Biella Motor Team.

Fuori dal podio, ma finalmente soddisfatto delle prestazioni della sua Fiat 131 Abarth l’equipaggio monregalese formato da Pierangelo Pellegrino e Davide Peruzzi, partiti decisamente in sordina e capaci poi di aumentare gradatamente il passo fino a segnare per ben due volte il secondo tempo assoluto sulla velocissima Poirino dove cuore e cavalli fanno la differenza. A Pellegrino-Peruzzi è andato anche il successo nella Michelin Historic Rally Cup che ha premiato con un cronografo della Casa francese il miglior equipaggio equipaggiato con i pneumatici di Clermont Ferrand. Gara dai toni indescrivibili quella di Fabrizio Cavaglià e Davide Aime che hanno chiuso quinti assoluti con la piccola (1300 di cilindrata) Opel Corsa GSI sicuramente in debito di cavalli rispetto alla maggior parte delle vetture in gara. Senza alcun timore riverenziale si sono buttati all’assalto della classifica assoluta e della Coppa Michelin (in cui sono stati anche in testa), pagando il debito di cavalleria (della macchina) soprattutto sulla velocissima Poirino dove il quattro cilindri tedesco ha sempre girato a limitatore; ma di più non gli era concesso.

A seguire l’ottimo sempre giovane Italo Ferrara con Anna Ferraris alle note, tornato al volante della sua Peugeot 309 GTI con cui fece faville negli anni Novanta, quindi i pavesi Matteo Cassinelli-Ivan Lovagnini, che dopo sette anni di fatiche e notti passate a preparare la loro BMW 320 assaporano il traguardo del Carmagnola loro gara d’esordio; seguono i coniugi biellesi Luca Valle-Cristiana Bertoglio, Porsche 911 SC, che si godono gli onori (e anche gli oneri) di transitare per la prima volta con il numero 1 sulle prove speciali che precedono altre due piccole e velocissime Opel Corsa GSI 1600 di Massimo Olivieri e Federico Capilli, noni assoluti, e quella di Enrico Aghemo-Daniele Gaia, decimi.

Ovviamente il Carmagnola non ha dispensato sorrisi a tutti gli equipaggi. Fermo, come già detto, Simone Giombini che ha rotto un semiasse della sua 037 in partenza della quarta prova speciale, si è fermata anche l’altra Lancia Rally di Carlo Falcone-Pietro Ometto per problemi alla scatola guida. Spettacolare uscita di strada con relativo capottamento senza danni per l’equipaggio sulla prima di Monteu Roero di Germano Coero Borga e Walter Rapetti, mentre Manuel Magistro e Marco Ancillotti si sono fermati a metà gara per noie meccaniche alla loro delicata quanto spettacolare Talbot Lotus mentre erano quinti assoluti e primi della Michelin Historic Rally Cup. La grande gara di Maurizio Cochis e Milva Manganone si è fermata contro un palo sulla Cellarengo in un momento in cui occupavano la quinta piazza assoluta con la loro Peugeot 205 GTI, come non hanno avuto fortuna i carmagnolesi Federico Tesio-Eraldo Tortone che hanno sofferto problemi elettrici o di alimentazione alla loro Peugeot 205 GTI fin dall’inizio preferendo fermarsi dopo appena due prove quando erano già fuori dai giochi; spettacolare uscita di strada per la 127 Sport di Daniele Ruggeri e Martina Marzi, imitati dal capottone di Fabio Salvotti e Susy Ghisoni nella quinta prova speciale con loro Peugeot 205 GTI 1600.

Dei 45 scattati al mattino ben 27 hanno visto il traguardo, accolti da Ilaria e Giorgia, le miss del Rally di Carmagnola e da Re Peperone e la Bela Povronera che hanno omaggiato a tutti gli arrivati, oltre alle rituali coppe e docce di spumante, una borsa di carnosi peperoni di Carmagnola. Graditissimi da tutti.

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