Vendite di autovetture: novembre +2% grazie ai km zero

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Novembre discreto, ma prospettive problematiche
In novembre sono state immatricolate in Italia 150.587 autovetture con un incremento del 2,17% sullo stesso mese del 2018. Questo risultato, non negativo, ma neppure brillante, è dovuto in larga misura ad un forte apporto di immatricolazioni di vetture destinate ad essere vendute sul mercato dei chilometri zero.
Ovviamente in novembre sono state immatricolate auto ordinate prevalentemente nei mesi precedenti e il risultato del mese non tiene quindi ancora conto del forte impatto negativo che sulla domanda ha avuto la presentazione del disegno di legge finanziaria per il 2020, che contiene ancora una volta misure vessatorie nei confronti dell’automobile. L’effetto è stato immediato sia sull’affluenza di potenziali visitatori nelle show room dei concessionari che sulla raccolta di ordini. Dall’inchiesta congiunturale mensile sul mercato dell’auto condotta dal Centro Studi Promotor a fine novembre emerge che la percentuale di concessionari che hanno giudicato bassa l’affluenza di visitatori nelle show room è salita in novembre al 66% dal 48% di ottobre, mentre la percentuale di concessionari che hanno valutato bassa l’acquisizione di ordini è salita, sempre in novembre, al 66% dal 44% di ottobre. A ciò si aggiunge che il clima di fiducia dei concessionari determinato dal Centro Studi Promotor ha subito in novembre una contrazione di 6 punti e, a proposito di fiducia, non si può non rilevare il vero e proprio crollo che vi è stato ancora in novembre per il clima di fiducia dei consumatori determinato dall’Istat. Questo indicatore ha perso infatti quasi 11 punti, un calo di entità assolutamente eccezionale. Ovviamente il calo dei visitatori nelle show room, il calo degli ordini e quello della fiducia potrebbero avere ripercussioni importanti nei prossimi mesi.

Venendo al risultato del periodo gennaio-novembre, va detto che le immatricolazioni hanno toccato quota 1.775.884 con un calo contenuto nello 0,58% sullo stesso periodo del 2018. Alla luce degli ultimi dati appare tuttavia difficile che questo piccolo calo possa essere recuperato in dicembre. E’ quindi altamente probabile che il consuntivo dell’intero 2019 chiuda al di sotto di quota 1.910.564 (che è il dato del 2018) che sarebbe comunque un risultato ancora insoddisfacente in quanto con un parco circolante di oltre 39 milioni di autovetture la sola domanda di sostituzione genera, in condizioni normali, un volume di acquisti decisamente superiore. Ne consegue che nuova domanda di sostituzione arretrata si aggiungerà al forte contingente di acquisti rinviati nella lunga crisi iniziata nel 2007 e ormai decisamente superata da tutte le economie avanzate, ma non dall’Italia. Secondo Gian Primo Quagliano, Presidente del Centro Studi Promotor, ci si dovrebbe rendere conto che avere il parco circolante più vecchio d’Europa è un record non invidiabile per il nostro Paese che ne paga, dal 2008, le conseguenze in termini di inquinamento, di sicurezza sulle strade e di occasioni di sviluppo economico sprecate.

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