Aghem migliora quattro primati di percorrenza al volante di Blizz Primatist

Quando il sogno si realizza è festa: ora si attendono le omologazioni FIA per l’ufficialità. Di Marco Mincotti

NARDÒ (LE) – Per dirla come nella canzone di Tommaso Paradiso: «comunque andrà sarà un successo», perché alla pista di Nardò il prototipo elettrico del moncalierese Gianmaria Aghem ha lasciato tutti a bocca aperta, indipendentemente da quello che sarà il responso finale della FIA in merito alle sue percorrenze sul circuito leccese e all’ufficialità dei record, quelli che ha raggiunto e migliorato. Nel fine settimana appena trascorso infatti il driver-imprenditore nostrano ha voluto dimostrare quanto una vettura elettrica, alimentata da sole batterie, potesse andare lontano senza effettuare ricariche e mantenendo comunque un’andatura di tutto rispetto.

Un test che ha effettuato al volante della sua «Blizz Primatist», gioiello velocistico dalla nera livrea frutto del pensiero e della manualità di una squadra tutta piemontese. Un orgoglio quindi, per questo motivo l’esito finale prescinderà da tutto il resto. Ma vediamo come è andata, perché le emozioni non sono mancate, come del resto era facile immaginare visto l’entusiasmo che ha animato questo progetto fin dalle battute iniziali. “Come sappiamo ho cercato di migliorare alcuni primati di velocità-distanza – ha spiegato Gianmaria subito dopo essere sceso dal bolide – e devo dire che tutto è andato per il verso giusto: squadra perfetta, condizioni meteo favorevoli e calore degli amici ai massimi livelli.  Ma ovviamente un test di questo genere è fatto di dati numerici, che poi sono quelli di cui attendiamo l’omologazione da parte dell’organo federale”. E allora vediamoli questi numeri, perlomeno quelli più significativi. Venerdì Blizz Primatist ha migliorato quattro primati nella categoria A Gruppo VIII Classe 1 fino a 500 chilogrammi, con partenza da fermo, percorrendo cento chilometri in 26’07’’.160 alla media di 229.714 chilometri orari. Sabato invece ha superato tre primati nella Classe 2 da 500 a mille chili facendo cento km in 24’40’’.672 alla media di 243.132 chilometri all’ora. Insomma, il prototipo «by Moncalieri» ha viaggiato come quel siluro che tutti si aspettavano fosse, coronando un sogno fatto di parecchia tecnica e moltissima passione.