Alpine conquista il podio alla 24 Ore di Le Mans

Quarantatré anni dopo la sua storica vittoria, Alpine sale sul podio della 24 Ore di Le Mans subito dopo aver fatto ritorno alla categoria top della competizione. Alpine Elf Matmut Endurance Team è riuscito a spuntarla conseguendo il terzo posto in una gara costellata da tanti incidenti. Questo risultato è il secondo podio aggiudicatosi da Alpine nella gara di 24 ore che si svolge sul Circuit de la Sarthe. Nicolas Lapierre, André Negrão e Matthieu Vaxiviere rimangono in lizza per il titolo del Campionato del Mondo FIA di Endurance (FIA WEC). Con questo podio si concludono in bellezza i quindici giorni di Le Mans, segnati dalla straordinaria sfilata organizzata da Alpine in cui si sono visti i primi giri di una Formula 1 sul Circuit de la Sarthe.

Poco prima della cerimonia di partenza, Alpine ha celebrato la sua passione per il motorsport riunendo i suoi migliori piloti e ambasciatori al volante dei suoi modelli da competizione e di serie davanti ad una folla entusiasta. In questo contesto prestigioso, la Marca ha anche dimostrato tutta la portata del suo know-how e ha creato l’evento diventando la prima a far correre una Formula 1 sul Circuit de la Sarthe con Fernando Alonso.

Dopo questo momento indimenticabile della settimana di Le Mans, anche la pioggia si è invitata alla festa meno di un’ora prima della partenza della gara. Proprio come i rivali, anche il team, per la prima volta quest’anno, ha adottato sulla A480 i pneumatici scanalati Michelin. L’arduo compito di partire sulla pista bagnata è spettato a Nicolas Lapierre, che se l’è cavata egregiamente effettuando un magnifico sorpasso della Toyota n°8 portandosi, così, in seconda posizione.

Incastrato in riaccelerazione all’uscita dalla curva Indianapolis, il francese ha poi effettuato un’impressionante rimonta dalla diciassettesima posizione, tornando nella Top 10 in meno di due giri e unendosi al quintetto di testa dopo altri tre giri. Questa sfilza di migliori giri su una traiettoria sempre più asciutta, gli ha permesso anche di portarsi in testa prima del suo primo pit stop e del cambio gomme per passare alle slick.

Uscito dai box in quinta posizione, Nicolas Lapierre ha continuato i suoi sforzi stabilizzandosi in terza posizione, dopo circa due ore e mezza di gara.  Nonostante le insidie del circuito e le numerose neutralizzazioni poco favorevoli alla scuderia, André Negrão e Matthieu Vaxiviere si sono gettati anima e corpo nella battaglia. Il membro più giovane dell’equipaggio ha, comunque, dovuto affrontare un cambio inaspettato del blocco posteriore, provocato da un problema ai fari, e una piccola uscita di pista senza conseguenze, alla prima chicane delle Hunaudières, alle ore 23.10.

Pur avendo perso più di quattro minuti, il francese è riuscito a ripartire, prima di passare il testimone a Nicolas Lapierre, ancora una volta artefice di una bella rimonta fino al terzo posto. A questo punto, l’ultimo gradino del podio è diventato l’oggetto di un vero e proprio braccio di ferro con la Glickenhaus n°708. Nel cuore della notte, André Negrão ha continuato mantenendo lo stesso ritmo, nonostante la foratura lenta della gomma destra posteriore.

La scuderia ha allora rivisto la sua strategia dei pneumatici triplicando gli stint dei piloti per mantenere le gomme fresche in previsione dello sprint finale. In questo intenso duello tattico, ritmato da tante ardue battaglie, il trio è emerso dalla tanto temuta notte trovandosi in lizza per il podio, grazie alla prestazione impeccabile della squadra tecnica.  Nonostante una sbandata sulla ghiaia, Nicolas Lapierre ha accelerato il ritmo avvolto dalla bruma mattutina, per piazzare i compagni di squadra nella posizione ideale.  

Sotto l’impulso di André Negrão, ma anche degli strateghi di Alpine Elf Matmut Endurance Team, l’equipaggio ha approfittato di una slow zone per anticipare leggermente il ritorno in pista di Matthieu Vaxiviere. La decisione si è rivelata cruciale in quanto il francese ha potuto effettuare l’undercut sul suo rivale e ha mantenuto il ritmo riuscendo a relegare il suo più prossimo inseguitore a più di due minuti di distanza.

A tre ore dal traguardo, Nicolas Lapierre lo ha sostituito e ha dato il colpo di grazia offrendosi il lusso di recuperare un giro di ritardo sui leader. Nonostante la neutralizzazione avvenuta all’inizio dell’ultima ora, il team ha mantenuto il sangue freddo e ha dimostrato di saper mantenere il controllo con un rifornimento lampo a mezz’ora dalla fine, per quadruplicare lo stint finale di Nicolas Lapierre.

Avendo tutto sotto controllo negli ultimi istanti della gara, l’Alpine A480, che recava il fortunato numero 36, ha tagliato il traguardo poco dopo le ore 16.00 in terza posizione, con più di mezzo giro di vantaggio sul concorrente successivo e nonostante i tre pit stop supplementari. Questo risultato è stato ottenuto alla presenza di Laurent Rossi, CEO di Alpine, e di Luca de Meo, CEO del Gruppo Renault, sottolineando così l’importanza dell’edizione 2021 della 24 Ore di Le Mans per Alpine.

Questa performance permette anche all’equipaggio costituito da Nicolas Lapierre, André Negrão e Matthieu Vaxiviere di consolidare il terzo posto nel Campionato del Mondo FIA di Endurance Hypercar e ad Alpine di mantenere il secondo posto costruttori, prima del prossimo appuntamento nel Bahrain (28-30 ottobre).

Philippe Sinault, Team Principal di Alpine Elf Matmut Endurance Team

«Alpine ama decisamente Le Mans. Stando sul podio tutto vestito di blu, mi sono reso conto di quanto sia avvincente questa storia. Se avessimo vinto, sarebbe stato fantastico per consolidare la leggenda di Alpine e quella di Le Mans, ma non abbiamo diritto alla delusione. È stato un ottimo risultato, conquistato alla fine di una gara estremamente difficile e complicata. Siamo una piccola squadra che mette in campo una sola auto. Non avevamo il diritto di fare errori e, durante la notte, abbiamo rischiato di perdere tutto. Ci siamo ben presto resi conto che non potevamo raggiungere il livello di gioco dei vincitori e abbiamo concentrato tutte le nostre forze su questo podio tanto importante per tutti coloro che ci sostengono. Dopo questa gara, credo che abbiamo anche un quadro un po’ più preciso del livello di tutti. Il mio pensiero va, infine, a Jean-Pierre Jaussaud, un uomo che ha saputo rompere i codici della sua epoca essendo semplice, efficace, serio, appassionato ed incredibilmente umile per essere incredibilmente performante!»