Gianmaria Aghem e il suo prototipo Blizz Primatist alla prova del nove

Aghem e il suo prototipo Blizz Primatist alla prova del nove

Da venerdì via ai test sulla pista di Nardò per tentare il record elettrico che apre la strada a nuove forme di mobilità sostenibile. di Marco Mincotti

MONCALIERI (TO) 28 aprile – Il momento quindi è arrivato. Proprio oggi, 28 aprile, il driver e imprenditore moncalierese Gianmaria Aghem, classe 1947, parte alla volta della Puglia con destinazione Nardò, la sua celebre pista per la precisione. In quel tempio della velocità, nelle giornate comprese tra venerdì 30 aprile e lunedì 3 maggio, tenterà un record mondiale con cui intende dimostrare quanto una vettura elettrica, alimentata da sole batterie, possa andare lontano senza effettuare ricariche e mantenendo comunque un’andatura sostenuta, perché l’intento è nobile e dettato dall’ecosostenibilità, ma la velocità resta sempre importate. Del resto è questa l’essenza del progetto «Blizz Primatist», il prototipo pensato proprio da Gianmaria e che per lui rappresenta l’apoteosi di una carriera dedicata in gran parte al motore. Parliamo di una specie di siluro, definirlo diversamente diventa difficile, che con la sua avveniristica livrea ha già sfrecciato sulle piste di Vairano e Balocco per effettuare dei test piuttosto impegnativi, ma sarà sul circuito leccese che proverà ad entrare negli annali della nuova mobilità. Nel frattempo, solamente nei giorni scorsi, il team ha effettuato una sessione di pre verifica per la conformità Fia presso il circuito del Mugello. Ma è in Puglia che si getteranno le carte sul tavolo per giocare la partita vera.

Non vedo l’ora di arrivare in pista e tentare di stabilire i nuovi record mondiali” racconta Aghem, “Saranno sicuramente delle giornate molto importanti per tutto il team che ha lavorato all’auto. Blizz Primatist non è solo un mezzo a propulsione elettrica, ma anche un profondo studio nel campo dei veicoli ad emissioni zero, finalizzato a migliorare il rendimento energetico, a consentire una diminuzione dei consumi, ottenendo una maggior autonomia. L’obiettivo è trovare spazio nelle realtà nazionali e straniere che operano nel settore dell’automotive, con la speranza di continuare la ricerca per migliorare i parametri di Primatist e per adattarla all’utilizzo dell’idrogeno e di ogni altra tecnologia rispettosa dell’ambiente. Tecnologia, sostenibilità e rendimento meccanico a tutela del risparmio energetico e dell’ambiente. Per una mobilità ecologica”.

Parole che ci fanno capire come il progetto vada ben oltre un «semplice» record. E allora vediamo i dettagli della Primatist, un gioiello progettato con l’obiettivo di ridurre al minino i pesi e consentirle di entrare nella classe «1», ovvero quella sotto i 500 chilogrammi, batterie comprese. Ma il telaio è robusto, a comporlo è un corpo in acciaio che è al tempo stesso struttura portante del veicolo e cella protettiva per il pilota. Poi c’è la «pelle» che ricopre tutto questo: la carrozzeria in fibra di carbonio studiata nella galleria del vento, al fine di ridurre ai minimi termini la resistenza aerodinamica. Il risultato è un perfetto compromesso tra solidità e leggerezza. Infine il motore, venti chili appena ma capace di erogare un picco superiore ai 200 cavalli. Riesce nell’impresa perché è stato ottimizzato in funzione dei primati in cui dovrà cimentarsi. E ha i numeri per farlo: il pacco batterie è composto da 2.688 celle agli ioni di litio, preventivamente selezionate e gestite da un algoritmo già testato sul terreno più impegnativo, quello della Formula 1.