LA COLLEZIONE ASI MORBIDELLI AL MUSEO BENELLI DI PESARO

Le 71 motociclette storiche acquisite dall’ASI hanno trovato una nuova collocazione nell’antica fabbrica che già ospita la raccolta del celebre marchio pesarese

Dopo essere stata acquisita dall’ASI nell’agosto 2020, la Collezione Morbidelli ha trovato una nuova collocazione all’interno del Museo Officine Benelli di Pesaro. Grazie all’impegno congiunto e alla collaborazione tra ASI, Registro Storico Benelli e Comune di Pesaro, e con la continua supervisione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, questa straordinaria Collezione composta da 71 motociclette storiche tornerà presto a disposizione degli appassionati di tutto il mondo. La Collezione Morbidelli sarà infatti ospitata in una delle sale più rappresentative ed affascinati della sede del Museo Officine Benelli, un edificio del 1905 interamente restaurato, di circa 1000 mq, ultimo esempio di archeologia industriale italiana e vanto della città di Pesaro. Una collocazione temporanea per la Collezione Morbidelli, in attesa che si concretizzi l’ambizioso progetto di un nuovo museo che il Comune di Pesaro realizzerà in centro città nello storico edificio dell’ex Tribunale. Lì, infatti, la Collezione ASI Morbidelli troverà la sua sistemazione definitiva insieme ad altre preziose tematiche.

Il nuovo complesso museale, insieme al già noto Museo Officine Benelli e ad altre importanti realtà motoristiche locali, accrescerà ancor di più l’attrattiva di Pesaro come capitale mondiale delle “due ruote”: Comune, Regione Marche e Ministero per i Beni e le Attività Culturali, insieme all’ASI e alla locale associazione Terra di Piloti e Motori, stanno lavorando all’unisono per raggiungere obiettivi di alto livello a tutela e promozione della tradizione motociclistica marchigiana.
La Regione ospita 9 musei dedicati al motorismo e, tra i personaggi celebri, si possono citare i piloti Tonino Benelli, Dorino Serafini, Luigi Fagioli, Lodovico Scarfiotti, Eugenio Lazzarini, Graziano Rossi, Gianni Morbidelli e Valentino Rossi. Nelle Marche, inoltre, sono presenti 14 club federati ASI, il primo dei quali fondato nel 1976: segno tangibile di una passione molto forte e radicata.
Grazie a tutte queste realtà nasce un’intensa attività culturale, anch’essa volano del turismo locale: pubblicazione di libri, allestimento di mostre, organizzazione di convegni e raduni. Il tutto genera un indotto economico che nelle sole Marche vale oltre 120 milioni di euro all’anno, buona parte dei quali a vantaggio del comparto turistico.
Le motociclette della Collezione ASI Morbidelli, alle quali è stata dedicata un’apposita area all’interno del Museo Benelli, rappresentano 30 differenti marchi di tutto il mondo, la maggior parte dei quali oggi scomparsi. La moto più datata è una rarissima Moto Rêve 275 del 1907; la più preziosa è senza dubbio la Benelli GP 4 250 Competizione del 1942: unico esemplare esistente al mondo progettato dalla Casa motociclistica pesarese. Per rimanere in territorio marchigiano si può citare anche la Benelli GP 175 usata nel 1934 dal pilota iridato Dorino Serafini, anch’egli di origini pesaresi come il campionissimo Valentino Rossi da Tavullia.
Non appena l’emergenza sanitaria lo permetterà, il Museo Officine Benelli sarà riaperto al pubblico e sarà nuovamente possibile ammirare e ripercorrere oltre un secolo di storia a due ruote.
“Il passaggio della Collezione ASI Morbidelli nei locali del Museo Benelli – sottolinea il presidente dell’ASI, Alberto Scuro – rappresenta un’altra importante tappa del nostro viaggio. Stiamo costruendo un percorso virtuoso insieme alle istituzioni e agli appassionati. Siamo partiti con il proposito di salvare un pezzo importante del patrimonio motoristico nazionale per rimetterlo a disposizione dell’intera comunità e siamo onorati di poter contare sul supporto e sulla fiducia del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e delle istituzioni locali. Inoltre, ringrazio di cuore il Museo Benelli per la straordinaria accoglienza offerta e per l’allestimento realizzato appositamente per la Collezione”.
“Siamo davvero orgogliosi di poter ospitare la Collezione ASI Morbidelli all’interno delle nostre sale
– commenta il presidente del Registro Storico Benelli, Paolo Marchinelli –. Ringraziamo ASI per averci proposto di accogliere temporaneamente questa grande Collezione e per aver scelto la nostra sede: pensiamo infatti sia una naturale collocazione, una sorta di ritorno a casa, in quanto Giancarlo Morbidelli, insieme al nostro compianto presidente Paolo Prosperi, nel 1989 fu tra i fondatori del Registro Storico Benelli, oltre che un grande amico. Vorremmo infine ringraziare le istituzioni e tutti i soci per la collaborazione dimostrata nel realizzare questo progetto”.
“Grazie ad ASI e Museo Officine Benelli
– evidenzia il Sindaco di Pesaro, Matteo Ricci – la Collezione Morbidelli inizia a vivere in attesa dei lavori all’ex Tribunale. Un patrimonio straordinario, visibile subito, appena il Covid-19 ce lo permetterà”.

“IL GIOVANE GIORGETTO” LA VITA DI GIUGIARO IN UN NUOVO ROMANZO PUBBLICATO DA ASI

“Il giovane Giorgetto” è il nuovo libro pubblicato da ASI Service – casa editrice dell’Automotoclub Storico Italiano – a firma dell’autore Giosué Boetto Cohen, che ha raccolto le confidenze del grande designer Giorgetto Giugiaro trasformandole in un coinvolgente e appassionante romanzo. Un’opera inconsueta nel panorama dell’editoria motoristica, una narrazione degli aspetti più intimi e meno conosciuti della vita di Giugiaro, che il lettore scoprirà diversa da come l’aveva immaginata.


A Giorgetto Giugiaro, incoronato “Car Designer del Secolo” nel 1999, sono state dedicate monografie e volumi prestigiosi, migliaia di interviste e articoli in tutto il mondo, ma non era mai stata riportata in un romanzo la sua storia umana e professionale, dagli albori al successo. Un racconto destinato in particolar modo ai giovani, che oggi vivono in un tempo completamente diverso, in uno scenario di competizione e saturazione crescenti, e che proprio per questo hanno bisogno di ispirazione.
Le pagine de “Il giovane Giorgetto” sono ricche di riflessioni sulla vita che valgono per chi voglia fare il designer, il restauratore o l’agricoltore a chilometri zero. Ad esempio, la relazione tra padre e figlio: un’attenzione umana, un saper parlare e ascoltare reciprocamente, che per Giorgetto Giugiaro è stata di speciale valore. O, ancora, l’abnegazione e l’umiltà per procedere sempre sulla strada giusta, il saper affrontare un colloquio di lavoro o la scelta del socio di una vita. Ma soprattutto: a guardare là dove gli altri non guardano ancora.
In questo romanzo si rivive il momento della cessione dell’Italdesign alla Volkswagen o la nascita di alcune vetture di particolare significato. Emerge anche il rapporto tra Giugiaro e l’Oriente, il suo aver guardato con tanto anticipo a Giappone e Corea: i personaggi, le situazioni, la sorpresa di quel mondo ancora sconosciuto in Europa, negli anni ’60 e ’70. Anche la storia dell’Alfasud, decisiva per il lancio della Italdesign, è molto godibile.
In quanto romanzo, “Il giovane Giorgetto” ambisce a traguardi importanti ed apre un nuovo corso editoriale di ASI, che intende raggiungere una platea di lettori sempre più ampia. Il libro, infatti, è in corsa per il Premio Bancarella Sport, uno dei concorsi letterari italiani più prestigiosi e selettivi.
“I fatti reali sono lo scheletro del romanzo – evidenzia l’autore – però le situazioni, i dialoghi, il flusso delle emozioni lasciano spazio al narratore: è questo che ci cala al centro della storia e ci avvicina ai protagonisti. Aver avuto Giugiaro come interlocutore diretto non è stata cosa da poco ed ha reso tutto molto più fluido”.
IL GIOVANE GIORGETTO
Come si diventa il Car Designer del Secolo

di Giosué Boetto Cohen; edizione ASI Service; 312 pagine, copertina cartonata e sovraccoperta; 83 fotografie a colori, in b/n e disegni di Giorgetto Giugiaro; ricca appendice di documenti originali e inediti; prezzo di copertina: 24,00 €.

Il MAUTO celebra i 10 anni del nuovo Museo Nazionale dell’Automobile

Intervengono i protagonisti della riapertura del Museo:  tra gli ospiti l’architetto Cino Zucchi e lo scenografo François Confino dialogano con i vertici del Museo di allora e di oggi. Appuntamento venerdì 19 marzo sulla pagina Facebook del museo

Torino, 17 marzo.  Dieci anni fa, nel marzo 2011, l’Italia celebrava i 150 anni dell’Unità e Torino, la prima capitale dello Stato unitario, fu il centro delle celebrazioni con Italia 150, un palinsesto di eventi, mostre, spettacoli e appuntamenti per celebrare il Paese. Torino partecipò con grande trasporto di tutta la cittadinanza, testimoniato dalla marea di bandiere tricolori appese ai balconi in ogni quartiere della città. Tra i tanti eventi, la città dell’automobile celebrò il 19 marzo la riapertura del Museo Nazionale dell’Automobile di Torino nella nuova sede ampliata e ridisegnata, con il nuovo allestimento immersivo, con la nuova identità, il MAUTO, e con la visita del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, accompagnato da Sergio Marchionne, John e Lapo Elkann e i vertici del museo, il presidente, Giuseppe Alberto Zunino e il Direttore Rodolfo Gaffino Rossi.

In questi 10 anni, quasi 2 milioni di persone hanno visitato il MAUTO, che il Times ha classificato tra i 50 musei più belli al mondo. Venerdì 19 marzo, il MAUTO celebra i 10 anni dalla nuova apertura con un evento speciale insieme ai protagonisti del nuovo museo. In diretta dall’Auditorium del MAUTO e sulla pagina Facebook del museo, il presidente Benedetto Camerana e il direttore Mariella Mengozzi dialogheranno con ospiti istituzionali e insieme all’architetto Cino Zucchi, che progettò i nuovi spazi espositivi e la ristrutturazione dell’edificio, e a François Confino, che curò la realizzazione del nuovo percorso museale. Una spettacolare contestualizzazione delle oltre 200 vetture della straordinaria collezione, avviata e sviluppata in tre decenni di lavoro da Carlo Biscaretti di Ruffia a partire dagli anni Trenta del secolo scorso.Una riflessione sull’evoluzione tecnica e del design dell’automobile, sul senso di storicizzare la sua funzione, e sul ruolo di un museo come il MAUTO, che ne anticipa gli sviluppi futuri; un appuntamento per ripercorrere i momenti più importanti di questi  10 anni e per illustrare gli obiettivi e le strategie per affrontare i grandi cambiamenti in corso;  un omaggio alla lunga storia del MAUTO, che nel 2011 fu intitolato all’Avvocato Gianni Agnelli, di cui in questi giorni  ricorronoi 100 anni dalla nascita. Una dedica che ha voluto rafforzare l’immagine internazionale del Museo, come espressione del design e dello spirito di innovazione che l’automobile rappresenta.

“Oggi il nuovo Museo dell’Automobile raggiunge 10 anni di attività, ma vorrei sottolineare che il prossimo anno saranno 90. In questo decennio il Museo ha consolidato un ruolo cruciale nella diffusione della cultura dell’automobile, in particolare dell’auto italiana, tra i due poli fondamentali del design e dello sport. Oggi guardiamo al futuro e all’innovazione, in questo momento di cambiamento e trasformazione sociale, in riferimento all’ambiente e alla mobilità. Guardiamo anche oltre la pandemia, studiando nuove formule di integrazione fra offerta digitale e visita del Museo, con importanti potenzialità di diffusione internazionale, coordinando le relazioni con il territorio e l’attrattività dell’auto italiana su scala globale.” ha spiegato Benedetto Camerana, Presidente MAUTO – Museo Nazionale dell’Automobile di Torino

“In questi primi 10 anni nella sua nuova veste, il MAUTO ha divulgato i propri valori legati alla storia e all’innovazione, allo sport e alla ricerca dell’eccellenza, alla tecnologia e al design, rafforzando i rapporti con i protagonisti e le aziende del settore, coinvolgendo i diversi pubblici con contenuti e linguaggi specifici per ciascuno, organizzando eventi e mostre di grande interesse per aumentare le opportunità di visita. Il trend di crescita si è mantenuto costante, generando un numero sempre maggiore di visitatori. L’emergenza sanitaria dell’ultimo anno ha reso necessaria una radicale revisione delle modalità con cui il museo può svolgere la propria missione, e siamo ora pronti ad affrontare le sfide del prossimo decennio con cauto ottimismo” ha dichiarato Mariella Mengozzi, Direttore MAUTO – Museo Nazionale dell’Automobile, Torino

Il talk sui 10 anni del nuovo Museo Nazionale dell’Automobile sarà trasmesso in digitale alle ore 11 sulla pagina FB del MAUTO e sulla pagina FB di ACI Storico.

https://www.facebook.com/events/2849229121962453/
https://www.facebook.com/acistorico

In attesa che la situazione sanitaria permetta l’ingresso ai tanti visitatori e amici del MAUTO, il museo ha messo a punto per il 2021 un intenso calendario di eventi e mostre, tra cui la grande celebrazione di Pininfarina, i 50 anni della Fiat 127, il tributo a Giovanni Michelotti, i 60 anni della Jaguar E-Type.

Continuerà anche l’attività al di fuori della sede. Dopo aver partecipato alla Mille Miglia nel 2019 e nel 2020 con la spettacolare Cisitalia 202 SMM “Nuvolari” del 1947, il MAUTO porterà all’edizione 2021, in programma dal 16 al 19 giugno, un’altra straordinaria vettura della sua prestigiosa collezione: la OM 469 Sport del 1922. La vettura del MAUTO sarà tra le più “anziane” al via della Freccia Rossa 2021, ed è uno dei pezzi forti della collezione del Museo: si tratta di un esemplare unico, con carrozzeria a due posti e caratteristiche tecniche studiate ad hoc per questo telaio.

I 10 anni del MAUTO vengono celebrati anche da Gentleman Driver, che venerdì 19 marzo, inaugurerà una rubrica televisiva dedicata esclusivamente al museo, in onda per tutto il 2021 all’interno della trasmissione tv, visibile sulla piattaforma Sky Sport, digitale terrestre e su web.

MAUTO, Museo Nazionale dell’Automobile di Torino Corso Unità d’Italia, 40 – Torino

Buon compleanno Museo dell’Automobile di Torino

60 anni fa nasceva la sede di Corso Unità d’Italia, progettata da Amedeo Albertini per conservare ed esporre la collezione del Museo dell’Automobile. Per le celebrazioni, il MAUTO lancia un contest fotografico alla ricerca di immagini del museo dal 1960 al 2007, che diventerà una mostra

Torino, 3 novembre 2020. Il MAUTO, Museo Nazionale dell’Automobile celebra oggi i 60 anni della sede attuale, progettata da Amedeo Albertini e appositamente costruita per ospitare la collezione che, fino a quel momento, era stata conservata nei locali dello Stadio Comunale.  La prima sede ufficiale del Museo dell’Automobile nacque su un terreno concesso nel 1956 dalla Città di Torino, sulla sponda sinistra del Po a poca distanza dal Lingotto. Costruita su progetto dell’architetto Amedeo Albertini, venne solennemente inaugurata il 3 novembre 1960 e intitolata al fondatore e primo presidente Carlo Biscaretti di Ruffia (scomparso nel 1959), che per tutta la vita si era dedicato alla raccolta della collezione e si era battuto per trovare una sede adeguata al prestigio della collezione. Una collezione all’epoca composta da 106 vetture (86 delle quali donate) di 50 marche diverse, 26 telai, 20 motori, una serie di motociclette, 15 velocipedi e 200 modelli, che tocca un arco di anni tra il 1898 e il 1954 e riprende il criterio cronologico dell’esposizione originaria.

Sul catalogo provvisorio, aggiornato al 15 luglio 1958, si leggeva:

“Il Museo comprenderà sezioni riservate alle automobili di tutte le età, alle vetture da corsa, all’automobilismo militare, oltre a sale destinate a biblioteca, conferenze, proiezioni ecc. Nell’intendimento quindi dei promotori l’opera non dovrà essere unicamente una ben ordinata esposizione di modelli, ma una sede di incontri tra tecnici e appassionati del motore, un organo propulsore di tutto quanto ha attinenza alla motorizzazione, un centro di documentazione costituito allo scopo di ricordare uomini e fatti del passato”.

“Il MAUTO oggi raggiunge i 60 anni dall’inaugurazione della prestigiosa sede di corso Unità d’Italia, il grande complesso museale nato grazie al forte impulso impresso dall’avv. Agnelli, vicepresidente esecutivo del comitato di Italia 61, all’annosa ricerca di una sede adeguata. Il nuovo Museo nasceva su progetto di Amedeo Albertini, architetto torinese molto attento alle tendenze della scena internazionale e progettista di fiducia di Agnelli.  L’inaugurazione della nuova sede fu mancata per poco da Carlo Biscaretti di Ruffia, scomparso un anno prima, fondatore del Museo e fin dall’avvio motore inesauribile della crescita delle collezioni e delle relazioni culturali. Ma vogliamo anche ricordare che la fondazione del Museo Nazionale dell’Automobile risale al 1933: il MAUTO è un centro pionieristico di cultura dell’auto, che oggi come ogni istituzione culturale si trova ad affrontare il duro passaggio dell’emergenza pandemica. Le crisi vanno affrontate con coraggio e in particolare con la visione positiva di trasformare le difficoltà in occasione di crescita: stiamo lavorando per guidare il Museo nel percorso di forte accelerazione della rivoluzione digitale in una prospettiva veramente internazionale” ha dichiarato Benedetto Camerana, presidente MAUTO- Museo nazionale dell’Automobile, Torino.

 

Celebrando i 60 anni dell’attuale sede, vogliamo ricordare un momento molto importante per Torino, a cavallo tra il 1960 e le celebrazioni per il centenario dell’Unità di Italia. Il museo è uno spazio di racconto di un oggetto che ha cambiato la storia degli uomini e delle società e allo stesso tempo è un luogo di dibattito e di riflessione sull’evoluzione e il futuro dell’automobile a livello globale. Il 2020 non è l’anno ideale per le celebrazioni, ma contiamo che con il miglioramento della salute pubblica e avanzando nella lotta contro il virus, il prossimo marzo potremo festeggiare anche i 10 anni del nuovo allestimento, inaugurato nel marzo del 2011 nel contesto di Italia 150, e i 100 anni dalla nascita di Gianni Agnelli” ha dichiarato Mariella Mengozzi, direttore MAUTO- Museo nazionale dell’Automobile, Torino.

 

La collezione ha continuato ad arricchirsi negli anni, e l’esigenza di un nuovo spazio espositivo ha portato allo sviluppo di un progetto di ristrutturazione dell’edificio, realizzato nel 2011 dall’architetto Cino Zucchi e completato da una spettacolare contestualizzazione scenografica dell’allestimento creata da François Confino.

 

Oggi, dopo 60 anni, il MAUTO conserva una collezione di oltre 200 vetture provenienti da ogni parte del mondo ed è punto di riferimento per tutti coloro che vogliono conoscere l’appassionante storia dell’automobile e dei suoi indimenticati protagonisti. Nella sua prestigiosa sede, il MAUTO organizza mostre, eventi, presentazioni, laboratori e incontri con l’obiettivo di rendere i suoi spazi condivisi e partecipati, perché – così come era desiderio di Biscaretti, il museo possa definirsi non solo come luogo di conservazione ma anche di divulgazione e dibattito.

 

Per festeggiare il compleanno insieme alla comunità, il Museo lancia una iniziativa rivolta a tutti i cittadini e agli appassionati di automobili: chiunque abbia un ricordo speciale legato al Museo dell’Automobile: potrà inviare fotografie dell’allestimento originale, dell’inaugurazione del 1960 o di un evento organizzato nel corso degli anni, fino alla chiusura per ristrutturazione nel 2007. Tutte le fotografie saranno raccolte e conservate, le più significative diventeranno presto una mostra del MAUTO. L’indirizzo email cui spedire gli scatti è quello del Centro di Documentazione del Mauto, che cura l’iniziativa: centrodoc@museoauto.it.

 

APPROFONDIMENTI – IL MUSEO COM’ERA

Il Museo Biscaretti di Ruffia è un significativo esempio di architettura moderna, il cui progetto originario prese avvio facendo riferimento a due specifici presupposti: il particolare carattere del materiale da esporre (che evoca di per sé l’idea di grandi spazi aperti) e la posizione panoramica del sito prescelto per la costruzione del Museo, affacciato sul fiume Po e la collina. Strumento utilitario che esprime e determina la vita del nostro tempo, l’automobile «vive» in spazi aperti, in paesaggi naturali e urbani e, a differenza degli oggetti solitamente esposti nei musei, non richiede un’ambientazione che inviti al raccoglimento e alla contemplazione. In considerazione di ciò, si volle dapprincipio sfruttare la favorevole ubicazione del Museo per presentare le automobili in un contesto che offrisse ai visitatori la possibilità di fermarsi, nel corso della visita, ad ammirare il paesaggio. Il fabbricato si caratterizzò dunque da subito per soluzioni architettoniche innovative e originali, come la struttura del tetto, le piramidi rovesciate visibili nel cortile costituite da quattro pilastri fortemente inclinati divergenti in alto e riuniti in basso, come la grandiosa facciata convessa nella quale si apre l’ingresso di corso Unità d’Italia e che ospita la galleria principale del primo piano, retta da una travata in ferro poggiante su quattro grossi pilastri in calcestruzzo e acciaio inossidabile. Nel percorso espositivo del Museo, la presentazione delle tappe dell’evoluzione dell’automobile voleva essere soprattutto una testimonianza di valore umano nella ricerca tecnica e un’espressione delle diversità di gusti nelle varie epoche.

Alla sua apertura nel 1960, si entrava nel Museo dall’ingresso principale di corso Unità d’Italia; si attraversava quindi il cortile interno abbellito al centro da un arioso giardino sul quale si affacciavano i due magazzini, in cui trovavano posto vetture, telai e tutti i materiali non esposti nel percorso museale. Il cortile fungeva anche da parcheggio per i visitatori. La visita iniziava dall’atrio, dove c’erano la biglietteria e un fornito bookshop. Sulla parete di fondo spiccava il busto del fondatore Carlo Biscaretti di Ruffia, accanto alla lapide recante i nomi di coloro che contribuirono alla realizzazione del Museo; sulla parete opposta alla biglietteria, un mosaico di Felice Casorati a ricordo di chi perse la vita nella pratica dello sport automobilistico. Nel corso degli anni, nell’atrio furono esposti prototipi presentati ai Saloni internazionali: con tale iniziativa, storia dell’automobile e storia del design venivano presentate nel loro strettissimo intreccio. Al piano terra si trovavano quindi la Sala mostre temporanee e la Sala dello pneumatico. Quest’ultima era una sorta di museo nel museo, realizzata nel 1991 con il contributo della Michelin Italiana, l’unica esposizione pubblica dedicata a questa invenzione indissolubilmente legata all’automobile. Salendo, al primo piano iniziava il percorso espositivo, in cui le vetture erano collocate per lo più in ordine cronologico. Dalla Zona Prora si accedeva alla Manica sud e da lì al Salone principale da dove si poteva salire, tramite due scale poste alle estremità laterali, alla balconata del secondo piano. Proseguendo il percorso, si attraversava la Manica nord, spesso destinata agli eventi congressuali, per arrivare nel foyer antistante l’Auditorium dove, oltre a un bassorilievo raffigurante il senatore Agnelli, erano collocate tre statue, allegorie delle più importanti fabbriche automobilistiche italiane (Lancia, Alfa Romeo, Fiat). Continuando nel corridoio si trovavano i servizi, il guardaroba e la caffetteria; nella zona esterna verso ovest un ampio piazzale era destinato a parcheggio. Nel corridoio parallelo, dall’altro lato dell’ascensore, si trovava la Zona Pirelli costituita da alcuni esemplari di pneumatici e vetrine con documenti storici. Al primo piano aveva sede anche l’Auditorium da quattrocento posti, composto da platea e galleria, cuore del Centro congressi. La visita si concludeva con la Sezione sportiva al secondo piano, livello ove avevano sede gli uffici, alcune sale riunione e il Centro di documentazione con annessa la Biblioteca, ricca di uno straordinario patrimonio documentario riguardante gli albori dell’automobilismo in Italia e nel mondo.

Automotoretrò e Automoracing danno appuntamento agli appassionati nella primavera 2021

A causa dell’emergenza Covid-19 è rimandato il doppio appuntamento in programma a gennaio

AMR, la festa dei motori che riunisce in un unico grande evento le due rassegne Automotoretrò e Automotoracing – giunte rispettivamente alla 39a e alla 12a edizione -, slitta alla primavera 2021. A seguito delle nuove disposizioni governative per arginare l’emergenza Covid-19, si è scelto di rimandare il doppio appuntamento dedicato alle vetture d’epoca, al mondo delle corse e delle alte prestazioni che storicamente apre il nuovo anno automobilistico, in programma dal 28 al 31 gennaio al Lingotto Fiere e all’Oval di Torino.

“La nostra macchina organizzativa era ripartita per accogliere in massima sicurezza il grande pubblico di appassionati, addetti ai lavori e piloti, ma con lo stop forzato che coinvolge il mondo fieristico abbiamo deciso di posticipare AMR per tutelare la salute di tutti – annunciano gli organizzatori Beppe e Alberto Gianoglio -. Ringraziamo gli espositori che, quest’anno ancora più numerosi, avevano già formalizzato la propria partecipazione, ma anche i partner, gli sponsor e tutti coloro i quali, come noi, attendevano la più longeva fiera di auto e moto in Italia. Guardiamo a questo cambio di date come un’opportunità: stiamo già lavorando per tornare in pista nel 2021 con un nuovo format che unisce le consuete esposizioni dei più prestigiosi gioielli del passato di ogni potenza e tipologia, bolidi da gara e performanti supercar con un rinnovato spettacolo che esalta la passione per i motori a 360° anche nell’area esterna, sfruttando le più miti temperature primaverili”.

Certificate ASI le Ducati 175 che nel 1957 hanno fatto il giro del mondo con Leopoldo Tartarini e Giorgio Monetti

La Commissione Tecnica dell’Automotoclub Storico Italiano ha attribuito il prestigioso “Certificato di Identità” alle Ducati 175 che tra il 1957 e il 1958 completarono un incredibile giro del mondo con Leopoldo Tartarini e Giorgio Monetti. La speciale sessione di omologazione si è svolta a Porretta Terme (Bologna), con la collaborazione del club locale Auto Moto Storiche Bagni della Porretta. L’evento ha offerto l’opportunità di ammirare le due Ducati – nuovamente insieme dopo tanti anni – e di incontrare Giorgio Monetti per un viaggio indietro nel tempo, un’immersione nei ricordi e nella testimonianza di uno dei protagonisti di quel viaggio ai limiti del possibile. “Poldino” Tartarini ci ha lasciato nel 2015, ma le sue memorie legate a quell’irripetibile giro del mondo sono raccolte nel libro “Road Map” (edizione LullaBit, 2018) e nel docufilm “Una mappa per due” (produzione PopCult, 2013).
Le moto si presentano oggi in condizioni di assoluta originalità, come se avessero appena concluso il giro del mondo (era il 5 settembre 1958) con Tartarini e Monetti eroicamente in sella dopo aver percorso oltre 60.000 chilometri, attraversato cinque continenti e superato innumerevoli peripezie. È tutto impresso sui telai, sui serbatoi, sulle ruote delle Ducati che sono esse stesse libri aperti sulla storia.
Per ASI, questa speciale omologazione è andata al di là della tecnica e dell’originalità dei mezzi esaminati, perché è stata affrontata sul piano della storicità, sul rapporto tra materia ed esperienza, sul racconto metafisico delle due motociclette. Una certificazione simbolica, un modo per sottolineare che ASI tutela e custodisce la storia materiale e immateriale dei veicoli, che racchiudono in sé la strada percorsa dall’Uomo.
Il viaggio di una vita. “Tenete duro!”, esortava l’allora direttore generale della Ducati Giuseppe Montano nei telegrammi inviati a Tartarini e Monetti. Del resto, in quel lungo viaggio capitò davvero di tutto. “In Siria abbiamo passato dei brutti momenti – scriveva “Poldino” alla madre – perché c’è la guerra e ci sono i partigiani su tutte le montagne che saltano fuori con i mitra”. Ma, “appena sentono che siamo italiani ci lasciano passare dappertutto”, rassicurava Monetti nei suoi scritti.
In Indonesia, a Giakarta, dopo la strage di olandesi e cinesi, i due vennero arrestati come sospette spie. In Venezuela furono bloccati per giorni alla frontiera a causa della rivolta che portò Betancourt alla guida del Paese. In salita sulle Ande si spinsero a vicenda o portarono le moto a braccia, facendo le discese a motore spento per risparmiare carburante.
“Prima di partire mi ero allenato un po’ sulle mie colline – ha raccontato Monetti – senza immaginare cosa avremmo affrontato. Siamo partiti con una cartina del mondo dove un dito copriva 3.000 chilometri”.
All’epoca Monetti era fresco di laurea in giurisprudenza, ma grande appassionato di motori e di viaggi. Amico fraterno di Tartarini (entrambi classe 1932), già affermato campione motociclistico in casa Ducati. Dopo un incidente, però, fu costretto a rinunciare alle gare: “Dovevo smettere di correre, ma non potevano impedirmi di fare il giro del mondo”.
Le moto della rinascita. La serie delle Ducati 175 ha rappresentato una svolta epocale per la Casa di Borgo Panigale, che nel secondo dopoguerra si era risollevata con il piccolo “Cucciolo” e poi con le motoleggere da 60 cc. Successivamente, con l’arrivo del geniale Fabio Taglioni, Ducati è approdata alle corse e alle moto sportive per le gare di “gran fondo” tanto in voga negli anni ’50. Per questo, alla fine del decennio, è arrivata la “175”, prima motocicletta Ducati concepita per i viaggi di media e lunga distanza, equipaggiata di una versione potenziata del già noto monocilindrico a coppie coniche.
La “175” – che ha esordito al Salone di Milano 1956 –rappresenta l’idea che ha sempre ispirato la Ducati, cioè il trasferimento di tecnologia dalle corse alla strada. Il suo motore monoalbero, il primo ad essere offerto al pubblico su un modello di serie, deriva direttamente da quello delle Gran Sport. Si tratta di un monocilindrico a quattro tempi inclinato in avanti di 10°, con distribuzione a monoalbero in testa comandata da alberello e coppie coniche con due valvole; in base alle versioni eroga da 11 a 14 CV. Il telaio è a monoculla aperta in tubi d’acciaio, con forcella anteriore teleidraulica e sospensione posteriore a forcellone oscillante e due ammortizzatori.

Lo Sport Rally Team porta le auto storiche e da collezione da Carmagnola alle sorgenti del Po a ritmo di musica

Pieno successo della sgroppata di domenica scorsa fra Carmagnola e Pian della Regina, con soste per farsi ammirare a Bibiana e Bagnolo, per il raduno organizzato dallo Sport Rally Team di Piero Capello. Molto spettacolari e affascinanti le vetture presenti che andavano dalla Topolino C Giardinetta del 1955 alla Ferrari 488 pista del 2018.

PIAN DELLA REGINA (CN), 27 settembre – Ci sono riuscite tutte, o quasi, le 52 vetture storiche e da collezione a percorrere i novanta chilometri di strada che dividono Carmagnola da Pian della Regina, appena sotto le sorgenti del Po. Tante erano le vetture iscritti al raduno che si è svolto domenica scorsa, 27 settembre a ritmo frizzante sulle strade e anche a tavola. I radunisti si sono dati appuntamento alle 9.30 del mattino a Carmagnola, per una rapida colazione al Bar Bric di Via Garibaldi e alle 9 in punta la numero 1 della serie, una Topolino C Giardinetta del 1955 ha preso il via per dirigersi verso Bibiana, attraversando Casalgrasso, Pancalieri, Vigone, Villafranca Piemonte, Cavour, dove si sono fermate nella piazza principale per prepararsi alla scalata del Montoso. Purtroppo, proprio nel tratto pianeggiante, ha alzato bandiera bianca l’utilitaria torinese per un guasto tecnico risultato irreparabile on the road anche per il suo proprietario, Francesco Simonato, pilota che ha portato con Overland i camion Iveco nei deserti di tutto il mondo. Raffreddate le vetture e preparati gli animi il gruppo dei radunisti si è preparato a scalare gli oltre novecento metri di dislivello che da Bibiana hanno portato i radunisti fino al Montoso, 1276 metri di altitudine, prima di tuffarsi in una discesa mozzafiato verso Bagnolo, guidati dalla Citroën 2CV di Luciano Curasi, che ha ereditato la palma della vettura meno potente del lotto, ma che si è dimostrata capace di superare le difficoltà altimetriche proposte dall’evento.

A Bagnolo le vetture sono state parcheggiate in Piazza San Pietro, punto di incontro domenicale della cittadina e i radunisti sono stati accolti da un aperitivo campagnolo e dalla musica della marcing bandSaxMania” composta da una decina di ragazzi carmagnolesi che hanno intrattenuto equipaggi e curiosi con i loro sax e tamburi, sfilando fra le vetture. Verso l’una partenza per l’ultimo tratto sfilando nel centro di Barge, superando l’erta della Colletta di Barge con il valico posto a 610 metri di altitudine, quindi la discesa verso Paesana, per riprendere dolcemente a salire fino a Crissolo e da lì affrontare l’ultimo strappo secco di quattro chilometri che dai 1300 metri del paese portano ai 1714 metri del Pian della Regina dove il raduno si è concluso con il tradizionale pranzo.

Molto variegato l’elenco delle vetture partecipanti che hanno destato la curiosità e l’ammirazione della gente sia durante le soste sia nei paesi attraversati dal lungo serpentone. A prendere il via per prime sono state le storiche, fra le quali spiccava l’MG A Twin Cam Competizione del 1959 di Giuseppe Gallarà, che incurante del freddo mattutino si è presentato a cielo aperto (ma non avrebbe potuto fare altrimenti visto che per questa versione della sportiva inglese non è prevista capottina); munito di caschetto di cuoio e occhiali da aviatore ha affrontato baldanzosamente tutto il percorso.

Seguito dalla Porsche 356 del 1962 di Antonio “Uccio” Giraudi e dalla rarissima Fiat 1300 Familiare di Michele Nicola e altre sei classiche. Quindi era la volta di due fuoristrada fra i quali il Land Rover che nel 1977 ha affrontato i deserti della Mongolia. Era poi la volta delle classiche da rally, con Lancia Fulvia HF, 124 Abarth, Peugeot 205 GTI e Clio Williams che precedevano un pacchetto di Lancia Delta HF che si sono confrontate con le loro avversarie sulle prove speciali di un quarto di secolo fa, ovvero le Subaru Impreza. Era poi la volta delle istant classic, quelle vetture non ancora entrate nella storia, ma che già ne fanno parte come Lotus Elise, Opel GT, Fiat Barchetta, 595 Abarth e nuova 124 Abarth per chiudere con una miscellanea di Ferrari e Porsche in un confronto di motore e stile che ha animato le discussioni nelle piazze e sulla tavola.

Tutti felici e contenti a fine raduno con un solo dubbio. “Fra quanto lo Sport Rally Team di Piero Capello metterà calendario un altro evento?

Sport Rally Team

www.sportrallyteam.it; info@sportrallyteam.it – tel 335 64.86.817

60 auto storiche per vivere la Targa di Capitanata. Gianfranco Gentile vince il Concorso fotografico

Foggia 28 settembre 2020. Oltre 60 equipaggi, alcune provenienti anche dalle regioni limitrofe, hanno dato vita a bordo delle loro auto storiche, domenica 27  settembre, alla manifestazione “ Sulle strade della Targa di Capitanata” organizzata  con maestria dall’Automotoclub Storico Dauno di Foggia. In pieno rispetto con le vigenti normative anti covid 19, i partecipanti si sono ritrovati di buona mattina a Foggia. Concluse le operazioni di verifica, le auto storiche si sono dirette verso Manfredonia per poi raggiungere San Giovanni Rotondo per la prima sosta. Il numeroso pubblico di curiosi e appassionati ha avuto l’opportunità in Piazza Europa di ammirare dei veri gioielli a quattro ruote. Fra tutti meritano  una menzione una Maserati Ghibli, una Swallow Doretti, una Mercedes 450 SL del 1971, una Porsche 356, una Fiat 1100 TV e non ultima una fiammante Jaguar XK 140. E poi alcune Alfa Romeo Duetto, Lancia Fulvia coupè, Mini Minor, e numerose young timer. Riaccesi i motori  la carovana storica si è spostata in Foresta Umbra per poi arrivare in località Segheria Mandrione presso l’Agriturismo Fara del Falco. Neppure la pioggia che ha iniziato a cadere nelle prime ore del pomeriggio, ha dissuaso i convinti partecipanti, i quali si sono poi trasferiti con le loro auto storiche,  grazie anche alla disponibilità dell’amministrazione locale con in testa il sindaco  Giuseppe Nobiletti, alla Marina Piccola di Vieste per la conclusione ed  un nuovo momento espositivo sul piazzale del vecchio Mercato del Pesce, davanti al faro. Rispetto alle passate edizioni la “Targa” è stata proposta quest’anno in una sola giornata ed in differente tipologia, in modo da poter  rispettare scrupolosamente tutte le norme di prevenzione in tema di pandemia.

“Abbiamo deciso di organizzare comunque la manifestazione anche se articolata in una sola giornata – ha spiegato il presidente del club foggiano Pietro Piacquadio – per mantenere vivo l’interesse. Questo evento vuole essere messaggero di una proposta turistica culturale legata alla Capitanata attraverso la passione per le auto storiche”. Per valorizzare il territorio gli organizzatori hanno ideato e promosso  un concorso fotografico al quale hanno partecipato gli equipaggi iscritti alla manifestazione. Durante il percorso o approfittando delle soste piloti e navigatori hanno scattato diverse fotografie. La giuria ha premiato quella di Gianfranco Gentile (che alleghiamo) iscritto con il papà Beppe e a bordo di una Mercedes 450 SL del 1971. Al secondo posto la foto di Gennaro Curci su Fiat 1100 TV, terza Maria Di Pumpo su Volkswagen Maggiolone.

 

Nell’anno del centenario della Moto Guzzi sarà celebrato Giorgio Parodi, aviatore e imprenditore genovese cofondatore dello storico marchio dell’Aquila dorata

Presentato in anteprima a Milano Autoclassica l’evento “GP Days 2021”

Il palco dello stand ASI a Milano AutoClassica ha ospitato la presentazione in anteprima dell’evento “GP Days 2021” in programma dal 14 al 16 maggio prossimo a Genova. Sono intervenuti, insieme al presidente dell’ASI Alberto Scuro, Elena Bagnasco, presidente dell’Associazione Giorgio Parodi e nipote del celebre cofondatore della Moto Guzzi, ed il sindaco di Genova Marco Bucci. La città ligure è profondamente legata alla figura di Parodi, valoroso aviatore plurimediagliato, imprenditore di successo e grande appassionato di motociclette che proprio a Genova, il 15 marzo 1921, firmò l’atto di costituzione della Moto Guzzi insieme al milanese Carlo Guzzi.
Le istituzioni liguri, con in testa il Comune di Genova insieme all’Aeronautica Militare e all’Associazione Arma Aeronautica genovese, hanno inteso identificare Giorgio Parodi quale significativa figura di riferimento istituzionale. Aerei e motociclette promettono di rendere davvero unico il “GP Days 2021” dedicato all’aquila dorata, che Parodi portò sempre orgogliosamente con sé, sia in volo sia sulle piste motociclistiche di tutto il mondo.
L’organizzazione del “GP Days 2021” si concretizzerà attraverso l’impegno di ASI (Automotoclub Storico Italiano) che selezionerà le motociclette d’epoca partecipanti all’evento: affascinanti regine del motociclismo italiano, nate dalla visione e dalla volontà dell’imprenditore genovese e del suo geniale progettista, Carlo Guzzi. Inoltre, grazie alla Commissione Aeronautica dell’ASI, alcuni aeroplani storici sorvoleranno le location della manifestazione offrendo uno spettacolo ancora più coinvolgente.

L’Associazione Giorgio Parodi ha aperto le iscrizioni attraverso il sito www.giorgioparodi.it. E’ importante aderire poiché in tal modo sarà possibile sostenere il progetto del Padiglione di Medicina Fisica e Riabilitazione dell’Istituto Giannina Gaslini: un gesto semplice ma importante per un aiuto concreto ai giovani pazienti.

Assegnato a Giampaolo Dallara il premio ASI per il motorismo storico 2020: un protagonista della storia, del presente e del futuro motoristico nel panorama mondiale

L’Automotoclub Storico Italiano ha assegnato l’edizione 2020 del Premio Nazionale per il Motorismo Storico all’ingegnere Giampaolo Dallara. La cerimonia ufficiale della consegna si è svolta sabato 26 settembre sul palco dello stand ASI nel salone Milano AutoClassica. “L’ingegner Dallara – questa la motivazione dell’attribuzione evidenziata dal presidente ASI Alberto Scuro – è un protagonista della storia, del presente e del futuro motoristico nel panorama mondiale. Un uomo che ha fatto della sua Azienda un’eccellenza tecnologica, che ha investito nella sua storia aprendo un museo e che crede nel domani dando spazio e opportunità ai giovani. È un motivo di orgoglio tutto italiano”.
Il Premio ASI per il Motorismo Storico viene attribuito a quelle personalità che si siano dimostrate particolarmente vicine al settore. Lo scorso anno era stato assegnato alla Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, in riferimento alla sua grande sensibilità dimostrata in occasione del convegno “Il futuro del Motorismo Storico, un patrimonio culturale, turistico ed economico da salvaguardare e sviluppare”, organizzato da ASI nel 2018 a Palazzo Madama.
Presenti all’evento anche Giuseppe Restiani, sindaco di Varano de’ Melegari dove ha sede la Dallara Automobili, e l’onorevole Giovanni Tombolato, sempre sensibile e attento alle iniziative ASI che riguardano il motorismo storico.

ASI a Milano Autoclassica dal 25 al 27 settembre 2020: un parterre d’eccezione per un pieno di passione

Milano AutoClassica 2020, il salone dedicato alle auto storiche e sportive in programma da venerdì 25 a domenica 27 settembre nei padiglioni di Fiera Milano Rho, vede come assoluto protagonista l’Automotoclub Storico Italiano. La federazione italiana di riferimento per il settore del motorismo storico è presente con un grande stand all’interno del padiglione 22. Per la prima volta, lo spazio istituzionale dell’ASI sarà affiancato dai sodalizi che rappresentano l’associazione sul territorio e che, a Milano AutoClassica, fanno da cornice ad una straordinaria esposizione dedicata ai 90 anni del marchio Pininfarina. Come di consueto, nell’arco dell’intero weekend si susseguiranno presentazioni e talk show e, sabato 26 settembre, sul palco dello stand verrà consegnato il prestigioso “Premio ASI per il Motorismo Storico”.
Sarà un fine settimana all’insegna della passione, tanto più che domenica 27 settembre verrà celebrata la Giornata Nazionale del Veicolo d’Epoca con iniziative ed eventi in ogni parte d’Italia: il tutto sarà enfatizzato dalla completa condivisione sui canali web dell’ASI, in una sorta di “maratona social” con collegamenti virtuali tra il salone di Milano e le manifestazioni organizzate dai tanti club federati del Paese.

90 ANNI PININFARINA
Per celebrare un anniversario importante come quello del famoso carrozziere torinese sono messe in mostra 14 straordinarie automobili che rappresentano il passato, il presente e il futuro dello stile Pininfarina.
Si parte dall’immediato dopoguerra con l’Alfa Romeo 6C 2500 SS Coupé del 1949, speciale “one off” oggi custodita nella Collezione Lopresto e vincitrice dei più importanti concorsi d’eleganza del mondo. Le vetture coupé rappresentano da sempre il fiore all’occhiello della Pininfarina, ecco perché insieme alla 2500 SS sono esposti altri fondamentali modelli come la Lancia Flaminia Coupé del 1962, la Ferrari 275 GTB del 1966 (la granturismo all’italiana per antonomasia) e la recente concept car Pininfarina Cambiano svelata al Salone di Ginevra del 2012.
Con un poker di spider dal fascino immortale si ricordano anche i 110 anni dell’Alfa Romeo: Giulietta Spider, Duetto “osso di seppia”, Spider tipo 916 ci portano dagli anni ’50 al secondo millennio insieme alla 2uettottanta realizzata in esemplare unico in occasione degli 80 anni Pininfarina festeggiati nel 2010. Il percorso espositivo prosegue con un altro tributo, questa volta dedicato al fortunato binomio Ferrari-Pininfarina, con il quale sono state prodotte le più belle automobili di tutti i tempi. Simboli di questa liaison sono la Dino 246 GTS lanciata nel 1969 e la più recente Pininfarina Sergio del 2013: due epoche unite da un’inconfondibile tratto stilistico e dai nomi che rievocano due grandi personaggi come il figlio di Enzo Ferrari ed il figlio di Battista “Pinin” Farina.
L’atelier torinese ha saputo instaurare proficui rapporti anche gli Stati Uniti, sottolineati a Milano AutoClassica da due modelli fondamentali come la Nash Healey Spider del 1953 e la Cadillac Allanté Cabriolet del 1987. Un ultimo capitolo della mostra riguarda l’incessante propensione della Pininfarina verso il futuro e l’innovazione, che ASI ha voluto esprimere esponendo la Sigma Grand Prix del 1969, monoposto che avrebbe introdotto nuovi standars di sicurezza, e la H2 Speed del 2016 basata sulla rivoluzionaria tecnologia a idrogeno.

Di Pininfarina si parla anche in tre imperdibili talk show, ad iniziare da quello in programma venerdì 25 settembre alle 15.00 con gli interventi di Paolo Pininfarina, Kevin Rice (Chief Creative Officer Pininfarina) e Leonardo Acerbi (autore del nuovo libro celebrativo dei 90 anni presentato in anteprima in questa occasione). A seguire, una coinvolgente retrospettiva sul design di otto capolavori Pininfarina, illustrata da Massimo Grandi e Giovanni Groppi della Commissione Cultura dell’ASI. Viene raccontata la genesi di vetture come l’Alfa Romeo “Pescara” prototipo del 1935, la Lancia Aprilia Aerodinamica del 1937, la Cisitalia 202 del 1947, la Lancia Florida del 1955, la Ferrari 250 GT SWB del 1959, la Dino Berlinetta del 1965, la Ferrari Modulo del 1970 e l’Alfa Romeo 2uettottanta del 2010.
Sabato 26 settembre, alle 15.00, sarà il momento dei grandi designer Pininfarina: Pietro Camardella, Enrico Fumia e Diego Ottina sveleranno i retroscena delle loro esperienze nel centro stile di Cambiano, dove sono nate alcune tra le più belle auto di sempre.

LE MOTO LOMBARDE
Un’altra esposizione di rilievo che si può ammirare nello stand ASI è dedicata alla Case motociclistiche della Lombardia, rappresentate da una quindicina di esemplari di Moto Guzzi (in vista dei 100 anni che verranno festeggiati nel 2021), Aermacchi, Gilera, Sertum, Devil, Iso, Rumi, Bianchi, MV Agusta, Innocenti fino alle meno conosciute e ormai rarissime Porpora e Guerra degli anni ‘30. I modelli esposti vanno dal 1915 al 1971.
Le due ruote in mostra sono lo spunto per alcuni incontri a tema, come la presentazione in anteprima dell’evento “GP Days 2021”: uno speciale tributo alla figura di Giorgio Parodi, aviatore e imprenditore genovese cofondatore della Moto Guzzi nel 1921. Seguirà l’anticipazione su ASI MotoShow 2021, che da vent’anni accende la passione nei paddock e nel tracciato di Varano de’ Melegari.

ANTEPRIMA MODENART
“Modenart, gli scultori del movimento” è una collezione unica nata sotto il martello dei più grandi carrozzieri modenesi. Grazie alla collaborazione tra ModenArt e l’Automotoclub Storico Italiano è in mostra a Milano AutoClassica un’anteprima assoluta in onore dei 90 anni Pininfarina: la scocca in alluminio interamente battuta a mano della Ferrari 250 GT Berlinetta “passo corto” del 1959, oggi elevata a vera opera d’arte.
Se vigesse nel mondo della carrozzeria ciò che vale in quello dell’arte figurativa, dove le opere sono sempre associate ai loro creatori, i nomi degli artigiani battilastra sarebbero conosciuti come quelli di Michelangelo o Donatello. La storia dei maestri carrozzieri italiani è una delle più affascinanti che ci siano, ma anche una delle meno conosciute. E’ la storia straordinaria di artigiani ineguagliabili che con passione e talento hanno dato vita a capolavori da leggenda.
Grazie all’impegno di questi maestri, riconosciuti come il riferimento della carrozzeria modenese, è nata l’idea del progetto ModenArt. Da tre anni Giancarlo Guerra, Afro Gibellini, Oriello Leonardi e Fernando Baccarini, senza alcun fine di lucro e al solo scopo di testimonianza di un’epoca scomparsa, dedicano la loro esperienza, le loro competenze e la loro passione alla realizzazione di una collezione unica al mondo. Essa riunirà, al solo scopo di tenere viva la memoria, le loro opere originali, identiche a quelle da loro stessi realizzate nel passato.
Si parla del progetto ModenArt a Milano AutoClassica, sabato 26 settembre alle 16.00 con il suo ideatore Jean Marc Borel e con il battilastra modenese Afro Gibellini.

PREMIO NAZIONALE PER IL MOTORISMO STORICO
Sabato 26 settembre alle 11.00 sul palco dello stand ASI viene consegnato ufficialmente il “Premio ASI per il Motorismo Storico”, che dal 2019 viene attribuito a quelle personalità che si siano dimostrate particolarmente vicine al settore. Lo scorso anno era stato assegnato alla Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, in riferimento alla sua grande sensibilità dimostrata in occasione del convegno “Il futuro del Motorismo Storico, un patrimonio culturale, turistico ed economico da salvaguardare e sviluppare”, organizzato da ASI nel 2018 a Palazzo Madama.
Il Premio ASI 2020 va all’ingegner Giampaolo Dallara, quale indiscusso protagonista della storia, del presente e del futuro motoristico nel panorama mondiale. Un uomo che ha fatto della sua Azienda un’eccellenza tecnologica, che ha investito nella sua storia aprendo un museo e che crede nel domani dando spazio e opportunità ai giovani.

LA GIORNATA NAZIONALE DEL VEICOLO D’EPOCA
Domenica 27 settembre si celebra in tutta Italia la Giornata Nazionale del Veicolo d’Epoca, iniziativa promossa da ASI per accendere i riflettori sul patrimonio tecnico e culturale del motorismo storico, eccellenza italiana che non ha pari al mondo. Un settore che è “industria sociale” capace di coinvolgere gli ambiti più disparati del quotidiano individuale. A partire dall’indotto diretto, rappresentato da tutta la filiera professionale che gravita intorno ai veicoli storici con gli addetti dei vari comparti: restauro, carrozzeria, meccanica, selleria, ricambistica, editoria. Ma c’è anche un corposo indotto indiretto nel quale rientrano, ad esempio, tutte le attività legate al turismo, all’accoglienza, alla cultura, all’enogastronomia.
In occasione della Giornata Nazionale del Veicolo d’Epoca, in tutta Italia sono organizzati raduni, esposizioni, mostre tematiche, convegni e tutto ciò che può raccontare la storia del motorismo, con l’obiettivo di far conoscere e comprendere quanta cultura c’è in questo settore.
Per l’edizione 2020, lo stand ASI a Milano AutoClassica è il fulcro di tutte le attività e tutti i tesserati ASI possono accedere alla Fiera di Milano Rho a bordo dei propri veicoli storici per esporli in un’area riservata adiacente ai padiglioni e visitare il salone a condizioni speciali.

OSPITI, TALK SHOW E PRESENTAZIONI
Il fitto programma di appuntamenti previsti sul palco dello stand ASI inizia venerdì 25 settembre alle 12.00 con una conferenza stampa di apertura, per seguire con i due talk delle 15.00 e delle 16.00 dedicati ai 90 anni Pininfarina già illustrati in precedenza. Altri incontri di sabato 26 vedono protagonisti il famoso collezionista Corrado Lopresto, che ripercorre i suoi primi quarant’anni di attività, l’autore Rino Rao per la presentazione del nuovo libro dedicato al grande pilota e gentiluomo Louis Chiron (editore ASI Service), Lorenzo Ardizio ed Elisabetta Cozzi (Museo Storico Alfa Romeo e Museo Fratelli Cozzi) per parlare dei 110 anni Alfa Romeo; domenica 27, infine, si conclude con la presentazione dei corsi di restauro avviati dal CAPAC di Milano con il supporto dell’ASI.

ASI salva la Collezione Morbidelli


Acquisite dall’Automotoclub Storico Ialiano 71 motociclette per le quali il Ministero per i Beni e le Attività Culturali aveva bloccato l’esportazione: la storia della moto rimane in italia e tornerà ad essere esposta a Pesaro

L’Automotoclub Storico Ptaliano ha rilevato 71 esemplari della preziosa Collezione Morbidelli, scongiurando la dispersione definitiva di un patrimonio che rappresenta l’evoluzione della motocicletta dalle origini agli anni ’50 del 1900. La maggior parte delle moto, infatti, era già stata affidata a Bonhams e portata in Inghilterra per essere venduta all’asta di Bicester del 14 e 15 agosto scorsi. ASI è riuscita ad acquistare il nucleo originario della Collezione dopo l’intervento del Ministero per i Beni e le Attività Culturali che ha bloccato l’esportazione dei pezzi con più di 75 anni. Anche il Comune di Pesaro ha avuto un ruolo fondamentale nella vicenda e metterà a disposizione una sede prestigiosa affinché la Collezione possa tornare ad essere visitabile.

Le motociclette salvate da ASI rappresentano 30 differenti marchi di tutto il mondo. La più datata è una rarissima Moto Rêve 275 del 1907; la più preziosa è senza dubbio la Benelli GP 4 250 Competizione del 1942: unico esemplare esistente al mondo progettato dalla Casa motociclistica pesarese, oggi valutato più di mezzo milione di euro. Per rimanere in territorio marchigiano – dove la tradizione e la passione per i motori hanno radici profonde – si può citare la Benelli GP 175 usata nel 1934 dal pilota iridato Dorino Serafini, anch’egli di origini pesaresi come il campionissimo Valentino Rossi.

La lista delle pregiate motociclette acquisite da ASI per rimanere patrimonio italiano è davvero lunga ed è il frutto della passione e della lungimiranza di Giancarlo Morbidelli – figura di spicco nel panorama motociclistico italiano – scomparso il 10 febbraio scorso dopo una vita passata ad inseguire il suo sogno a due ruote. Nato a Pesaro nel 1934, Morbidelli è stato un genio della meccanica, un brillante imprenditore, una leggenda del motociclismo che negli anni ’70 si è affermata vincendo otto titoli mondiali nelle classi 125 e 250. Nel 2000 aveva inaugurato il suo incredibile museo dedicato alla storia, all’evoluzione tecnica e alle competizioni motociclistiche.

“Gli scopi statutari dell’ASI – ha sottolineato il presidente Alberto Scuro – comprendono la tutela e la salvaguardia del motorismo storico in tutte le sue forme. Grazie al Ministero per i Beni e le Attività Culturali e alla sensibilità del ministro Dario Franceschini, sempre attento ai valori e all’importanza del motorismo storico, abbiamo salvato un patrimonio unico al mondo, che molto presto rimetteremo a completa disposizione del territorio e di tutti gli appassionati. La Regione Marche e la città di Pesaro, con il sindaco Matteo Ricci in prima linea, credono molto nel motorismo come leva fondamentale per il turismo e per un’offerta culturale di rara unicità e siamo orgogliosi di contribuire all’operato fatto finora”.

 

Targhe originali per i veicoli storici: un passo avanti per il loro recupero

Il deputato leghista Massimiliano Capitanio è il firmatario di un ordine del giorno al Decreto Legge Semplificazioni – presentato e approvato ieri alla Camera – che permetterebbe il recupero delle targhe originali per i veicoli storici. “Con questa approvazione – ha spiegato Capitanio – sarà possibile apportare modifiche al Codice della Strada per consentire l’immatricolazione dei veicoli di interesse storico con l’utilizzo della targa della prima iscrizione al PRA, ovvero ottenere una targa nel formato e nella grafica del periodo storico di costruzione o circolazione”.
Si tratta di un obiettivo da tempo perseguito dall’Automotoclub Storico Italiano che finalmente si sta concretizzando: un ulteriore segno di sensibilità da parte delle forze politiche per la valorizzazione dei veicoli storici conservati in Italia.

“I veicoli storici – ha dichiarato il deputato Giovanni Tombolato – sono un patrimonio da preservare: consentire ai collezionisti l’utilizzo della targa di prima immatricolazione è un modo per andare incontro a questo mondo di cultura e passione. Insieme ai senatori della Lega Maria Gabriella Saponara, Ugo Grassi e Stefano Corti e con la preziosa collaborazione dell’ASI abbiamo steso un testo che mira alla piena fattibilità dell’iniziativa”.

“Dopo aver ottenuto la conservazione dei documenti originali anche con l’entrata in vigore del Documento Unico di Circolazione – ha evidenziato Alberto Scuro, presidente ASI – ecco un’altra bella notizia per gli appassionati, a riprova che la Federazione è un punto di riferimento serio e competente per il legislatore. La strada che stiamo percorrendo vuole portare a normative nazionali che tutelino sempre di più e sempre meglio i veicoli storici”.

Automotoretrò e Automotoracing tornano a Lingotto Fiere dal 28 al 31 gennaio 2021

TORINO, 21 settembre – La paura c’è stata. La speranza però non è mai morta. Abituati a ricevere il comunicato stampa che annunciava la successiva edizione, una settimana dopo che si era conclusa quella precedente, non avendo notizie sull’edizione 2021 di Automotoretrò e Automotoracing abbiamo temuto il peggio. Di manifestazioni prestigiose annullate ce ne sono state molte, a cominciare dal Salone di Ginevra, ma sapevamo che Beppe e Alberto Gianoglio (in arte B&A) stavano lavorando per mettere in cantiere la migliore delle edizioni possibili.

E adesso è arrivata, con un sospiro di sollievo da parte di tutti, la locandina 2021. E tutti abbiamo già bloccato in agenda il fine settimana del 28-31 gennaio. Buon Automotoretrò e Automotoracing a tutti

33° Rally Lana, Gruppo Racing Start: Rustichelli-Scavino escono alla distanza

Gara dominata nelle prime fasi dalla Mini Cooper di Azzaretti Spagnolo che siglano il miglior tempo nelle prime cinque prove speciali, prima di essere costretti al ritiro e dare via libera all’equipaggio della Peugeot 208. Di Tommaso M. Valinotti. Foto Elio Magnano

BIELLA, 12 luglio – Successo di Alberto Rustichelli-Luca Scavino (Mini Cooper RST), che ereditano la prima posizione dopo la fuga e il ritiro di Fabio Azzaretti e Claudia Spagnolo, dominatori della prima tappa e della speciale di Curino mattutina con la loro Mini Cooper RSTB 1.6.

Si comincia con la speciale di Rosazza e Azzaretti-Spagnolo mettono in chiaro le loro intenzioni segnando immediatamente il miglior tempo, con 10” sulla Peugeot 208 di Rustichelli-Scavino. Le due vetture turbo fanno il vuoto nei confronti degli altri concorrenti con Marco Puddu-Ornella Blanco Malerba che pagano 27”4 con la loro Peugeot 306 S16 migliore delle vetture aspirate. Pagano addirittura 1’39”5 Massimo Mattiazzo-Viviana Previato (Peugeot 206 GTI RS 2.0), in difficoltà nei tornanti della speciale, preceduti anche dalla Citroën Saxo RS 1.6 di Massimiliano Di Martino-Giada Prione. Azzaretti continua la sua cavalcata sulla successiva Tracciolino, migliorandosi nella classifica assoluta (da 68° a 53) e allungando ancora su Rustichelli a 13” netti, quindi Puddu a 30”2, poi Mattiazzo che sfrutta la prova più fluida e fa meglio della meno potente Citroën di Di Martino.

Si ritorna sulla Rosazza e ancora una volta Azzaretti fa meglio di Rustichelli, questa volta di 19”7, con Puddu terza forza e Di Martino che sfrutta l’agilità della Saxo per fare meglio di Mattiazzo ancora in difficoltà nei tornanti. La profonda notte si chiude con una prestazione bomba di Azzaretti-Spagnolo che segnano il 35esimi tempo assoluto nella Tracciolino con 23”3 su Rustichelli-Scavino, quindi Puddu, Di Martino e Mattiazzo.

La prima tappa si chiude con Azzaretti 49esimo assoluto che vanta un vantaggio di 1’06” su Rustichelli ed è molto soddisfatto del suo esordio sulla Mini, mentre Rustichelli è divertito dalla prova anche se ha centrato una pietra in prova, che ha disturbato anche Marco Puddu, che paga 2’21” di ritardo. Alle spalle della Peugeot, a 3’44”5 c’è la Citroën di Di Martino, e Mattiazzo chiude a 5’53”4 soddisfatto per essere ancora in gara.

Non cambia nulla alla luce del sole con la prima Curino e Azzaretti che si diverte sulla strada già sporca e stacca di 16” il solito Rustichelli, Di Martino a 27”1 che fa meglio per 2/10 di Puddu, con Mattiazzo che chiude la striscia. A due prove dalla fine Azzaretti-Spagnolo sono in 46esima posizione assoluta, solidamente al comando con 1’22” su Rustichelli, che precede Puddu, Di Martino e Mattiazzo.

Sembra non ci possano essere emozioni, ma nel successivo passaggio a Curino Azzaretti-Spagnolo sono costretti al ritiro dando via libera a Rustichelli-Scavino che segnano il miglior tempo nelle successive due prove speciali, andando a vincere il Gruppo Racing Start con 1’50”6 su Puddu-Blanco Malerba, che precedono nettamente Di Martino-Prione e Mattiazzo-Previato.

  • Iscritti 5, verificati 5, classificati 4, ritirati 1.
  • Vincitori Prove speciali: 4 Azzaretti-Spagnolo (1, 2, 3, 4; 5); Rustichelli-Scavino (6, 7)
  • Leader di classifica: 1-5 Azzaretti-Spagnolo; 6-7 Rustichelli-Scavino.

33° Rally Lana, Classe RSTB.16: Rustichelli-Scavino, cambiano classe e vincono

L’equipaggio astigiano abbandona la Clio RS, e passa alla Peugeot con la quale insegue per cinque prove Azzaretti-Spagnolo per poi prendere il largo quando questi si fermano. Di Tommaso M. Valinotti. Foto Elio Magnano

BIELLA, 12 luglio – Gara che riprende pari pari l’andamento del Gruppo Racing Start con Fabio Azzaretti e Claudia Spagnolo che volano nelle prime cinque prove speciali, con un fantastico 35esimo tempo nella notte più profonda sulla seconda Tracciolino e devono poi arrendersi sulla Curino di mezzogiorno e lasciano via libera ad Alberto Rustichelli-Luca Scavino, inizialmente iscritti in Classe Racing Start 2000 con una Clio e poi trasferiti in questa categoria salendo solitaria sul gradino più alto del podio.

Sono felicissimo di questo risultato, la mia prima vittoria di classe. Questa è la mia quinta gara, la prima con la Peugeot 208 e di quest’anno, dopo aver corso lo scorso anno con la Clio RS di Classe RS 2.0. anche perché di solito vado ai rally per fare assistenza sulle prove speciali con il carro attrezzi”.

  • Iscritti 1, verificati 2, classificati 1, ritirati 1.
  • Vincitori Prove speciali: 4 Azzaretti-Spagnolo (1, 2, 3, 4; 5); Rustichelli-Scavino (6, 7)
  • Leader di classifica: 1-5 Azzaretti-Spagnolo; 6-7 Rustichelli-Scavino.

33° Rally Lana, Classe RS 2.0: Nessuno contrasta la cavalcata di Marco Puddu e Ornella Blanco Malerba

I portacolori di Biella Corse viaggiano tranquilli al comando dall’inizio alla fine. Di Tommaso M. Valinotti. Foto Elio Magnano

BIELLA, 12 luglio – Gara senza problema per Marco Puddu e Ornella Blanco Malerba che vincono con largo margine il confronto con Massimo Mattiazzo-Viviana Previato, loro unico avversario in categoria, dopo che Alberto Rustichelli e Luca Scavino sono migrati in sede di verifica in Classe RSTB.

L’equipaggio della Peugeot 306 S16 prende il comando fin dalla prima prova speciale con 1’12” sulla Peugeot 206 GTI, chiudendo la prima tappa 79esimi assoluti con 3’31”7 sugli avversari. Nei tre passaggi domenicali sulla Curino Puddu-Blanco Malerba risalgono altre dieci posizioni nella classifica assoluta, chiudendo 69 esimi con 4’49”8 su Mattiazzo-Previato, felici di aver visto il podio finale

Iscritti 3, verificati 2, classificati 2, ritirati 0.

Vincitori Prove speciali: Puddu-Blanco Malerba (1, 2, 3, 4; 5, 6, 7)

Leader di classifica: 1-7 Puddu-Blanco Malerba

ASI Giovani in tour a Modena Motor Gallery

La Giornata Nazionale del Veicolo d’Epoca in programma domenica 27 settembre 2020 sarà celebrata in tutta Italia con iniziative e manifestazioni dedicate al motorismo storico (nel pieno rispetto dei DPCM anti-Covid). Il salone “Modena Motor Gallery” si inserirà nei festeggiamenti grazie alla partecipazione ufficiale dell’Automotoclub Storico Italiano. In particolare, la Federazione nazionale di riferimento dedicherà ai giovani la sua presenza al salone modenese: la Commissione Giovani dell’ASI punterà i riflettori sui veicoli di interesse collezionistico più recenti e animerà le aree esterne del quartiere fieristico con attività dinamiche.
Inoltre, “ASI Giovani in tour” sarà anche un raduno per portare i partecipanti alla scoperta delle tante eccellenze motoristiche emiliane. Sabato 26 e domenica 27 settembre i giovani appassionati si daranno appuntamento nel cuore della Motor Valley iniziando il tour presso l’Azienda Agricola Hombre, dov’è custodita la Collezione Panini dedicata al marchio Maserati. Nel pomeriggio del sabato proseguiranno alla volta di Maranello per la visita del Museo Ferrari, concludendo all’Arena Gremiole con cena e “drive-in”. La giornata di domenica 27 si svolgerà interamente a Modena Motor Gallery, dov’è prevista la partecipazione di ASI con un proprio stand espositivo nel padiglione B.
L’evento gode del patrocinio del Comune di Maranello e vede il coinvolgimento dell’Associazione Città dei Motori.

Nuovo calendario delle sedute di omologazione ASI

Dopo aver emanato le nuove linee per lo svolgimento delle sessioni di omologazione e delle manifestazioni nel rispetto delle misure anti contagio, le Commissioni Tecniche Nazionali Auto e Moto dell’Automotoclub Storico Italiano hanno aggiornato il calendario delle sedute di verifica per il rilascio del Certificato di Identità ASI e della Carta di Identità FIVA.

I nuovi calendari delle sessioni di certificazione auto e moto sono stati stilati in modo da recuperare l’inevitabile arretrato dovuto all’emergenza Covid-19, a causa della quale sono state annullate tutte le sedute previste nei mesi di marzo, aprile e maggio. Le modalità di svolgimento restano quelle di sempre, con alcune precauzioni di natura sanitaria come l’uso delle mascherine e degli igienizzanti, messi a disposizione dagli organizzatori. Viene esaminato un solo veicolo alla volta, ma tutto può avvenire con l’efficacia di sempre, adottando le misure di sicurezza del protocollo approntato il collaborazione con la Commissione Legale dell’ASI.

I nuovi calendari sono pubblicati sul sito dell’Automotoclub Storico Italiano a questo link:

http://www.asifed.it/calomologazioni/

457 Mauto Experience apre la stagione del Museo dell’Automobile di Torino con “Quelli che la 500”

Testo e foto di Tommaso M. Valinotti

TORINO, 30 giugno – Si è chiusa ieri, lunedì 29 giugno, una retrospettiva dedicata alla Fiat 500 ospitata nella Piazza del Museo dell’Automobile di Torino dal significativo titolo “Quelli che la 500”, realizzata in collaborazione con Ruzza Torino. Una mostra durata pochissimo, complice l’emergenza Coronavirus, ma di grande impatto emozionale, non solo per “quelli che la 500” l’hanno vissuta come prima macchina, con la quale ha iniziato a guidare o è arrivato a vedere il mare per la prima volta.

Erano 23 le auto esposte, con la centro la Fiat 500D del 1962 appartenuta al presidente Sandro Pertini, che la guidava personalmente per le vie di Roma, ora esposta in modo permanente dopo che Carla Voltolina, moglie di Pertini, l’ha donata al Museo. Ovviamente la 500 ha dei progenitori che possono essere tranquillamente identificati nella 500 degli anni Trenta e la rassegna si apre con una splendida “Topolino” del 1936 affiancata da una versione barchetta costruita in Toscana nel 1951.

E finalmente si arriva alla 500 degli anni Cinquanta o come venne definita all’epoca alla “Nuova 500” presentata il 4 luglio 1957, per distinguerla dalla Topolino. E c’è una appunto una Nuova 500 del 1957, affiancata da una Bianchina Trasformabile del 1958, costruita giusto pochi mesi dopo la sua presentazione ufficiale, avvenuta nel settembre del 1957. Quindi una sequenza di 500 nelle varie declinazioni: F del 1965, L del 1968 ed R del 1972. La rassegna sul lato vetrata si chiudeva con tre vetture griffate Abarth, una moderna 695 Biposto una 595 SS del 1965 ed una 595 del 1963 che venne usata come vettura prova dalla stampa.

Attraversata la piazza è la volta dell’erede della 500, la 126 del 1972 disegnata da Pio Manzù, affiancata dall’ultimo esemplare di 500 prodotto (31 luglio 1985), quindi la Cinquecento (ormai solo più di nome e non di fatto) prodotta dal 1991 al 1998, la Giardiniera del 1960, che indossò il marchio Autobianchi nel 1971, la Bianchina Panoramica prodotta dal 1960 al 1969, l’interessante Ferves Cargo, in bella mostra di fianco alla 500 Jolly una spiaggina realizzata da Giovanni Vernagallo, l’ecologica 500 Hybrid del 2020 e infine due Giannini, la 650 NP del 1967 che vinceva le corse e 350 GP4 di Gram Torino che con i suoi 300 cavalli e le quattro ruote motrici è probabilmente la 500 più cattiva mai prodotta.

ORARI DI APERTURA DEL MAUTO

venerdì-sabato-domenica: dalle 10 alle 19

lunedì: dalle 10 alle 14

La biglietteria chiude un’ora prima del museo; consigliato l’acquisto on line dei biglietti.