Massimo Marasso e la maledizione del numero 9

Tre gare con il numero nove per il pilota langarolo, due ritiri e un pesante ritardo in classifica a Biella non possono che rendere un po’ superstiziosi. Di Tommaso M. Valinotti.

BIELLA, 12 luglio – “Io il nove proprio non lo volevo”. Infatti la gara non è stata fortunata e le due precedenti volte che Massimo Marasso è partito con il numero 9 sulle portiere (Valli Vesimesi 2008 e Rally Team 2011, sempre su Clio S1600 affiancato da Marco Canuto) si è ritirato anzitempo; uscendo rovinosamente di strada già alla seconda prova al Team (“gran brutto incidente” ricorda ancora oggi), mentre al Valli Vesimesi si è fermato nel primo passaggio sulla Madonna della Neve, mentre era secondo di Classe S1600. Per lo meno al Lana è riuscito a vedere l’arrivo. È già un passo avanti.

Buon compleanno Ari

TUUPOVAARA (Finlandia), 27 aprileAri Pieti Uolevi Vatanen è nato 68 anni fa a Tuupovaara, in Finlandia, quasi ai confini con la Russia. Una carriera ricca e vittoriosa che gli ha fruttato un titolo mondiale nel 1981 (affiancato da David Richards su Ford Escort RS 1800), dieci vittorie nei rally di Campionato del mondo (fra i quali due volte l’Acropoli – 1980 e 1981 con Richards su Ford Escort RS; un Mille Laghi 1981, Safari 1983 con Terry Harryman su Opel Ascona 400; Sanremo 1984 e Montecarlo 1985 con Terry Harryman su Peugeot 205 T16, brindando con il latte al posto del tradizionale champagne), e quattro Dakar. È stato protagonista di un terribile incidente al Rally di Argentina del 1985 ed è stato anche eurodeputato dal 1999 al 2009.

Addio Sir Stirling (Moss), re senza corona della Formula 1, primatista della Mille Miglia

Si è spento nella giornata di Pasqua a Londra dopo lunga malattia. Aveva 90 anni.

LONDRA (Inghilterra), 12 aprile – Lo chiamavano il “re senza corona”. E avevano ragione. Piloti fra i più veloci di sempre nella storia delle corse automobilistiche, Sir Stirling Moss era giunto secondo per quattro anni consecutivi nella corsa al titolo di Campione del Mondo in Formula 1 (1955/1956/1957/1958), seguiti da altri tre piazzamenti a podio (1959/1960/1961), salendo sul gradino più alto del podio in 16 gare, segnando 19 giri veloci e ottenendo 16 pole position in 66 Gran Premi disputati. Ma è sopratutto ricordato per aver vinto l’edizione record della Mille Miglia (1955), l’edizione che rimane maggiormente nella memoria e nella mitologia degli appassionati. La prima edizione ad alto impatto mediatico, perché documentata puntualmente dal (coraggioso) reporter inglese Denis Jenkinson stabilendo con la loro Mercedes 300 SLR con il numero 722 un record che rimane imbattuto.

Moss vinse anche la 24 Ore di Le Mans del 1956, corse anche il Rally di Montecarlo (1951) e concluse anticipatamente la sua carriera di pilota ai massimi livelli a 42 anni per un incidente a Goodwood in cui rischiò la vita e rimase paralizzato per sei mesi. Incidente che spense il sogno di passare alla Ferrari per l’anno successivo. Britannico fino all’osso “È meglio perdere con onore su una vettura inglese che vincere con una vettura straniera”, corse con le Ferrari nella categoria GT portando al successo una 250 SWB vincendo il Tourist Trophy del 1960 e 1961, mentre in Formula 1 ha guidato HW Motors, ERA, Cooper, Maserati, Mercedes, Vanwall e Lotus. Il 21 maggio 2000 è stato nominato cavaliere, godendo così del titolo di Sir, mentre nel 2008 la Mercedes gli dedica un modello speciale della top car SLR-McLaren, denominata appunto “Stirling Moss”.

Moss, che spesso era presente ai grandi appuntamenti dell’automobilismo da corsa, si è spento il giorno di pasqua all’età di 90 anni dopo una lunga malattia.

Schegge dal Val Merula. Renzo e Alice Grossi, padre figlia a un passo dai migliori dieci

Padre e figlia savonesi ottengono il loro miglior risultato nella gara di casa, spinti dal tifo della nonna, della mamma e anche dell’ex navigatore. Testo e foto di Tommaso M. Valinotti

ANDORA (SV), 9 febbraio – La top ten sfiorata. Dopo esserci entrati nel terzo passaggio, hanno perso due posizioni nella speciale finale chiudendo 11esimi assoluti, decimi di Classe R5 (migliorando comunque le uscite dei due anni precedenti, precedute da due uscite di strada nel 2016 e 2017). Non perdendo certo il sorriso. Loro sono Renzo e Alice Grossi, padre e figlia, in gara con la Škoda Fabia di PA Racing. Renzo Grossi, 57 anni titolare dell’albergo ristorante “Bergallo” di Bardino Vecchio (una frazione di Tovo San Giacomo, sui monti nell’entroterra di Finale Ligure) ha iniziato a gareggiare nel 1987 con una Citroën AX Sport al Rallye di Sanremo, affiancato da Angelo Pasquali. Una gara l’anno in media, sempre con lo stesso navigatore, sino al Rally di Monza del 2015, quando sul sedile di destra è salita la figlia Alice, 33 anni, biologa-ricercatrice all’ospedale Gaslini di Genova, che da allora non ha più lasciato il suo posto. Dieci gare insieme, con la soddisfazione del secondo posto assoluto su Lancia Delta HF nel rally storico di casa, il Monti Savonesi dell’autunno scorso.

Ho iniziato a correre con Angelo Pasquali esattamente l’anno in cui è nata Alice. Solitamente quando nasce un figlio, si appende il casco al chiodo. Io ho fatto esattamente il contrario. Correre con la figlia dà un minimo di apprensione ma è un’emozione impagabile” commenta papà Renzo, mentre Alice rimarca:

Mi piace molto correre e fare la navigatrice. Papà vorrebbe che guidassi qualche volta, ma non mi interessa. Preferisco essere al suo fianco. Infatti tutte le gare che ho disputato le ho fatte con lui. E continuerò così”.

All’arrivo una claque ad applaudirli sul palco formata nonna Jose, presente a tutte le gare, mamma Rosanna, fondamentale nel suo ruolo di cuoca al ristorante, e naturalmente Angelo Pasquali, che non disdegna di fare una foto insieme al suo equipaggio preferito.

Schegge dal Val Merula: Maurizio Rossi, un senatore in prova speciale

Piccoli contrattempi, con tanto di brivido, rallentano l’equipaggio genovese, che non demorde e chiude sorridente in pedana. Testo e foto di Tommaso M. Valinotti

ANDORA (SV), 9 febbraio – Imprenditore (presidente dell’emittente televisiva PrimoCanale), senatore della repubblica dal 2013 al 2017, ma soprattutto rallista. Maurizio Rossi si è presentato al via della settima Ronde della Val Merula su una Peugeot 207 S2000 affiancato dalla navigatrice, genovese come lui, Marta De Paoli, che lo affianca dalla gara savonese dello scorso anno. Sistemati gli impegni politici e aziendali, Maurizio Rossi lo scorso anno ha preso parte a sei gare e anche quest’anno ha intenzione di essere della partita più e più volte; nelle moderne con la Peugeot 207 S2000 e nelle storiche con l’Alfetta GT con la quale ha conquistato l’ultima delle sue cinque vittorie assolute (Lanterna Storico 2015)

Il Val Merula non è stato fortunatissimo per l’equipaggio genovese che ha chiuso in 45esima posizione assoluta, risultato decisamente inferiore alle aspettative di Rossi-De Paoli, rovinato dall’apertura del cofano nel terzo passaggio sul Passo del Ginestro, quando viaggiavano a cannone in quarta piena, seguita dalla rottura della leva del cambio nella speciale successiva. Ma non per questo rassegnati. E pronti a rifarsi dalla prossima occasione.

Ronde Val Merula: Danilo Ameglio, sbarca Marinotto e prende a bordo Michelle

Gli impegni di lavoro del tradizionale navigatore del pilota imperiese, costringono il funambolo della Valle Impero a prendere a bordo la figlia Michelle. Che si dimostra pienamente all’altezza del compito. Testo e foto di Tommaso M. Valinotti/Kaleidosweb

ANDORA (SV), 9 febbraio – Nemmeno i cospirazionisti più accaniti, quelli che vedono intrighi dietro ogni angolo, avrebbero potuto pensare a una congiura. Danilo Ameglio, dopo 31 anni di sodalizio quasi ininterrotto (dei 141 rally disputati 137 li ha vissuti con lo stesso navigatore, a cominciare Sanremo del 1989), corre un rally senza Massimo Marinotto, per far salire sul sedile di destra la figlia ventenne (esordiente) Michelle. Che il suo abituale navigatore non potesse essere presente sulla velocissima Peugeot 106 di Ameglio i due lo sapevano da parecchio tempo (complice gli impegni di lavoro di Marinotto, presente in pedana a fare il tifo nel momento della partenza e dell’arrivo, di professione taxista a Sanremo, incollato alla sua vettura nei giorni del festival). Quindi, perché non sfruttare l’occasione per far esordire Michelle, che non ha mai corso, ma di giornate al volante di un kart ne ha passate parecchie?

E così la ragazzina ha staccato la licenza e si è seduta a fianco di papà per disputare la 7° Ronde della Val Merula che ha regalato il “solito” risultato al 53enne pilota imperiese: 12° assoluto, primo di Classe A6, primo di Due Ruote Motrici, preceduto unicamente da vetture quattro ruote motrici, come R5, WRC e S2000.

È stata una gran bella gara e mia figlia è stata molto brava. Si è migliorata prova dopo prova e nell’ultimo passaggio è stata perfetta. Cosa ho perso non potendo avere a disposizione l’esperienza di Massimo, l’ho recuperato con i 30 chili di peso in meno di mia figlia. Io non ho avuto nessun problema psicologico a correre con lei e non ho mai pensato di dovermi comportare diversamente perché al mio fianco c’era Michelle e non Massimo”.

E che Michelle sia andata in crescendo lo dimostrano anche i tempi in gara, con il miglior riscontro cronometrico siglato nel quarto e ultimo passaggio, quando tutti tirano un po’ i remi in barca (e quando mai Danilo Ameglio ha tirato i remi in barca?) e puntano solo a vedere la pedana di arrivo. E la ragazzina si è subito dimostrata in grado di reggere lo stress di stare a fianco di un pilota che proprio a passeggio non va. “Non ero nemmeno mai andata a fare le ricognizioni o prendere le note. In questa gara per me è stato tutto nuovo. All’inizio ho dovuto superare quel pizzico di emozione, ma poi tutto è andato bene e sono molto felice di questo risultato” commenta Michelle, che nella vita lavora nella concessionaria del padre che “è sempre molto esigente, ma in gara lo è in modo diverso”.

E che sia soddisfatta di questa esperienza lo dimostra il fatto che a chi gli chiedeva chi fosse il suo idolo rallistico, ha risposto prontamente:

Papà”.

Giorgio Bernardi: alla scoperta della Sardegna

Ritorna il Campionato Italiano Junior, che nel fine settimana  approda in Sardegna per una doppia tappa assieme ai big del mondiale e del CIR. Per il pilota saluzzese l’imperativo categorico è di risalire la classifica dello Junior con una gara fatta di buone prestazioni ma senza eccessi, oltre ad esserci la curiosità del confronto (a distanza) con i migliori piloti del mondo e riscattare la delusione dell’Adriatico. Anche ad Alghero a fianco di Bernardi ci sarà la navigatrice di Bassano del Grappa Giulia Zanchetta e insieme  vestiranno i colori della scuderia veneta Sport&Comunicazione sulla Ford Fiesta R2T curata da Motorsport Italia

MARTINIANA PO (CN), 10 giugno – “In Sardegna non ci sono mai stato, nemmeno da turista. Una splendida occasione di conoscere un pizzico di quest’isola di cui dicono meraviglie. Peccato che gli impegni agonistici mi impediranno di fare il turista, dovendomi concentrare sulla gara”.

Giorgio Bernardi si prepara ad affrontare il Rally Italia Sardegna 2019, valido come ottava prova del Campionato Mondiale Rally, per il Campionato Italiano Rally, il Campionato Italiano Rally Terra, ma soprattutto, come terzo (prima tappa) e quarto (seconda e terza tappa) appuntamento del Campionato Italiano Rally Junior, che è l’obiettivo stagionale del pilota saluzzese. Bernardi ha rapidamente archiviato il passo falso dell’Adriatico e guarda con ottimismo alla prossima gara.

Non è la prima volta che esco rovinosamente di strada e l’incidente fa parte del gioco. L’Adriatico era iniziato male ed è finito peggio, con un’uscita di strada in un momento in cui non stavo assolutamente forzando. Capita, e non ci penso più. Tornato a casa mi sono tuffato sul lavoro, che mi ha preso intensamente fino a pochi giorni fa quando ho puntato nuovamente l’attenzione sulla prossima gara”.

Giorgio Bernardi, che ad Algero sarà affiancato da Giulia Zanchetta, come già accaduto nelle tre precedenti gare si questa stagione, per i colori  della scuderia veneta Sport&Comunicazione, è ansioso di accendere il motore della sua Ford Fiesta R2T curata da Motorsport Italia.

Sono veramente curioso di vedere come andranno le cose. Siamo nel contesto del Mondiale Rally e questo sicuramente aggiunge ancora più interesse alla gara.  Perché su ogni prova speciale ti confronti cronometricamente con chi punta alla corona iridata. Sarà interessante vedere i distacchi, anche solo per semplice curiosità, ben consapevoli che loro sono al volante delle vetture oggi più performanti sulle prove speciali, guidate dai migliori piloti al mondo. Sono inoltre curioso di vedere come i miei avversari dello Junior affronteranno questo rally lunghissimo, con oltre 300 km di prove speciali, alcune delle quali particolarmente lunghe e in rapida successione, come accadrà sabato 15 giugno con il doppio passaggio sulle speciali Monti di Alà e Monte Lerno, 56 km cronometrati interrotti solo da un piccolo trasferimento di nemmeno due chilometri. Una conformazione di gara che non ho mai affrontato, visto che il rally più lungo che ho disputato finora è stato il Sanremo 2014 che aveva 222 km di tratti cronometrati, con la Ronde di 36 chilometri senza soluzione di continuità”.

Il pilota di Martiniana Po parte sereno e ottimista.

Il campionato è ancora lungo e il Sardegna rappresenta il giro di boa della stagione. Con il sistema dei punteggi del CIR-Junior, che prevede uno scarto su sette gare, siamo ancora saldamente dentro i giochi, ma d’ora in avanti non possiamo più sprecare occasioni. Sarà importante ottenere il miglior risultato possibile, senza prendere eccessivi rischi per rimontare la classifica che, dopo la buona partenza di Sanremo, con il passo falso di Cingoli che ci ha visti scendere in quinta posizione. Personalmente sono curioso di capire come mi posizionerò in questa gara all’interno dello Junior e della classifica assoluta. E sono altrettanto curioso di scoprire come si comporteranno i miei avversari, visto che questo è un rally difficile da interpretare e molto importante sotto il profilo del punteggio per il doppio appuntamento. Noi cercheremo di interpretarlo nel migliore dei modi” dice Bernardi, ma tiene per sé le strategie che ha studiato.

Il Villaggio Rally del Rally Italia Sardegna 2019 si animerà da lunedì 10 giugno con le verifiche amministrative ad Alghero dalle ore 13.00 alle 21.00; la giornata di martedì 11 giugno, dalle ore 8.00 alle ore 19.00 è dedicata alle ricognizioni delle prove della prima giornata di gara, mentre mercoledì 12 giugno (ore 8.00-17.00) si potranno visionare le prove del secondo giorno e dalle 16.00 in poi si precederà alle verifiche tecniche.

Giovedì 13 si accendono i motori delle vetture da corsa con lo Shakedown a Olmedo dalle ore 9.00 alle 14.00 (per i piloti dello Junior dalle 12.30 alle 14.00), cui seguirà alle 16.00 il via ufficiale della gara dai Bastioni Magellano di Alghero, la prova spettacolo di Ittiri Arena Show dalle 17.00 e l’ingresso in Riordino notturno alle 18.00. La prima tappa proseguirà nella giornata di venerdì 14 giugno con partenza alle 6.00 e rientro ad Alghero alle 18.40 a conclusione della prima tappa. Sabato 15 giugno si riparte prestissimo, alle 5.20 per affrontare due volte le tre prove speciali e chiudere la giornata alle 20.35 preparandosi per il gran finale di domenica 16 giugno e il podio di premiazione ai Bastioni Magellano di Alghero per festeggiare i vincitori a partire dalle ore 15.00.

L’edizione 2019 del Rally Italia-Sardegna si svilupperà su 1383,64 di percorso suddivisi in 19 prove speciali, pari a 310,52 km di tratti cronometrati, tutti su terra.

Vincenzo Torchio sfida la cabala al Rally “Il Grappolo”

La gara di casa è spesso la più ostica. E per il pilota astigiano non smentisce questo assioma il Grappolo, rally che non ha mai visto il pilota di Celle Enomondo vincere la classe, anche se qui, lo scorso anno, conquistò il suo miglior risultato nella classifica assoluta. Anche per l’edizione 2019 il portacolori della scuderia astigiana Eurospeed parte con la massima determinazione confidando sul navigatore Mauro Carlevero, che vive proprio in una frazione di San Damiano, e la Citroën Saxo curata da Gianuzzi Motors, per confermarsi al vertice della Michelin Zone Cup e conquistare, finalmente, il successo di categoria.

CELLE ENOMONDO (AT), 27 maggio – “Al Grappolo ho ottenuto il mio miglior risultato assoluto in carriera. Ma non sono mai riuscito a vincere la classe”. La gara astigiana è un mix di luci e ombre per Vincenzo Torchio che nelle sue due precedenti partecipazioni ha chiuso entrambe le volte secondo di Classe A6, anche se lo scorso anno chiuse sesto assoluto, che rappresenta il suo miglior risultato in carriera.

Dopo quasi vent’anni di assenza ‘Il Grappolo’ è ritornato, proposto in formato Rally Day il 10 dicembre del 2016. Giornata soleggiata, ma clima gelido, invernale, classico di quel periodo e circa 110 iscritti al via. In Classe A6 eravamo in cinque, ma tutti con il coltello fra i denti. Fu una battaglia per tutta la gara e io e Marco Piteo chiudemmo dodicesimi assoluti e secondi di classe a soli 5”7 da uno specialista come Antonio Rotella, pagando, soprattutto nelle ore mattutine più fredde, la mancanza delle gomme morbide, le più adatte con il clima freddo. L’anno successivo non riuscii a partecipare in quanto la mia Saxo non era pronta”.

Venendo alla scorsa edizione il pilota di Celle Enomondo ricorda: “Nel 2018 il rally di San Damiano è diventata gare nazionale e sono arrivate le top car come le Škoda Fabia R5 (che infatti hanno monopolizzato il podio) e si gareggiò in una tropicale giornata di agosto e corsi affiancato da Mauro Carlevero, che è proprio di San Damiano. Una gara che era subito partita al fulmicotone con un duello sul filo del secondo con Omar Bergo, altro pilota noto per la sua velocità. E ce la stavamo giocando con lui vincendo due delle quattro prime prove disputate sino a quando sulla Ronchesio-2 scodammo e toccammo violentemente nel muro di una casa danneggiando il posteriore, perdendo 27” dal biellese, mettendoci in pratica fuori dai giochi. Alla fine chiudemmo secondi di categoria staccati di 19”9 recuperando soprattutto nella classifica assoluta e finendo sesti. Un gran bel risultato, che però ha lasciato quel pizzico di amaro in bocca, visti i tempi registrati, fra i quali un quinto assoluto (non dimentichiamoci le cinque R5 presenti e le altrettante Mitsubishi Lancer presenti) sull’ultima Monale”.

Dimenticando per il momento il passato, il portacolori della scuderia astigiana Eurospeed, analizza quella che potrà essere la prossima edizione del Grappolo. “Ripetere quest’anno il sesto posto della scorsa edizione con la Citroën Saxo di Classe A6 sarà impossibile, visto che sono previsti oltre un centinaio di iscritti e, soprattutto una quindicina fra R5, R4, N4 e S2000. Vetture che quando mostrano i muscoli in velocità fanno paura. L’obiettivo nell’assoluta, quindi, sarà ripetere l’ottimo risultato del Valli Cuneesi di fine aprile. Sarà battaglia in Classe A6, dove punto a conquistare il successo che mi è mancato nelle scorse stagioni” afferma il pilota di Celle Enomondo “anche se non sarà facile vista l’agguerrita concorrenza che ho già incontrato nelle Valli Occitane. Sarà importantissimo un risultato positivo in Classe A6 anche perché il Grappolo è la seconda prova della Michelin Zone Cup di cui sono al comando per la mia categoria. Quindi sarà fondamentale continuare ad ottenere dei buoni risultati”.

Per quanto riguarda la gara il pilota della Citroën Saxo VTS curata da Gianuzzi Motors ha le idee chiare. “Le prove sono bellissime. Non ne ho una che mi piace di più; semplicemente direi che sono tutte le mie preferite. Sentimentalmente sono legato alla Revigliasco, con l’inversione di Celle Enomondo, a pochi passi da casa mia ed il velocissimo costone di Moncaretto; ma sono tutte da adrenalina a mille. Sono prove velocissime dove bisogna spingere a fondo dal primo all’ultimo metro. Certo non avendo una vettura delle classi maggiori sarò penalizzato dalla minore potenza che serve su queste speciali dove i cavalli contano, ma cercheremo di farci valere”.

Il 4° Rally “Il Grappolo entra nel vivo con le verifiche sportive e tecniche sabato 1 giugno dalle 8.00 alle 13.30 a San Damiano d’Asti, mentre sulla Strada Provinciale 13 fra Revigliasco e Celle Enomondo dalle 13.00 alle 16.00 si svolgerà lo Shake Down. Alle 18.30 da Piazza 1275 e Libertà di San Damiano inizieranno le partenze del rally e immediatamente dopo, alle 18.57 scatterà la prova speciale di Ronchesio. Dopo il riposo notturno che dura dalle 19.15 alle 8.30 di domenica 2 giugno, la gara ripartirà per affrontare le restanti sette prove speciali prima di concludersi alle 17.25 nella piazza di fronte al municipio con le premiazioni in pedana dopo aver percorso 234,57 di cui 78,41 di prove speciali.