In Europa quinto calo a doppia cifra consecutivo per il mese di novembre, il peggiore dal 1993: -17,5%


In termini di immatricolazioni, il 2021, in UE-EFTA-UK, potrebbe chiudere poco sotto i livelli dello scorso anno. Per il 2022, ancora nubi all’orizzonte: oltre alla crisi dei semiconduttori, occorrerà monitorare con attenzione i rincari delle materie prime e, ovviamente, l’evolversi delle normative legate alla transizione ecologica
Torino, 17 dicembre 2021 – Secondo i dati diffusi oggi da ACEA, nel complesso dei Paesi dell’Unione europea allargata all’EFTA e al Regno Unito1 a novembre le immatricolazioni di auto ammontano a 864.119 unità, il 17,5% in meno rispetto a novembre 2020.
Nei primi undici mesi del 2021, i volumi immatricolati raggiungono 10.824.670 unità, con una variazione positiva dello 0,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (ma -25,6% rispetto a gennaio-novembre 2019).
“Nel mese di novembre, il mercato auto europeo si mantiene in flessione a doppia cifra per il quinto mese consecutivo (-17,5%). In termini di volumi, si tratta del novembre peggiore dal 1993 – afferma Paolo Scudieri, Presidente di ANFIA.
Si confermano cali a due cifre in quasi tutti i Paesi, inclusi tre dei cinque major market (compreso UK): -31,7% Germania, -24,6% Italia e -12,3% Spagna. La Francia registra una flessione più contenuta, -3,2%, mentre il Regno Unito torna ad avere segno positivo, +1,7%. Per questi cinque mercati nel complesso, la contrazione delle immatricolazioni, -18,5%, è più severa della media UE e la loro quota complessiva sul totale immatricolato si attesta al 70,2%.
A causare la pesante flessione della domanda registrata negli ultimi mesi dal mercato europeo, che, in termini di immatricolazioni, potrebbe chiudere il 2021 poco sotto i livelli dello scorso anno, è soprattutto il persistente problema della crisi dei semiconduttori, un fenomeno che, a livello globale, secondo le stime di Alix Partners, porterà a chiudere l’anno in corso con quasi 8 milioni di autoveicoli prodotti in meno rispetto al 2020.
Anche per il 2022 ci sono ancora nubi all’orizzonte: oltre alla crisi dei semiconduttori, occorrerà monitorare con attenzione i rincari delle materie prime e, ovviamente, l’evolversi delle normative legate alla transizione ecologica, in primis le proposte di modifica del regolamento sulla riduzione delle emissioni di CO2 di commerciali leggeri contenute nel pacchetto Fit for 55. Secondo il recente studio pubblicato da CLEPA e Strategy&-PwC, dedicato alla valutazione dell’impatto delle politiche del Green Deal sull’occupazione e sul valore aggiunto della filiera della componentistica europea nel periodo 2020-2040, un approccio concentrato sui soli veicoli elettrici porterebbe alla rapida perdita di circa mezzo milione di posti di lavoro in UE. Un dato che, in Italia, corrisponde a oltre 70.000 posti di lavoro a rischio – una crisi economica e sociale senza precedenti. Stiamo lavorando affinché in UE si torni a difendere il principio di neutralità tecnologica: integrare l’elettrificazione con l’utilizzo di carburanti rinnovabili, infatti, potrebbe restituire una riduzione di CO2 del 50% entro il 2030, mantenendo posti di lavoro e creando valore aggiunto.
Per l’Italia, inoltre, auspichiamo che nella Legge di Bilancio attualmente all’esame del Senato, vengano previste misure di incentivazione alla domanda dei veicoli a zero e a basse emissioni con una dotazione adeguata e secondo una programmazione pluriennale, intervento indispensabile per sostenere questi segmenti di mercato e la relativa filiera produttiva nel loro progressivo sviluppo”.
In Italia, le immatricolazioni totalizzate a novembre 2021 si attestano a 104.478 unità (-24,6%). Nei primi undici mesi del 2021, si registrano 1.371.166 immatricolazioni complessive, con un incremento dell’8,6% rispetto ai volumi dello stesso periodo del 2020.
Secondo i dati ISTAT, a novembre l’indice nazionale dei prezzi al consumo registra un aumento dello 0,6% su base mensile e del 3,7% su base annua (da +3% del mese precedente). L’ulteriore accelerazione dell’inflazione è in larga parte dovuta ai prezzi dei Beni energetici (da +24,9% di ottobre a +30,7%) e, in particolare, a quelli della componente non regolamentata (da +15,0% a +24,3%), mentre la componente regolamentata registra un lieve rallentamento (da +42,3% a +41,8%). Nel comparto dei beni energetici non regolamentati, guardando all’andamento dei prezzi dei carburanti, accelerano i prezzi del Gasolio (da +23,5% a +27,9%; +3,0% il congiunturale), quelli della Benzina (da +22,1% a +25,3%; +2,2% rispetto al mese precedente), e i prezzi degli Altri carburanti (da +33,0% a +45,8%; +10,0% rispetto ad ottobre).
Analizzando il mercato per alimentazione, le autovetture diesel, in calo a novembre del 52%, rappresentano il 18,1% del mercato del mese e il 22,3% del mercato nei primi undici mesi del 2021 (era il 33,4% nello stesso periodo del 2020). In calo anche le vetture a benzina, -34,4% e 27,3% di quota a novembre e -14,3% nei primi undici mesi, con il 30,2% di quota. Le immatricolazioni delle auto ad alimentazione alternativa, di contro, rappresentano il 54,6% del mercato di novembre 2021 e il 47,5% nei primi undici mesi, in crescita del 2,4% nel mese e dell’82,4% da inizio anno. Le elettrificate sono il 43,4% del mercato di novembre e il 38,1% nei primi undici mesi. Tra queste, le ibride non ricaricabili aumentano dell’1,6% a novembre e raggiungono il 31,2% di quota, e crescono del 102% nel cumulato, con una quota del 28,9%. Le ricaricabili, in crescita del 30,1% nell’undicesimo mese dell’anno, raggiungono il 12,1% di quota a novembre e il 9,2% nei primi undici mesi (le ibride plug-in il 5,5% nel mese e il 4,7% nel cumulato e le elettriche il 6,6% nel mese ed il 4,5% nel cumulato). Infine, le vetture a gas rappresentano l’11,2% del mercato di novembre e il 9,4% nei primi undici mesi e, tra queste, le vetture Gpl hanno una quota di mercato del 9,4% nel mese e del 7,3% nel cumulato e quelle a metano dell’1,8%, nel mese e del 2,2% nei primi undici mesi. Le vendite di vetture Gpl calano nel mese (-11,3%) e crescono da inizio anno (+15,6%), mentre quelle a metano si riducono a novembre del 31% e nel cumulato aumentano del 4,2%.
Il Gruppo Stellantis ha registrato, in Europa, 171.779 immatricolazioni nel mese di novembre 2021 (-21,2%) con una quota di mercato del 19,9%. Nel periodo gennaio-novembre 2021, i volumi ammontano a 2.201.337 unità (+0,8%), con una quota del 20,3% (la stessa quota dei primi undici mesi del 2020).
La Spagna totalizza 66.399 immatricolazioni a novembre 2021, il 12,3% in meno rispetto allo stesso mese dello scorso anno e il 28,7% in meno rispetto a novembre 2019. Nei primi undici mesi dell’anno, il mercato risulta in crescita del 3,8%, con 773.396 unità immatricolate (ma cala del 33% rispetto a gennaio-novembre 2019).
L’Associazione spagnola dell’automotive ANFAC fa notare che sebbene i motivi per cui le vendite non crescono rimangano gli stessi dei mesi precedenti (la carenza di semiconduttori e il calo della domanda dovuto alla crisi economica innescata dalla pandemia), devono essere attivate misure urgenti per alleviarne le conseguenze. Gli emendamenti inseriti nella Finanziaria Generale dello Stato per l’automotive riguardano provvedimenti fiscali molto importanti per supportare la ripresa del mercato, il rinnovo del parco e la promozione dell’elettrificazione. Eliminarli dal testo finale avrebbe quindi un impatto negativo e non farebbe che aggravare la già difficoltosa situazione attuale. È necessario implementare una politica globale per il settore automobilistico e prevedere misure agili, robuste e di vasta portata.
Nel dettaglio, secondo i canali di vendita, il mercato di novembre risulta ripartito in 34.436 vendite ai privati (-11,1% e 52% di quota), 28.733 vendite alle società (-12,4% e 43% di quota) e 3.230 vendite per noleggio (-22,9% e 5% di quota), mentre nel cumulato è ripartito in 330.823 vendite ai privati (-12% e 43% di quota), 294.310 vendite a società (+5% e 38% di quota) e 148.263 vendite per noleggio (+67% e 19% di quota).
Le autovetture a benzina rappresentano il 40,8% del mercato di novembre (-18%) e il 45,9% del mercato da inizio anno (-6,7%). A seguire, le vetture ibride non ricaricabili rappresentano il 28,2% del mercato del mese (+22,4%) e il 25,2% nel cumulato (+69,5%).
Le auto diesel sono il 18,4% del mercato di novembre (-42,1%) e il 19,8% dei primi undici mesi 2021 (-26,4%), seguite dalle ibride plug-in (6,6% nel mese e 5% nel cumulato), dalle elettriche (4,2% nel mese e 2,6% nel cumulato) e dalle auto a gas (1,9% nel mese ed 1,6% nel cumulato). Il mercato inglese, infine, a novembre totalizza 115.706 nuove autovetture immatricolate, con una crescita dell’1,7%, (ma il 31,3% al di sotto della media quinquennale pre-pandemia).
Nei primi undici mesi dell’anno, le immatricolazioni si attestano a 1.538.585 unità, il 2,7% in più rispetto a gennaio-novembre 2020.
L’Associazione inglese dell’automotive SMMT fa notare che quella che sembra una performance positiva nasconde in realtà la debolezza di fondo del mercato: la domanda c’è, e c’è un’ampia offerta di nuovi modelli di auto sempre più elettrificati, ma la carenza globale di semiconduttori continua a influire sulla produzione e quindi sulle nuove immatricolazioni. Il settore sta lavorando alacremente per superare questi problemi ed evadere gli ordini, ma è probabile che la crisi durerà fino al prossimo anno, imponendo ai consumatori, in maniera ancora più stringente, la necessità di effettuare ordini in anticipo. La continua accelerazione delle immatricolazioni di veicoli elettrificati è positiva per l’industria e per l’ambiente ma, con un ritmo di sviluppo delle infrastrutture di ricarica pubbliche che fatica a tenere il passo, servono interventi rapidi e obiettivi commisurati, in modo che tutti possano fare la propria parte nella rivoluzione dei veicoli elettrici.
La quota di mercato dei privati, nel mese, si attesta al 54,1%, mentre le vetture destinate a società rappresentano il 44,1% del mercato.
Per tipo di alimentazione, per le auto diesel si registra una quota del 5,1% nel mese e dell’8,5% nel cumulato, per quelle a benzina del 43,3% nel mese e del 46,8% nel cumulato, mentre le ibride non ricaricabili sono il 23,5% del mercato di novembre e il 27,2% nei primi undici mesi del 2021. Infine, le autovetture ricaricabili rappresentano il 28,1% del mercato del mese (18,8% le BEV e 9,3% le PHEV) e il 17,5% da inizio anno (10,6% le BEV e 6,9% le PHEV).