Martinis, un Piancavallo per ripartire e per ricordare

Il “Finnico” in modalità asfalto nella gara nazionale e un premio ai pordenonesi con dedica al fratello Daniele che amò intensamente il rally e le sue montagne 

8 aprile 2021_ Niente sarà come prima, ma il Rally Piancavallo è una straordinaria medicina per Fabrizio Martinis (nella foto Fotosport con il fratello Daniele al Piancavallo 1991), che da oltre trent’anni prende lezioni di vita affrontando derapate e controsterzo. Colpito duramente negli affetti familiari, il “Finnico” ha deciso di partecipare alla gara nazionale con una Renault Clio R3C di Gima Autosport. navigato dalla moglie Valentina, debuttante alle note su asfalto. Lo sport, l’adrenalina dei rally, le amicizie sedimentate nell’ambiente, sono la linfa cui attingere per andare avanti. Tanto più in occasione del Piancavallo, la corsa più amata dai pordenonesi, capace di forgiare generazioni di piloti e navigatori, tra cui anche il fratello Daniele, con quattro partecipazioni e altrettanti ritiri. “Aveva un manico speciale – ricorda Fabrizio – e un talento forse anche superiore al mio, ma era uno spirito libero, mentre le competizioni impongono di restare sempre sul pezzo”. Amava immensamente anche le montagne, salita e discesa, fatica e sudore come cammino di crescita e ispirazione. Così Fabrizio, per ricordare chi non c’è più e per dare un senso di continuità, ha deciso di intitolare a Daniele un trofeo da consegnare al primo arrivato dei pordenonesi nella gara valida per l’International Rally Cup e nella gara nazionale. “Forse non ce ne rendiamo conto – sottolinea – ma siamo una grande famiglia, unita dalla passione e dalle reciproche rivalità. Il premio intitolato a mio fratello vuole esprimere anche questa condivisione”. Il 34° Rally Piancavallo, organizzato da Knife Racing sotto l’egida dell’Aci Pordenone, si svolgerà in due giornate con doppio passaggio sulle prove speciali “Barcis-Piancavallo” (sabato 1 maggio), “Monte Rest” e “Clauzetto” (domenica 2 maggio). A Maniago il quartiere generale della corsa e le cerimonie di partenza e arrivo. “Tracciato che torna all’antico – conclude Martinis – suscitando grandi emozioni soprattutto per chi, come me, ha radici di qua e di là del Monte Rest con tanta gente che conosco e a cui voglio bene”.