Piergiorgio Barsanti riparte dal Memorial Conrero l’assalto alla Michelin Historic Rally Cup

Appassionato di corse fin da bambino, il pilota versiliese si presenta alla gara di Quincinetto con una Opel Kadett GT/E che mantiene i colori delle vetture del mitico Penna Bianca. E promette battaglia per riscattare la doppia delusione patita in questa stagione.

Barsanti_foto 3QUINCINETTO (TO) – Il cognome Barsanti è molto pesante nel firmamento dei cognomi nobiliari dell’automobilismo, non solo italiano. Il padre scolopio Eugenio Barsanti, assieme a Federico Matteucci brevetto nel 1854 il primo motore a scoppio adatto ad usi industriali. La via verso l’automobile era tracciata.

Piergiorgio Barsanti, versiliese, ha subito la battuta pronta. “Il frate era di Marina di Pietrasanta, io sono di Viareggio e magari un pizzico di parentela ci sta. Ma io con la meccanica ho poco a che spartire. La mia Opel Kadett GT/E la curano Leonardo e Riccardo Bertolucci della MDM. Io non ci metto le mani”. Sessantasette anni, dirigente di una cartiera, ha la passione dei rally fin da bambino. “Mia madre per farmi stare buono mi sedeva per terra e mi dava un grosso coperchio di una casseruola ed uno stura lavandino. Ecco fatto volante e cambio, ed io ero pronto a guidare la mia macchina da corsa, immaginaria”.

Barsanti_foto 1La passione però non basta e ci vogliono anche le risorse economiche per poter correre e l’energico versiliese deve attendere il 1976 per esordire in gara. “Da allora ho disputato più di 300 gare, anche se ho avuto alcuni periodi di sospensione dovuti agli impegni di lavoro e all’attenzione della famiglia. Ho cominciato con la Opel Kadett GT/E 1900, poi sono passato alla versione 2000, quindi all’Opel Ascona Gruppo 1, con cui ho conquistato il terzo posto nel campionato italiano”. Barsanti blocca subito la domanda spontanea dell’interlocutore. “Mi ricordo benissimo le gare, ma non l’anno” tronca Barsanti che continua a seguire il filo dei ricordi passando per la scuderia torinese Tre Gazzelle di Giorgio Leonetti e la loro 131 Abarth, seguita dalla Opel Ascona Gruppo 2 ex Gabriele Noberasco. Uno stop dopo una simile cavalcata fra le regine dei rally ci vuole e ce l’ha anche la carriera di Piergiorgio Barsanti, che ritorna negli anni Novanta con la Toyota curata dal biellese Nazzareno Fren, seguita dalle varie versioni della Sierra di Franco Mondino, la BMW M3 e la Delta. Un nuovo stop ferma Piergiorgio Barsanti che torna a soddisfare la sua voglia di correre recentemente e lo fa passando al mondo delle storiche, una specialità che usa quelle stesse vetture che lui guidò in gioventù.


Barsanti_foto 2“Inizialmente
ho affittato una Ford Escort per capire se sarei stato ancora competitivo e si mi sarei ancora divertito. Poi ho acquistato una Opel Kadett GT/E ex Biella Corse targata Vercelli. Ora sto cercando i riferimenti storici che mi confermino o meno se è una ex Ormezzano. La vettura è del 1977, l’anno dopo a quello con cui io ho iniziato a correre ed in origine era stata curata da Conrero, dotata di iniezione Kugelfisher”. Ma la liaison fra Piergiorgio Barsanti e Virgilio Conrero inizia molto tempo fa. “Virgilio era una persona fantastica, prodiga di consigli, che non faceva mai pesare il fatto che lui fosse il ‘mago’ ed io un ‘citrullino’ della Versilia con una vettura curata dai fratelli Venturi, bravi, ma non certo prestigiosi come Conrero. Virgilio aveva il senso della squadra e mi dava una mano tutte le volte che poteva, anche perché spesso ero l’ultima Opel rimasta in gara. Ricordo ancora quella volta al Ciocco del 1980 quando rimanemmo in gara con le Opel solo io e Antonillo Zordan. Fummo subito presi sotto l’ala di Virgilio Conrero ed Amilcare Ballestrieri. Peccato che Zordan ruppe subito dopo ed io rimasi in folle nell’ultima prova”.

Barsanti_foto 5Piergiorgio Barsanti si presenta la Memorial Conrero con molta adrenalina in corpo. “Al Valli Aretine ho rotto il filo dell’acceleratore nella prima prova, perdendo parecchi minuti. Stavo recuperando quando ho rotto una biella con conseguente disastrose per il motore, oltre ad essermi dovuto ritirare. Il danno subito mi ha impedito di essere al via del Campagnolo ed ora mi ritrovo dopo due gare senza nemmeno un punto nella Michelin Historic Rally Cup. Al Conrero dovrò far bene se voglio recuperare parecchie posizioni. E mi piacere pensare che ciò possa accadere proprio qui, nella gara dedicata al grande Virgilio, a Quincinetto, la cittadina che lo accolse nel dopoguerra e che ancora vanta segni del suo passaggio. Sopratutto perché io sono al volante di una Opel Kadett GT/E che porta ancora orgogliosamente i colori della Squadra Corse Conrero”.