Rallisti in prova speciale. Peppe Zagami: il figlio d’arte sale in cattedra

Professore di informatica in un istituto tecnico, è uno dei pochi organizzatori che ha ereditato la passione di mettere in scena i rally dal padre. E anche dalla madre, coinvolgendo nella sua avventura anche il fratello e le due sorelle. Testi di Tommaso M. Valinotti, immagini di Elio Magnano  (www.fotomagnano.com)

BIELLA, 18 giugno – Si definisce un figlio d’arte. E ne ha tutte le ragioni. Perché in mezzo ai rally se proprio non c’è nato, almeno c’è cresciuto. Lui è Giuseppe Zagami, in arte Peppe. Messinese di nascita, milanese di residenza, e piemontese di adozione come organizzatore (cinque delle sue sei gare si svolgono in Piemonte) è l’organizzatore che riporterà i rally nel Nord Italia.

Classe 1979 Peppe è figlio di Salvuccio e Rita Zagami, vero punto di riferimento dell’automobilismo siciliano negli ultimi decenni del secolo scorso. “Con una famiglia come la mia non è possibile dire quando mi sono appassionato ai rally. Forse proprio nel momento in cui sono nato. Mio padre ha staccato la sua prima licenza come commissario sportivo nel 1979, l’anno in cui sono nato io, e nel 1983 ha fondato la scuderia Turbomark, che negli anni Novanta organizzava il Rally di Taormina”. Fin dalla sua più tenera età, Peppe Zagami, come è tradizione di famiglia dove tutti devono fare qualcosa durante le gare, si trova coinvolto nell’evento, dimostrando immediatamente le sue grandi doti in fatto di relazioni pubbliche, essendo addetto all’intrattenimento dei personaggi più importanti, anche stranieri, che partecipano alla gara o sono ospiti dell’organizzazione.

Ricordo che nel 1992 venne Sandro Munari a fare da apripista, ed è scontato quale attenzione abbia messo la mia famiglia nei riguardi di un ospite così illustre”. Salvuccio e Rita Zagami continuano a organizzare il Rally di Taormina fino al 1995 per poi concentrare tutte le loro attenzioni sulla Turbomark, che diventa un sodalizio di riferimento per i rallisti siciliani.

Il tempo, però, passa e con esso terminano anche gli anni scolastici, fino a quando per Peppe Zagami arriva la laurea e la necessità lavorativa di trasferirsi a Milano.

Nonostante coltivassi anche altri interessi, oltre l’università prima e il lavoro poi, i rally sono sempre rimasti una passione mai spenta. L’organizzazione del rally in particolare, anche perché Salvuccio aveva posto un ferreo veto al fatto che corressi”. E gli ordini di papà Salvuccio e mamma Rita non si discutono.

Visto che non potevo correre, se volevo sfogare la mia passione rallistica dovevo fondare una scuderia. E così nel 2008, coinvolgendo inizialmente mio fratello Claudio, di tre anni più giovane, fondammo una scuderia Messina e decidemmo di chiamarla New Turbomark, come segno di continuità con quanto avevano fatto negli anni precedenti i nostri genitori”. Ovviamente Salvuccio e mamma Rita furono subito della partita; ma visto che c’erano perché non coinvolgere anche le due sorelle Adriana e Rita Jr, che si dedicarono a sbrigare la parte burocratica e le scartoffie che la gestione di una scuderia richiede?

Nonostante la scuderia riuscisse immediatamente a coagulare l’interesse di molti piloti siciliani, Peppe Zagami non riusciva a staccarsi dall’idea di riuscire a organizzare in proprio un rally. E nel 2011 affianca l’organizzatore del Rally di Taormina, prendendo l’anno successivo nelle proprie mani direttamente il timone della gara, dopo averle cambiato la denominazione in Rally Event Taormina Città di Letojanni.

Avevamo fatto tutto per far bene, il Rally di Taormina dell’anno precedente aveva raccolto quasi cento iscritti. Invece fu un flop colossale, perché ci venne assegnata la data del 22-23 dicembre e ci ritrovammo con una quarantina di partecipanti. Il tempo era splendido, sembrava di essere in primavera, ma la gente aveva in testa il natale, altro che correre il nostro rally” commenta oggi Peppe Zagami che non si è fatto demoralizzare da quella esperienza non felice.

Avevo in testa di organizzare una gara completamente nuova e nel corso delle mie peregrinazioni nella zona dei laghi piemontesi pensai fosse una bella idea organizzare un rally che toccasse il Lago Maggiore e il Lago d’Orta”. Fu così che nel 2014 nacque il Rally Due Laghi andato in scena il 12-13 aprile con partenza da San Maurizio d’Opaglio e successo di Davide Caffoni-Massimo Minazzi (equipaggio che difende i colori della New Turbomark) che negli anni si dimostrerà il vero mattatore della gara, conquistando quattro successi nelle sei edizioni fin qui disputate.

All’inizio fummo visti con sospetto. La gente dei rally della zona si chiedeva cosa ci facesse questa famiglia di siciliani e i loro amici nel distretto dei laghi piemontesi. La gara ebbe successo fin dal numero di iscritti con 92 presenze già alla prima edizione e fu un buon biglietto da visita su come intendiamo organizzare noi le gare”. Il Clan dei siciliani seppe conquistarsi l’attenzione e il rispetto dei rallisti e il passo successivo fu quello di iniziare una proficua collaborazione con il Pentathlon Motor Team che organizzava il Rally del Rubinetto.

Lasciammo tutti stupiti perché si attendevano scintille fra noi. Tutti pensavano che ci saremmo posti al tavolo come concorrenti invece collaboriamo d’amore e d’accordo dal 2016” afferma con orgoglio Peppe Zagami, che nel frattempo ha posto altri tasselli nel mosaico organizzativo della New Turbomark con il Rally Lana nel 2018, Valli Ossolane e Gomitolo di Lana nel 2019 e il Camunia Rally in Valle Camonica (BS).

Quando Corrado Pinzano mi chiese di prendere in mano il Rally Lana ebbi un brivido di emozione” ricorda oggi Peppe Zagami. “Mio padre Salvuccio, quando organizzava in Sicilia, per ogni cosa ripeteva continuamente che bisognava fare come il Rally Lana, che era una gara valida per il Campionato Italiano Rally e aveva nel suo albo d’oro gente come Dario Cerrato, Piero Longhi e Miki Biasion, solo per citare alcuni dei grandi rallisti del passato. Per prima cosa abbiamo istituito un Memorial dedicato a Meme Gubernati che quel rally lo ha fatto diventare grande”.

Dopo sei anni passati a organizzare gare, Peppe Zagami dà i numeri. “Dal 2014 al 2019 abbiamo organizzato 28 rally, sei lo scorso anno: Due Laghi, Camunia, Valli Ossolane, Lana, Rubinetto e Gomitolo di Lana. Quest’anno abbiamo dovuto rinunciare al Due Laghi e Camunia, mentre nei giorni scorsi abbiamo aperto le iscrizioni al Lana dell’11-12 luglio”.

Come tutti gli imprenditori Peppe Zagami fa un’analisi del suo successo. “Ho la fortuna di poter contare sulla mia famiglia, con mio padre che fa da apripista assieme al suo amico Giuseppe Raffa, mio fratello Claudio, le mie sorelle Adriana e Rita Jr e mia madre Rita che sovrintende a tutto. E un gruppo di amici che è cresciuto con noi, a cominciare dal direttore di gara Alessandro Battaglia, al direttore aggiunto Graziano Basile, al DAP Manlio Mancuso che nel frattempo ha ottenuto la licenza da direttore di gara, per proseguire con tutte le persone che ci seguono con entusiasmo. Quando organizzo guardo sempre al territorio nel quale andiamo a inserirci perché dobbiamo sempre coniugare sport, cultura e bellezze naturali. Basta guardare le Valli Ossolane o la Val Camonica per intenderci. Sono posti talmente belli che credo che i concorrenti desiderino tornarci anche al di fuori del rally con le loro famiglie”. Peppe Zagami si interrompe un attimo e sorridendo a sé stesso “e buona cucina” come è facilmente intuibile guardando la sua figura.

È difficile dire quale sia il rally preferito, perché i rally sono come i figli, che si fatica a far crescere ed è bello vedere avere successo. Personalmente mi impegno perché dal primo all’ultimo concorrente facciamo tutte le prove speciali, cosa non facile quando si hanno 120 chilometri di tratti cronometrati come al Valli Ossolane dello scorso anno o 150 vetture in strada come al Rubinetto. Quando l’ultimo concorrente sale in pedana avendo fatto tutte le prove speciali con il casco in testa, mi sento vincitore come chi è salito sul gradino più alto del podio”.

I figli danno grandi gioie, ma a volte offrono, non sempre per colpa loro, grandi delusioni.

Sicuramente la delusione più grande fu l’annullamento del Rally Event Città di Letojanni del 2018 alle ore 14 del venerdì pomeriggio. Nei giorni precedenti la gara la prefettura di Messina ci ha convocato chiedendoci cambiamenti che abbiamo faticato a soddisfare, ma ci siamo riusciti anche se con difficoltà. L’ultima convocazione è avvenuta il venerdì alla vigilia della gara e le loro richieste non erano esaudibili. Così abbiamo dovuto annullare l’evento. Mi pesa ancora adesso”.

Peppe Zagami ha anche un passato (e sicuramente un futuro) come navigatore. “Salvuccio mi ha sempre detto che non potevo correre. Organizzare sì, ma niente casco in testa, visto che lui non lo ha mai fatto. Ma sono cresciuto e a 37 anni ho voluto regalarmi l’emozione di affrontare una prova speciale. Ovviamente l’ho fatto con un amico che non avesse problemi a caricare in macchina un navigatore zavorra come me” afferma ironicamente Peppe Zagami che per il suo esordio è salito in macchina a fianco di un pilota che non è famoso per essere un concorrente che corre solo per partecipare: Massimo Margaroli.

Scegliemmo il Monza Rally Show del 2016 ed ero talmente emozionato che nella prima prova sbagliai tutto quanto era possibile sbagliare, confuso dalla notte e dalla nebbia brianzola. Me ne resi conto subito e finita la speciale chiesi scusa a Massimo che la mise sul ridere e mi disse che eravamo lì per divertirci e fare festa insieme”.

Da allora Peppe Zagami ha preso parte alla kermesse monzese tutti gli anni, oltre a un Rally Circuit by Vedovati, e a un Milano Rally Show, passando dalla Clio R3 del suo esordio alla Škoda Fabia R5 e Hyundai i20 R5, sempre con al volante amici come Luca Tosini, Marcello Rizzo, Davide Riccio e Luca Bottarelli.

Il nostro garage è un vero casino con gente che va e viene, prede in giro e fa scherzi. Ovviamente il bersaglio principale dello sfottò sono io, perché tutti hanno qualcosa da dirmi, una battura da farmi. Non correrei mai in un rally su strada, con montagne e burroni a fianco, ma una gara come Monza è molto divertente e sicura. Anche se sei a fianco di un ragazzino velocissimo come Bottarelli, un vero fenomeno che sicuramente farà grandi cose nel mondo dei rally, come ha già dimostrato ad appena 23 anni. Mettere in macchina uno spigoloso bresciano come lui, con un ironico messinese come me è dinamite pura. Io lo prendo in giro, lo faccio incazzare, ma ci divertiamo molto. Ma quando si è in speciale diventa una cosa seria. Soprattutto in una prova speciale come la Grand Prix sette giri della pista di Monza per quasi 45 chilometri cronometrati. Se sei da solo in pista è una prova noiosissima, ma appena cominciamo i sorpassi, con macchine che si trovano ovunque, piloti lenti e altri velocissimi che si buttano in ogni apertura per sorpassare come kamikaze è divertente come un video gioco. E Bottarelli si butta dentro senza stare a pensarci tanto, per non perdere nemmeno un battito di ciglia. E lui mi ha anche regalato la soddisfazione di entrare nel ristretto gruppo che partecipava al Master Show. Una libidine”.

Zagami ci pensa ancora un attimo, poi conclude.

Lo scorso anno ho fatto divertire quasi 1300 rallisti fra piloti e navigatori (gli iscritti alle sue gare sono stati 647); per un fine settimana ho diritto a divertirmi anch’io”.

Sacre parole, Peppe.