Rally della Marca, è un Signor bis

Decisiva Arfanta, ultima prova speciale: Fontana paga problemi di sottosterzo e finisce secondo per 1’’3 con Andriolo terzo a completare il trionfo trevigiano. Foto 2emmephotorace e Max Carrer

Conegliano, 10 luglio 2021_”Mai dire mai” è una spy story cinematografica del 1983, proprio quando andò in scena la prima edizione del Rally della Marca. “Mai dire mai” si sono ripetuti per tutta la giornata Marco Signor e Patrick Bernardi nell’abitacolo della Volkswagen Polo R5 Sama Racing, credendoci fino in fondo. Ma poi è servito anche un regalo della sorte per vincere il loro secondo Rally della Marca (dopo quello del 2016) con il tempo totale di 1:01’25’’0, sotto forma dei problemi di trazione accusati dalla Hyundai i20 Wrc Bluthunder di Corrado Fontana e Nicola Arena che proprio nell’ultima prova speciale, Arfanta, hanno pagato a caro prezzo un calo di giri del motore quando il traguardo era ormai a un passo, lasciando sulla strada ben 12’’1 per finire dietro di soli 1’’3. Beffa finale anche per il terzo gradino del podio, che pareva in cassaforte per Giuseppe Testa e Diego D’Herin con la Skoda Fabia R5 Ro Racing. “Ero in quinta piena – ha detto il molisano – e mi sono trovato in traiettoria un antitaglio, evidentemente sradicato dai passaggi precedenti, e ho perso la linea con un danno a un cerchio”. Risultato: 23’’7 persi e sorpasso in extremis effettuato da Rudy Andriolo e Manuel Menegon con la Skoda Hawk R5 Racing, bravi a cogliere un’opportunità magica inseguita con caparbietà, terzi assoluti a 26’’6 mettendo in un panino trevigiano il comasco, profondamento amareggiato.
Così è andata nel sabato del villaggio di un Rally della Marca che dopo due anni è tornato a rombare per promuovere il proprio territorio patrimonio Unesco. PRIMO GIRO. Immediata la sorpresa sulla ps del “Monte Tomba” che spariglia le carte e sovverte il copione. L’idroguida tradisce Luca Pedersoli battistrada, la Citroen Ds3 Wrc si scompone e tocca un guardrail, ma il guasto è solo meccanico. Il ko del bresciano apre la finestra a Fontana che timbra in 8’44’’8 e Signor a 0’’4, divisi da 6’’1 nella generale. Prova maiuscola di Andriolo a 3’’3, Federico Bottoni (Skoda R5) a 4’’6 e Testa di conserva a 5’’0, terzo sul podio virtuale a 16’’3. Francesco Aragno (Renault Clio S1600) passa al comando delle 2 ruote motrici davanti a Stefano Strabello (Peugeot 208 Rally 4) e Bostjan Avbelj (Renault Clio Rally 4). Mattia Zanin, dopo lo scatto in avanti di ieri sera, porta a 9’’ il margine su Davide Nicelli in R1 e Clio Trophy con le Rally 5. Si riaffronta il “Monte Cesen”, graffia ancora Fontana in 11’18’’6 (ieri Pedersoli aveva fatto 11’16’’1), Signor cede 2’’ netti, Testa 2’’6, Andriolo 5’’5, Matteo Daprà (Citroen Ds3 Wrc) 6’’6. Aragno si rafforza tra le 2rm, ora Avbelj è a 15’’, sparisce dai radar Strabello. Nicelli recupera 3’’9 a Zanin. Ci si tuffa su Arfanta, stavolta Signor trova lo sprint in 4’’58’’6, Testa a 1’’1, Andriolo a 1’’6, Alberto Battistolli (Skoda R5) a 2’’0 lancia un segnale, Fontana paga 5’’6 imprecando per prroblemi di sottosterzo. Ora comanda con soli 2’’5 su Signor, Testa è terzo a 14’’4, Andriolo quarto a 20’’4, Daprà quinto a 22’’5. Nulla si può dare per scontato. Si accorcia il vantaggio di Zanin su Nicelli, sceso a 4’’1.

SECONDO GIRO. Si ritorna sul Tomba, Fontana abbassa il crono a 8’40’’0 e stavolta è un Fabia fulmine, Testa secondo per soli 0’’8, ma viaggia forte anche il Fabia razzo di Andriolo a 2’’2 mentre pure Signor si migliora però cede 3’’3 e ora il ritardo nella generale è risalito a 5’’8 con Testa a 15’’2. Aragno riallunga su Avbelj tra le tutto avanti. Si sparano a distanza smusando sul dosso Zanin e Nicelli, duello che li costringe reciprocamente a pestare con il piede destro. Ma ne fa le spese l’enfant prodige trevigiano: semiasse rotto e ritiro. Lontanissimi gli altri di R1, Nicelli ora può abbassare il ritmo. Lorenzo Ancillotti davanti nella R2B, Peloso a 14’’3  (entrambi su Peugeot 208). Secondo Cesen di giornata, il terzo di gara: Fontana senza indugi stoppa le lancette a 11’12’’1, Signor a 5’’, Testa a 7’’2. Per il podio sembra fatta, con il lariano primo, il trevigiano secondo a 10’’8 e il molisano terzo a 22’’4. Battistolli ottiene il quarto crono parziale, ma Andriolo conserva la quarta piazza. Si va sull’ultima di Arfanta, nuovamente indigesta a Fontana, stavolta è un calo di potenza a impennargli il grafico della sfortuna: paga 12’’1 al 4’55’’6 di Signor, buono ma non eccezionale (nel 2016 con la Focus Wrc fece 4’51’’7) visto che Battistolli firma a 0’’1, Bondioni finisce a 3’’6 e Benvenuti a 3’’7. Signor arriva raggiante al traguardo e sottolinea che la coppia storica con Bernardi si è ricomposta alla grande: “Abbiamo vinto il Bellunese a casa sua, vinciamo il Marca a casa mia. Semplicemente fantastico!”. Battuto Fontana di 1’’3 che deve accontentarsi di 12 punti anziché 15 in ottica di Ciwrc. Arfanta dice male anche a Testa che perde 23’’7 e perde in extremis il terzo gradino del podio a vantaggio di Andriolo. Chiude bene Battistolli con il quinto posto, il giovane driver di Aci Team Italia non ama l’asfalto ma sta cercando un profilo completo. Aragno si piazza 17. assoluto, primo di Super 1600 e delle 2 ruote motrici, lo sloveno Avbelj a 15’’7 è primo di Classe R2C con Gianmarco Lovisetto (Peugeot 208) secondo a 1’10’’9. Nicelli porta a casa il successo di R1 e di Clio Trophy, peccato per Zanin che aveva fatto di tutto per deliziare gli aficionados di Conegliano. Niente sorpresa in R2B, Ancillotti chiude davanti a Peloso per 3’’1 nonostante l’attacco finale del rivale. TITOLI DI CODA. Festa grande sul palco per il Comitato Motor Group che ha superato di slancio la prima prova organizzativa accompagnato dai “tutor” Gigi ed Elena Brunetta. Infine il doveroso omaggio all’indimenticabile Mario Rachello, con premio alla sportività assegnato all’opitergino Andrea Budoia, navigatore di Fabio Sandel. La loro Skoda Fabia R5 si è piazzata al 12. posto assoluto. CLASSIFICA CIWR: 1. Carella punti 46; 2. Pedersoli 45; 3. Rossetti 33,75; 4. Fontana 27; 5. Testa 25,50; 6. Gino 22,50; 7. Arzà 14; 8. Ferrarotti 10,50; 9. Andriolo 10; 10. Miele 7.