Carlo Boroli ed Enrico Brazzoli tengono alto l’onore del Piemonte all’89° Monte-Carlo

Sfortunato Alain Cittadino che, tempi alla mano, avrebbe potuto entrare fra i magnifici cinquanta che hanno disputato l’ultima giornata. Al traguardo anche l’elvetico Olivier Burri con la Polo del preparatore astigiano Roger Tuning, mentre si fermano anzi tempo le due vetture di Gliese Engineering. Galleria di Gabriele Valinotti

MONTECARLO, 24 gennaio. Il Rallye Montecarlo numero 89, che festeggiava i centodieci anni dalla nascita, ha consacrato, se ce ne fosse ancora bisogno il talento superiore di Sébastien Ogier e del suo navigatore Julien Ingrassia che conquista la sua ottava vittoria nella gara monegasca, segnando il miglior tempo in otto delle 14 prove regolarmente disputate e ha chiuso con 32”6 sul compagno di squadra Elfyn Evans per una doppietta tutta Toyota. Tutto ciò nonostante una foratura sulla sesta prova speciale che gli ha fatto perdere 34”. Pedna, anche senza aver fatto l’ultima tappa, per l’unico equipaggio femminile al traguardo, quello formato dalle francesi Myriam Peretti-Laura Salini su Ford Fiesta R2T che hanno concluso 53esimi assoluto. Il migliore degli italiani è il comasco Giacomo Ogliari, con Lorenzo Granai alle note del suo quinto Monte-Carlo che conclude in 28esima posizione assoluta con la Citroën C3 Rally 2.

Grande gara del novarese Carlo Boroli, affiancato dall’esperto astigiano Maurizio Imerito, alla sua prima esperienza al Monte-Carlo che chiude 33° assoluto con la Škoda Fabia R5 di by Bianchi, che ha superato senza inconvenienti anche una foratura sulla seconda prova speciale, rimanendo nelle altre costantemente fra i migliori quaranta dell’assoluta e segnano il 28° tempo nella Aspremont-La Batie des Font di venerdì mattina disputata alla luce dei fari. Quarantatreesima piazza per il saluzzese Enrico Brazzoli, con il ligure Maurizio Barone alle note della sua Skoda Fabia R5 di PA Racing capace di una grande rimonta dopo una partenza sfortunata con una foratura sulla prima prova speciale del rally che è costata al portacolori di Movisport dieci minuti di ritardo e la caduta in 76esima e ultima posizione assoluta. Da lì è cominciata una rimonta con l’obiettivo di rientrare fra i cinquanta della classifica assoluta, obiettivo messo a rischio da una seconda foratura nella quinta prova, la Montauban sur l’Ouvèze-Villebois les Pins con altri otto minuti persi. Da quel momento un crescendo di prestazioni con il 25° tempo assoluto sulla decima prova, la Saint Clément-Freissinières che hanno portato Brazzoli-Barone 43esima posizione assoluta, chiudendo sesti di WRC2.

Sfortunata la gara di Alain Cittadino-Luca Santi con la Peugeot 208 R2B curata da Riccardo Miele che hanno dimostrato di poter stare comodamente fra i magnifici cinquanta che avrebbero disputato tutto il rally se non fossero subentrati inconvenienti tecnici. L’equipaggio portacolori di Winners Rally Team è poi incappato nella rottura della cinghia dell’alternatore e della pompa acqua all’inizio Aspremont-La Batie des Font, la prima prova di venerdì mattina, accumulando 27 minuti di ritardo e un altro 1’30 di penalità per ritardo al Controllo Orario successivo. Bravissimi i due componenti dell’equipaggio a riparare la vettura sul ciglio della strada e non fermarsi definitivamente, continuando a lottare. Nelle due prove dopo Cittadino-Santi sono meno concentrati e non segnano tempi di rilievo, ritrovando slancio e determinazione nella ripetizione della Aspremont-La Batie des Font dove sono 49esimi, ma il tempo imposto sulla speciale successiva (per loro molto penalizzante) spegne i sogni di disputare la tappa di domenica e in effetti Cittadino-Santi chiudono il percorso comune in sessantesima posizione assoluta. E così rinunciano al lungo trasferimento verso Monte-Carlo e al passaggio in pedana di domenica pomeriggio.

Arrivo in 18esima posizione assoluta per l’esperto svizzero Olivier Burri alla sua 22esima partecipazione al Monte, che porta nelle zone nobili la Volkswagen Polo R5 della struttura astigiana di Roger Tuning. Meno fortunata la trasferta del preparatore canavesano Gliese Engineering che chiude in 59esima posizione con la Fiesta R2T del monegasco Jean Paul Palmero affiancato dal ligure Mattia Pastorino, che non fanno l’ultima tappa, ma hanno vissuto l’onore di transitare sul podio finale. Si ritira invece per noie meccaniche sulla quarta prova la Peugeot 208 R2B di Gliese Engineering del monegasco Marc Dessi con a fianco Angelo Pastorino.

Cittadino-Santi tirano cinghia al Monte-Carlo

Galleria fotografica di Gabriele Valinotti

GAP (Francia), 22 gennaio – Giornata difficile per Alain Cittadino e Luca Santi, la seconda tappa dell’89° Rallye Monte-Carlo che l’equipaggio portacolori di Winners Rally Team ha concluso in 67esima posizione assoluta. “Il disastro è avvenuto nella prima prova di questa mattina la Aspremont-La Batie des Fonts di 22.10 km che partiva alle 6.10 con il buio. Nel primo rettilineo si è rotta la cinghia dell’alternatore, che dopo qualche chilometro ha rotto la cinghia della pompa dell’acqua. Quasi subito la temperatura, nonostante il gelo esterno è salita alle stelle. Ci siamo perciò fermati e abbiamo sostituito questa cinghia, ma abbiamo dovuto procedere al buio e senza fari, non avendo più alimentazione elettrica per i successivi dodici chilometri, fino allo scollino quando anche la macchina si è spenta e abbiamo fatto gli ultimi due chilometri sull’abbrivio, riuscendo a concludere la prova” pagando ben 21 minuti a Ogier, vincitore della speciale e 18 ad Althaus, miglior tempo di RC4 in speciale.

Terminata la prova l’equipaggio cuneese ha aperto il cofano della Peugeot 208 R2B curata da Riccardo Miele, smontato la pompa dell’acqua per raggiungere la cinghia dell’alternatore e sostituirla. Nell’operazione hanno perso tempo e sono arrivati con nove minuti di ritardo (pari a ‘30” di penalizzazione) al successivo Controllo Orario, precipitando in 76esima posizione assoluta, ultimi in gara.

Nelle successive due prove, avendo perso la concentrazione, Cittadino-Santi non ripetono i tempi fatti segnare giovedì e chiudono il primo giro sulle prove in 71esima posizione assoluta, mettendosi alle spalle tre concorrenti.

Dopo il parco assistenza di Gap le cose sembrano cambiare. Nella ripetizione della Aspremont-La Batie des Fonts l’equipaggio cuneese torna a occupare la posizione che gli compete e segna il 49° tempo assoluto, quinto di Classe RC4, con la speranza di recuperare altro terreno nella successiva Chalancon-Gumiane, che viene però sospesa per l’uscita di strada di Pierre-Louis Loubet con la vettura che ingombra la strada. “Purtroppo ci hanno assegnato il tempo del passaggio precedente, quando eravamo reduci dalle disavventure sulla prima prova, quindi un tempo molto alto. Peccato. La gara si sta rivelando difficilissima. Con il problema Covid i ricognitori non possono andare al mattino e con solo due passaggi di ricognizione sulle prove siamo in difficoltà. Ma continuiamo comunque” afferma il trentunenne cuneese.

Nel frattempo prosegue la rimonta di Enrico Brazzoli-Maurizio Barone che partiti 71esimi al mattino hanno recuperato sino alla 58esima posizione con la Škoda Fabia R5 di PA Racing. “E’ una gara molto dura, iniziata stamane con qualche problema di gomme. Poi stavamo andando bene peccato che sulla terza prova abbiamo nuovamente forato. Il nostro obiettivo è entrare nei primi cinquanta per disputare la quarta e ultima tappa, quella di domenica. Non siamo lontani

Nel frattempo i piloti Toyota hanno preso saldamente in mano le redini della classifica, segnando il miglior tempo in tutte le cinque prove speciali disputate, con Elfyn Evans al comando con 7”4 su Ogier, miglior tempo in quattro prove speciali, vittima di una foratura sulla Aspremont-La Batie des Fonts-2 che gli è costato 34” di ritardo.

Inizia sulla Saint Disdier-Corps il Monte-Carlo di Gabriele Valinotti

Galleria fotografica di Gabriele Valinotti

Saint Disdier (Francia), 21 gennaio – Inizia con la prova di Saint Disdier-Corps l’89esima edizione del Rallye Montecarlo, che proprio quest’anno festeggia i 110 anni dalla nascita. Un’edizione blindata come non mai, ma sempre affascinante e spettacolare con i suoi colpi di scena e la sua voglia di esserci.

E proprio sulla prima prova speciale si è appostato il nostro reporter Gabriele Valinotti che ha immortalato tutti gli equipaggi del rally per una prima galleria fotografica che ci tuffa nel gelo di Monte-Carlo. Buona visione.

Enrico Brazzoli, inizio in salita al Montecarlo, grande prova di Alain Cittadino

Foto di Gabriele Valinotti

GAP (Francia), 21 gennaio – Inizio in salita per Enrico Brazzoli, affiancato da Maurizio Barone, al Rally di Monte-Carlo che già nella prima prova cronometrata della gara, poco oltre la metà, è stato costretto al rallentamento per sostituire il pneumatico anteriore destro della sua Škoda Fabia. Il saluzzese è comunque riuscito a ripartire perdendo dieci minuti rispetto a Ott Tanak vincitore della speciale.

Grande prova del cuneese Alain Cittadino, affiancato da Luca Santi, che al loro esordio al Rallye Montecarlo al volante della Peugeot 208 R2 curata da Riccardo Miele per i colori di Winners Rally Team hanno chiuso la prima giornata al 43° posto assoluto (su 79 partenti) e quarti di Classe RC4 (su 19 partenti). Dopo una buona partenza sulla prima prova (50esimi assoluti e ottavi di classe sulla Saint Disdier-Corps) un bel colpo di reni specie in classe nella Saint Maurice-Saint Bonnet dove hanno chiuso 45esimi assoluti e quarti di Classe R4C. Non male per un equipaggio che a inizio gara aveva dichiarato che gli sarebbe “bastato” finire. Anche ultimi.

Rally Montecarlo. Vola fuori Temmu Suninem

Foto di Gabriele Valinotti

Saint Didier, 21 gennaio – Spettacolare uscita di strada già nella prima speciale (Saint Disdier-Corps) per i finlandesi Teemu Suninen e Mikko Markula che sono usciti di traiettoria con la loro Ford Fiesta WRC ufficiale, hanno toccato il terrapieno a sinistra e hanno terminato la loro corsa nel vallone sottostante.

La galleria fotografica di Elio Magnano: la Delta rossa conquista il Sanremo

Una vettura passata alla storia per la sua particolarità cromatica, e per avere dato la vittoria a Biasion-Siviero nella gara che regalò loro il secondo titolo iridato. Testi di Tommaso M. Valinotti, immagini di Elio Magnano  (www.fotomagnano.com)

SANREMO (IM) 15 giugno – La Lancia Delta HF è uno dei modelli più ricercati dagli appassionati di automobili (non solo dagli appassionati di rally), ma c’è una Delta più preziosa delle altre. Si tratta della 16V in livrea rossa che corse e vinse il Rallye Sanremo 1989 con Miki Biasion e Tiziano Siviero, incoronando la coppia italiana campioni del mondo per la seconda volta consecutiva.

Una vettura è estremamente particolare perché fu la prima Delta a essere costruita ex novo in versione 16V. L’altra Delta rossa presente alla gara iridata ligure era in realtà una Delta 8V convertita in 16V e venne fortemente danneggiata in capottamento nella quinta prova speciale a Ghizzano (PI) da Didier Auriol-Bernard Ocelli, mentre era al comando della gara. La gara di Biasion fu una corsa in rimonta. Staccato il quarto tempo nella prova speciale spettacolo a Ospedaletti (che vediamo nella foto di apertura di Elio Magnano) Biasion iniziò l’ultima tappa nell’entroterra ligure dietro Carlos Sainz-Louis Moya (Toyota Celica 4) e Alex Fiorio-Gigi Pirollo con la Delta 8V del Jolly Club. Un distacco pesante quello che divideva il bassanese dallo spagnolo: 1’41” che pagava anche 41” ad Alex Fiorio.

L’ultima tappa prevedeva nove prove speciali, 151,75 chilometri cronometrati.

Miki Biasion è un rullo compressore. Vince Perinaldo, Baiardo, Monte Ceppo e Carpasio. A cinque prove dalla fine ha ridotto il suo divario a 43” da Sainz e soli 7” da Fiorio. Sulla successiva San Bernardo di Conio (25”27 km) compie il capolavoro: vince la prova con 23” su Fiorio e 43” su Sainz preceduto anche dalla Toyota di Kankkunen. A quattro prove dalla fine la gara riparte da zero con Biasion e Sainz appaiati a pari merito al comando e Fiorio che insegue a 16”. Kankkunen è lontano a 3’31 dalla vetta. Su Ponte dei Passi Biasion prende il comando vincendo ancora la speciale, poi sulla lunghissima Vignai (29,29 km) tutto viene rimescolato. Miglior tempo di Fiorio, Sainz a 16”, Biasion terzo tempo a 21”. La classifica è cortissima quando mancano solo due prove e 21,48 km cronometrati; ora c’è Biasion al comando con 1” su Fiorio e 3” su Sainz.

Alex Fiorio ricorda ancora oggi il suo ragionamento prima di quelle ultime due speciali. “Monterò le stesse gomme di Miki ed essendo più veloce di lui vincerò il mio primo rally mondiale”. In assistenza, prima di entrare nella speciale di Baiardo, però, gli vengono consigliate gomme diverse dal campione del mondo in carica. E il rally si decide lì.

Biasion vince la prova con 8” su Fiorio, mentre Sainz è terzo a 12” e si allontana dalla vetta della classifica. Fiorio è rabbioso e scatenato. Sulla Monte Bignone finale stacca il miglior tempo, ma recupera appena 4” dei 9” che lo dividono da Biasion.

Miki Biasion e Tiziano Siviero vincono il rally per 5”, un’inezia per quei tempi quando i distacchi si misuravano in minuti, dopo 544,2 km di prove speciali fra asfalti liguri e terre toscane e si incoronano campioni del mondo.

La storia della Delta 16V rossa non finisce qui.

Era iniziata qualche settimana prima nell’atelier torinese di Vinicio Mais, storico verniciatore delle Delta, che dipinse di colore rosso cinque (forse sei) vetture. Quella di Biasion, targata TO 86305 M, numero 1 sulle portiere al Sanremo, fu la prima 16V realizzata, in quanto quella di Auriol (TO 62125 M) era una 8V convertita in 16V. Tornata vittoriosa in Abarth ha disputato una sola altra gara su strada, il Sanremo 1990, sempre in livrea rossa, con Piero Liatti-Luciano Tedeschini, concludendo quinta assoluta. Più intensa la vita della Delta ex Auriol Sanremo 1989 che riparata e tornata ai colori ufficiali bianchi del Martini Racing corse per diversi anni, finendo la sua carriera come Delta HF Evoluzione al Rally Valle d’Aosta 1993 nelle mani di Alessandro Battaglin-Paolo Chiesa che chiudono secondi dietro Tabaton-Gullino.

Le altre tre Delta rosse vennero usate come muletti prima del Sanremo e la quinta come vettura sperimentale per finire la sua carriera (sempre il livrea rossa) al Memorial Bettega di quell’anno nelle mani del vincitore Miki Biasion. Ora è nelle mani di un collezionista giapponese, mentre le altre sono in possesso di collezionisti europei.

Il Sanremo 1989 rimase pressoché l’unica apparizione della Delta 16V nei colori rossi (oltre al Memorial Bettega 1989 e Sanremo 1990) in quanto non piacque alla dirigenza Martini. Non tanto per motivi estetici, quanto per il fatto che in televisione non spiccasse quanto le Delta Martini bianche. E così si ritornò a quel colore. Potere della televisione fin dai tempi antichi.

La foto della settimana. Monza innevata con i colori dell’iride  

CARMAGNOLA (TO), 12 dicembre – La stagione rallistica volge al termine con ancora un paio di gare da disputare. Lo scorso fine settimana l’autodromo di Monza e la bergamasca Val Seriana hanno ospitato il gran finale del Campionato Mondiale Rally. Una gara che per le sue difficili condizioni climatiche ha messo in difficoltà tutti gli equipaggi, a cominciare dal nuovo campione del mondo, per la settima volta, Sébastien Ogier ai gentleman driver.

E ha permesso ai fotografi ci scatenarsi con foto particolarmente suggestive, immergendosi nel fango e nella neve. Per questa settimana vi proponiamo un’immagine di Andrea Mabellini con la sua 124 Abarth rally che affronta una salita nelle montagne di Bergamo. Fra mille difficoltà.

La foto della settimana. Cristiano Giovo regala ottimismo

SANTO STEFANO BELBO (CN), 18 ottobre – Ci sono foto che passano alla storia. L’esempio più eclatante è l’immagine del “Miliziano colpito a morte” del 5 settembre 1936, uno scatto fortunato quello del reporter ungherese con quella fotografia passò alla storia e creò il fotogiornalismo. Non sarà dello stesso valore storico, ma ha certamente un’importanza significativa l’immagine di Tommaso M. Valinotti pubblicata lunedì su Kaleidosweb che ritrae Cristiano Giovo ritornato sulla pedana di un rally. Senza fare paragoni impropri fra Robert Capa e Valinotti, Life e Kaleidosweb le due foto sono un tassello importante nella cronaca. E se la foto di 84 anni fa ci racconta di morte e dolore, questa ci regala speranza e voglia di vivere.

La Galleria Fotografica. Elio Magnano ritrae le Merende fra le vigne della Valle Belbo

SANTO STEFANO BELBO (CN), 18 ottobre – Si ha un bel dire che la tecnica risolve tutto. Ma se non si ha un bel palcoscenico scattare la bella foto diventa un’impresa. Per questo motivo Elio Magnano era felicissimo di ritrovarsi fra i vigneti della Valle Belbo per il 2° Rally Trofeo delle Merende, adagiati su quelle colline che non solo hanno ispirato a Cesare Pavese pagine memorabili di letteratura. Ma hanno anche spinto l’armata dei fotografi a scattare immagini che esulassero dalla solita foto commerciale necessaria per gli sponsor ma andassero a documentare la poesia dei colori della Langa in questi giorni autunnali.

Elio Magnano ne dà un esempio in questa galleria, nella quale unisce la necessaria documentazione del gesto sportivo alla bellezza di luoghi che tutto il mondo ci invidia.

La Galleria di Valter Ribet nella Terra di Maggiora

MAGGIORA (NO), 18 ottobre. Anche la giornata conclusiva di questo weekend si è risolta in un grande spettacolo; il Round 4 del Campionato Italiano Rallycross ACI Sport powered by Toyo Tires, disputatosi oggi a Maggiora Offroad Arena e valido anche per il Campionato FIA CEZ, non ha tradito le attese!
In questa giornata si è deciso anche il campionato italiano: infatti l’ultima prova prevista a Ittiri a dicembre sarà al 99% cancellata, a causa della ripresa della pandemia COVID. Tutto questo è documentato dalla galleria fotografica che Valter Ribet ci propone in questo post.