Rally Adriatico, la scuderia Project Team al Top

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Nelle Marche, i portacolori Campedelli – Farnocchia (Volkswagen Polo R5) conquistano con merito la piazza d’onore tenendo viva la lotta per il titolo, in attesa dell’ultimo e decisivo round del CIRT. Settimo posto assoluto e secondo nel Challenge Raceday per Fanari – Castiglioni (Skoda Fabia R5) Rientro più che positivo per gli affiatati “terraioli” Silvestri – Guerretti (Mitsubishi Lancer Evo X), secondi in Gruppo N

Cingoli (Mc), 28 settembre 2020 – Centrando, con merito, la terza piazza d’onore consecutiva al termine di un più che combattuto 27° Rally Adriatico – Marche, terzo nonché penultimo round del Campionato Italiano Rally Terra (CIRT) andato in scena domenica scorsa, Simone Campedelli ha tenuto aperta la lotta per il titolo, in attesa di affrontare l’ultimo e atteso appuntamento tricolore di novembre, ovvero, l’11° Tuscan Rewind con coefficiente 1,5. Il portacolori della scuderia Project Team, alla seconda esperienza in carriera con la Volkswagen Polo R5, gommata Michelin e curata dalla Step Five Motorsport, e affiancato per la prima volta dall’esperto Sauro Farnocchia, è partito lancia in resta imponendosi nella prima delle sei prove speciali in programma mantenendosi poi costantemente in scia al pluridecorato Andreucci, vincitore della gara. Una sfida che, sempre giocata sul filo dei secondi, si è decisa solo nelle battute finali quando, una pioggia copiosa, ha rimescolato le carte invitando i più a maggior prudenza. «Nulla da recriminare, siamo soddisfatti di quanto ottenuto. Di fatto sul bagnato, non siamo riusciti ad essere altrettanto efficaci quanto sull’asciutto. In quelle mutate condizioni, Paolo (Andreucci ndr) ha fatto la differenza, tanto di cappello» – ha raccontato Campedelli all’arrivo – «La classifica, oramai, era congelata. In chiusura, abbiamo alzato il piede per non commettere errori e compromettere un risultato già acquisito. Quel che più contava era portare la vettura indenne al traguardo e guardare con rinnovata fiducia al prossimo decisivo impegno. Detto questo, una menzione particolare al mio nuovo navigatore Farnocchia per avermi fornito apporto ed equilibrio».

Sui veloci e selettivi sterrati del Maceratese, l’altro alfiere di punta Francesco Fanari ha concluso settimo assoluto nel CIRT e secondo nella graduatoria generale del Challenge Raceday Terra 2020/2021, di cui l’”Adriatico” era l’atto d’apertura stagionale. Il pilota umbro, su Skoda Fabia R5 sempre della Step Five gommata Pirelli e condivisa in maniera del tutto inedita con David Castiglioni, è riuscito a invertire il trend, fin qui poco positivo, sfoggiando una performance a lui ben più consona. «Siam partiti molto convinti e motivati, confortati anche dall’aver azzeccato l’assetto e la scelta delle gomme» – ha sottolineato Fanari – «Nel corso della terza frazione cronometrata, invece, qualcosa è cambiato. Siamo stati i primi a giungere sul luogo del brutto incidente di Ceccoli e lo scenario che ci si è presentato dinanzi mi ha un po’ condizionato nel prosieguo, inutile negarlo. Poi ha iniziato a piovere, il fondo è stato stravolto per cui non me la sono sentita di rischiare più di tanto, limitandomi ad amministrare. D’altronde, eravamo già certi del secondo posto nel Raceday. Abbiamo preferito ragionare in ottica campionato, iniziando a intravedere la luce in fondo al tunnel. Infine, un aspetto non di poco conto, con David (Castiglioni ndr) mi sono trovato benissimo tanto che riproporremo il sodalizio anche al ‘Tuscan’».

 

Lo schieramento a “tre punte” è stato completato dal “terraiolo” Emanuele “Lele” Silvestri, atteso dopo uno stop di oltre sette mesi. Rientro promosso a pieni voti per il conduttore romano che, sempre in coppia col fido Andrea Guerretti e all’esordio con la Mitsubishi Lancer Evo X fornitagli da Darko Peljhan, ha fatto sua la seconda posizione tanto in Gruppo N quanto nel Raggruppamento C della serie Raceday, in virtù di una performance in crescendo sfoggiata nelle prime tre “piesse” per gestire intelligentemente nelle seguenti, onde evitare le insidie dell’ultimo giro dovute al maltempo.

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