Walter de Silva e Stefano d’Amico per l’Alfa 156

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walter-de-silva-golf (Custom) PESCARA – Un’Alfa Romeo 156 prima serie 1800 color celestino (non azzurro Nuvola cangiante, proprio celestino come la tinta della prima Giulietta) varca i cancelli di Wolfsburg su una bisarca. Profanazione del tempio Volkswagen? Altra mania di Piëch? Nulla di tutto questo: è il 27 febbraio di qualche anno fa e c’è una festa importante. Il compleanno di Walter de Silva, capo del Centro Stile del Gruppo Volkswagen: questa Bozzetti-Alfa-Romeo-156 (Custom)156 è il suo regalo, acquistato da tutti i dipendenti del colossale Centro. Un omaggio a un grande designer che aveva fatto nascere una grande Alfa. Questa e molte altre storie saranno raccontate oggi, 9 settembre, dallo stesso Walter de Silva che al convegno di Pescara con il Presidente del RIAR Stefano d’Amico svelerà tutti i retroscena della genesi di una delle Alfa Romeo più vincenti, sui mercati e sulle piste, … la 156.

A. R. 156 (Custom)Organizzato dall’Alfa Club Abruzzo, in collaborazione con il RIAR, l’incontro-dibattito ha infatti un titolo che è tutto un programma: “Alfa 156 – Venti anni di successi 1997-2017“. Walter de Silva è molto legato alla 156: ha iniziato i primi passi nel Centro Stile Fiat a Torino, nel 1972, per poi passare nel 1975 allo studio Rodolfo Bonetto a Milano, dove si occupò essenzialmente di progetti di design nell’ambito dell’arredamento di interni. Dal 1979 al 1986 de Silva si ritrasferisce in Piemonte, in I. De.A. Institute, ma il suo vero debutto nel campo delle grandi case automobilistiche è del 1986, con l’Alfa Romeo. Nella casa del biscione rivoluziona il Centro Stile di Arese e porta una “ventata” di innovazioni nel campo del design esterno e interno dell’autoveicolo; la sua attenzione ricade soprattutto sul frontale, e in particolare sul classico trilobo, storico stilema di Alfa Romeo. Qui mette a punto la progettazione di vari modelli, tra cui la 155, la 145, la 146, la GTV e la Spider del 1995 – fino alle auto che l’hanno portato alla ribalta internazionale, ovvero la 156 e la 147 (entrambe Auto dell’Anno, rispettivamente nel 1998 e nel 2001), che hanno ottenuto molti riconoscimenti per il loro design moderno, innovativo, all’avanguardia ma soprattutto tipico Alfa Romeo impostando così il nuovo corso stilistico della casa italiana. Nel 1999 lascia il Gruppo Fiat per dissidi con l’amministratore delegato Paolo Cantarella e approda in Volkswagen Group, chiamato direttamente da Ferdinand Piëch, per dirigere tutto il design del Gruppo tedesco. Lasciato di recente il Gruppo intraprenderà una nuova sfida personale come libero professionista nel mondo del design, dalle scarpe agli oggetti di ogni tipo. È di questi giorni infine la notizia che sia stato chiamato dai cinesi per il progetto di una rivoluzionaria vettura elettrica. Il tutto però senza mai dimenticare la sua amata 156…

Appuntamento quindi al Museo di Arte Contemporanea di Pescara, in piazza Primo Maggio, sabato 9 settembre alle 17.30.

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