La galleria fotografica del Concours d’Elégance Trofeo Salvarola Terme 2019 (17-18 marzo)

Il Concours d’Elégance Trofeo Salvarola Terme nasce nel 2000 con lo scopo di promuovere i gioielli del Modenese: i tesori della tavola, dall’Aceto Balsamico al Parmigiano Reggiano, dal Lambrusco ai salumi.
Le bellezze architettoniche, naturalistiche ed artistiche di quella che fu una grande signoria Rinascimentale. Le eccellenze produttive, dal tessile alla ceramica. Il benessere che solo le Terme sanno concedere. Ed il “fil rouge” (è proprio il colore giusto) che diventa Cicerone di questa terra è l’emozionante rombo dei motori. In fondo nella storia dell’automobilismo, che con rispetto da 16 anni esploriamo, c’è tanta italianità: l’amore per le cose belle, unito al pragmatismo che le vuol veder funzionare bene. La ricerca di soluzioni più efficaci, più innovative. La sfida ai più grandi, per diventarlo, un giorno, con la fatica e con l’ingegno. La passione, sopra ogni altra cosa.

Crediamo che in questi anni qualche appassionato di motori si sia entusiasmato ai tortellini, e magari viceversa. Crediamo che più di qualcuno, nel vivere tante emozioni, tutte insieme, si sia sentito orgoglioso di questo lembo d’Italia. Speriamo che tanti altri vengano, a sfilare fra collina e pianura, ad ammirare i Musei, ad assaggiare le cose buone, a lasciarsi accogliere con calore. E che ripartano un po’ a malincuore, desiderosi di ritornare nella Terra delle Rosse.

Il Trofeo Salvarola Terme è realizzato a mano in un’unica copia per ciascuna edizione da Maestri Modenesi dell’arte ceramica. Esso rappresenta le Terme della Salvarola riprendendone la suggestiva facciata Liberty e la simbologia tipica delle benefiche acque curative, accostate ad una vettura da corsa, dalle sinuose linee del passato e rigorosamente rossa. Nel Trofeo Salvarola Terme c’è tanto della nostra amata terra: la terra, innanzi tutto. Dura sotto la zappa quando è secca, infida sotto i piedi quando è bagnata, versatile, artistica, celebre ed eterna dopo essere stata baciata dal fuoco dei forni ceramici. Sassuolo ha piastrellato mezzo mondo, dalle cattedrali allo Space Shuttle, e l’ha fatto con ingegno, arte e temerario spirito d’avventura. Con la terra e con il fuoco, che qui brucia caldo ed indomito. Il fuoco della passione e dei motori a scoppio, che ardeva nelle vene di Enzo Ferrari e nei suoi piloti, quello che tutto accende di Rosso. Il fuoco che incendiava i cuori quando Luciano Pavarotti intonava il Nessun Dorma, nel mondo intero.

L’acqua è ovunque, sotto Modena. Nel centro città ci sono Corso Canalchiaro e Corso Canalgrande, e anche se sono ciottolati e lastricati da tempo immemore, è facile immaginare quanta acqua scorra sotto i piedi dei modenesi. Nelle Salse di Nirano l’acqua abbraccia la terra e gorgogliando crea vulcani di fango. A Salvarola Terme, l’acqua fluisce e vince, per far del bene, per guarire e prevenire piccoli e grandi malanni, sin dai tempi di Romani. Si dice che la Gran Duchessa Matilde di Canossa nel 1114 cadde ammalata così gravemente che i più la diedero per morta e Mantova cacciò la guarnigione dei Canossa festeggiando la ritrovata indipendenza. Ma non si erano ripresi dalla sbornia che Matilde in persona, al comando di un esercito, si presentò alle porte della città. Si era rimessa curandosi con le Benefiche Acque della Salvarola.