Rally il Ciocco, buona la prima per Project Team

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Simone Campedelli (Ford Fiesta R5), in coppia con Tania Canton, centra il podio nel round d’apertura del tricolore rally. Terza piazza di categoria per l’esordiente “Pinopic” (Suzuki Swift R1) con l’esperto Giovanni Barbaro alle note. Ritiro anticipato per le due giovani “ladies” Corinne Federighi e Ilaria Rapisarda, su Renault Clio R3

CASTELNUOVO DI GARFAGNANA (LU), 24 marzo 2019 – Il 42° Rally Il Ciocco e Valle del Serchio, atto inaugurale (di otto in calendario) del Campionato Italiano Rally, di certo non ha lesinato emozioni lo scorso fine settimana. Sui selettivi asfalti del Lucchese, la scuderia Project Team ha accolto con grande soddisfazione il secondo gradino del podio conquistato dall’alfiere Simone Campedelli. Il talentuoso pilota cesenate, nuovamente in coppia con Tania Canton, dopo un avvio con qualche difficoltà, ha trovato la quadra in virtù del cambio d’assetto della Ford Fiesta R5 Evo ufficiale M-Sport – Orange1 Racing, gommata Pirelli, che gli ha permesso di esprimersi con maggior scioltezza, nel prosieguo, e lottare per la corona d’alloro fino alla bandiera a scacchi; una vittoria sfumata, alla fine, per soli 4”9 di distacco dagli avversari ma anche due scratch messi a segno in altrettante prove speciali delle 14 disputate.

Non posso dire di essere contento per il secondo posto” – ha precisato Campedelli – “perché volevo vincere, è inutile nasconderlo. Però, tutto sommato, questo è un risultato importante in ottica campionato. Va anche detto che tutto era nuovo per tutti: per me, per l’M-Sport e per la Pirelli. Dunque, sono fiducioso perché nel finale di gara le prestazioni ci sono state e questo mi fa ben sperare per i prossimi appuntamenti, a cominciare dal Rally di Sanremo”. Alle parole del driver romagnolo hanno fatto eco quelle pronunciate dal siciliano Luigi Bruccoleri, “patron” Project Team: “Siamo entusiasti di questa nuova avventura. Avendo vissuto in prima persona l’avvincente weekend toscano, abbiamo ammirato la professionalità e la compattezza dell’intera squadra. Un connubio tecnico-sportivo di assoluto livello che garantirà a Simone la giusta competitività per la lotta al titolo tricolore 2019. E un motivo in più che conferma, sempre che ce ne fosse bisogno, la felicità della nostra scelta, ovvero, quella di aver affiancato Campedelli e i suoi prestigiosi partner nella stagione 2019. Vorrei, infine, complimentarmi con ‘PinoPic’. Dispiace, invece, per le ‘nostre’ Corinne e Ilaria. Ma, ne sono certo, si rifaranno quanto prima”.

Altrettanto positiva, per quanto tribolata, la trasferta per l’altro portacolori “PinoPic”, al secolo Giuseppe Picciuca. Seppur all’esordio tanto sulle strade della Garfagnana, quanto al volante della Suzuki Swift Sport del team Europea Service, il driver madonita (originario di Polizzi Generosa), classe 1989, navigato per la prima volta dall’esperto pattese Giovanni Barbaro, ha concluso terzo in classe R1B, alla luce di una performance in crescendo. “La terza piazza di categoria? Equivale ad una vera e propria vittoria. Ma quanta fatica, è stata durissima» – ha sottolineato Picciuca – «Nella prima prova del sabato, infatti, abbiamo storto il braccetto e bucato la gomma anteriore sinistra per via di una toccata. Cambiato lo pneumatico e raddrizzato il pezzo col cric, alla bell’e meglio, siamo stati costretti ad affrontare in tali condizioni anche le rimanenti sei frazioni cronometrate. Per oltre 100 chilometri, problemi allo sterzo e alla ruota (sostituita tre volte perché costantemente usurata dallo stretto contatto con la carrozzeria ndr), non ci hanno dato tregua, obbligandoci a mantenere bassi i ritmi. Siamo riusciti a risolvere il tutto solo al penultimo parco assistenza e solo da lì, di fatto, è iniziata la nostra gara vera e propria”.

La medesima “speciale”, ovvero il primo passaggio della “Massa-Sassorosso”, si è rivelata fatale, invece, per l’attesa Corinne Federighi. La conduttrice toscana, ma siciliana d’adozione, affiancata nell’abitacolo della Renault Clio R3 della SMD Racing dall’altra giovane Ilaria Rapisarda, infatti, è stata costretta al ritiro per una toccata ad un chilometro dalla fine.

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