Ronde Val Merula: Danilo Ameglio, sbarca Marinotto e prende a bordo Michelle

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Gli impegni di lavoro del tradizionale navigatore del pilota imperiese, costringono il funambolo della Valle Impero a prendere a bordo la figlia Michelle. Che si dimostra pienamente all’altezza del compito. Testo e foto di Tommaso M. Valinotti/Kaleidosweb

ANDORA (SV), 9 febbraio – Nemmeno i cospirazionisti più accaniti, quelli che vedono intrighi dietro ogni angolo, avrebbero potuto pensare a una congiura. Danilo Ameglio, dopo 31 anni di sodalizio quasi ininterrotto (dei 141 rally disputati 137 li ha vissuti con lo stesso navigatore, a cominciare Sanremo del 1989), corre un rally senza Massimo Marinotto, per far salire sul sedile di destra la figlia ventenne (esordiente) Michelle. Che il suo abituale navigatore non potesse essere presente sulla velocissima Peugeot 106 di Ameglio i due lo sapevano da parecchio tempo (complice gli impegni di lavoro di Marinotto, presente in pedana a fare il tifo nel momento della partenza e dell’arrivo, di professione taxista a Sanremo, incollato alla sua vettura nei giorni del festival). Quindi, perché non sfruttare l’occasione per far esordire Michelle, che non ha mai corso, ma di giornate al volante di un kart ne ha passate parecchie?

E così la ragazzina ha staccato la licenza e si è seduta a fianco di papà per disputare la 7° Ronde della Val Merula che ha regalato il “solito” risultato al 53enne pilota imperiese: 12° assoluto, primo di Classe A6, primo di Due Ruote Motrici, preceduto unicamente da vetture quattro ruote motrici, come R5, WRC e S2000.

È stata una gran bella gara e mia figlia è stata molto brava. Si è migliorata prova dopo prova e nell’ultimo passaggio è stata perfetta. Cosa ho perso non potendo avere a disposizione l’esperienza di Massimo, l’ho recuperato con i 30 chili di peso in meno di mia figlia. Io non ho avuto nessun problema psicologico a correre con lei e non ho mai pensato di dovermi comportare diversamente perché al mio fianco c’era Michelle e non Massimo”.

E che Michelle sia andata in crescendo lo dimostrano anche i tempi in gara, con il miglior riscontro cronometrico siglato nel quarto e ultimo passaggio, quando tutti tirano un po’ i remi in barca (e quando mai Danilo Ameglio ha tirato i remi in barca?) e puntano solo a vedere la pedana di arrivo. E la ragazzina si è subito dimostrata in grado di reggere lo stress di stare a fianco di un pilota che proprio a passeggio non va. “Non ero nemmeno mai andata a fare le ricognizioni o prendere le note. In questa gara per me è stato tutto nuovo. All’inizio ho dovuto superare quel pizzico di emozione, ma poi tutto è andato bene e sono molto felice di questo risultato” commenta Michelle, che nella vita lavora nella concessionaria del padre che “è sempre molto esigente, ma in gara lo è in modo diverso”.

E che sia soddisfatta di questa esperienza lo dimostra il fatto che a chi gli chiedeva chi fosse il suo idolo rallistico, ha risposto prontamente:

Papà”.

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